MARZO 2022 ANNO XLVII-232 ADAR 5782

 

Prima pagina

 

Difetti di memoria
Cosa si vuol dimenticare nel Giorno del Ricordo?

David Calef e Stefano Levi Della Torre


In occasione del Giorno della Memoria l’assessore alla cultura (Fratelli d’Italia) ha diffuso per conto della Regione Piemonte, governata dalla destra, un manifesto di grafica asettica e neutra che avrebbe potuto essere utilizzata per celebrare la giornata della numismatica o per quella del tiro con l’arco [...]

 

La memoria nella pandemia
Emilio Hirsch

Pandemia e Giorno della Memoria si incrociano in risvolti inattesi che lasciano inquietanti domande. Almeno due mi vengono prepotenti alla mente. In primo luogo è difficile non rimanere storditi davanti alle immagini dei no-vax che si vestono da deportati o che mettono le stelle gialle sui vestiti [...]

 

Il giardino dei Finzi-Contini
A sessant’anni dalla nascita risorge a nuova vita

Annalisa Di Nola

Due distinti signori, alquanto attempati, si salutano nell’Upper West Side di Manhattan, lì dove la 72esima strada incontra Broadway, e decidono di sedersi in uno degli abituali caffè, nei pressi della stazione della linea rossa del subway. Si conoscono in realtà da diversi anni, hanno in comune tante cose: un grande amore per la musica, una sensibilità progressista, la frequentazione del vivace ambiente intellettuale e artistico gay newyorchese [...]

 

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NEWS - agg.to 6/3/2022 -
LE VIGNETTE DI DAVÍ
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 -10
I DISEGNI DI STEFANO
LEVI DELLA TORRE

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

   

 

Il peccato di Mosé a Kadesh: Numeri 20, 7-12. Il Signore aveva detto
“parla alla roccia”, ma Mosé aveva colpito la roccia con la verga.
Parve così che fosse Mosé a far scaturire l’acqua, mentre era opera
del Signore. Anche per questo fu interdetto a Mosé di raggiungere la
terra promessa.
(Disegno di Stefano Levi della Torre)


 

           Vignetta di Davì


 

 

ITALIA E UK

Gli Archivi Arolsen
Memorie condivise e non
Manfredo Montagnana

Paure
Alisa Ventura

Tra numeri e percezioni
Anna Segre

Persona non grata
David Calef

 

EBRAISMI

 

Intervista a Carlo Jossef Riva, Presidente Fiep

 

Assemblea della Fiep
Sandro Ventura

 

 

RICORDI

 

Ricordando Piero Dello Strologo
Bianca Gardella

 

 

LETTERATURA


Rinchiuso?
Emilio Jona

 

 

 

Storie di ebrei  TORINESI: L'EBRAICO

 

Ivrit e identità

 

Daniela Fubini
Intervista di Anna Segre

 

Ruth Mussi e le madrilingue
Intervista di David Terracini

 

 

Minima moralia

Umberto Nahon,
dalla prefazione al Dizionario ebraico-italiano,casa editrice “Israel”, Firenze 1946

 

 

 

Israele

 

La banalità maligna dell’occupazione
Giorgio Gomel

 

Agenzia spaziale israeliana
Emanuele Azzità

 

 

 

Israele - RICORDI

 

Haim Cahan, l'uomo che fotografava le nuvole
Gabriele Levy

 

 

STORIA E Memoria

L'orologiaio templare di Haifa
Davide Silvera

Parole identitarie
Alessandro Treves

Sprazzi di memoria
Franco Segre

 

Ebrei rifugiati in Svizzera
Archivio federale di Berna

Benedetto Terracini

 

Ricordi saluzzesi
Lapidi spezzate, 1973

Beppe Segre

 

Evelina Valabrega e i suoi bambini
Daniela Cosetta Levi ed Eva Vitali Norsa

 

LETTERE

Olocausti da non dimenticare
Alberto Bertone

 

 Libri

Ebraismo e diritto, due mondi paralleli
Giulio Disegni

In barba a H
Paola De Benedetti

Ebrei a Saluzzo
Beppe Segre

Rassegna
a cura di Enrico Bosco e Silvana Momigliano Mustari,
con la collaborazione della biblioteca "E.Artom" della Comunità Ebraica di Torino

La scuola del silenzio. Per un profilo di Isacco Artom
Giorgio Berruto

 


LA PITTURA DI EVA ROMANIN JACUR

Le opere che pubblichiamo in questo numero sono di un’artista delicata e schiva, che in ambito ebraico italiano è nota soprattutto come illustratrice della Haggadà di Pesach, la più diffusa in Italia, uscita nel 1948 e ristampata in diverse edizioni. Nata a Padova nel 1921, Eva Romnin Jacur è morta qualche mese fa all’età di cento anni. Dopo la maturità artistica a Venezia, nel periodo bellico ha frequentato l’Ecole des Beaux Arts di Losanna e nel dopoguerra si è diplomata all’Accademia di Belle Arti veneziana. Ha partecipato a diverse mostre d’arte prestigiose a Milano, Venezia e Roma, ma la sua creatività è stata impegnata soprattutto nella illustrazione. Alcune delle sue opere: il libro per ragazzi Degania, racconti di Miriam Singer, la copertina della rivista Il Portavoce dell’Adei-Wizo, il manifesto in occasione del restauro del Cimitero Ebraico del Lido di Venezia, la Meghillà di Ester per la Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio Sociale, una nuova versione della Haggadà, sempre a cura della Deputazione. Le illustrazioni su commissione dedicate ai ragazzi, spesso si ispirano a forme d’arte arcaiche del Medio Oriente. Diverso il carattere delle opere informali di ispirazione spontanea, sulle quali Vittorio Somenzi, filosofo della scienza, ha scritto queste parole. “Specialmente nelle composizioni in argento e nero nell'ultimo periodo, Eva Romanin Jacur ha cercato di ripercorrere con rigore quasi ossessivo il millenario cammino che, nella genesi di una forma naturale, porta ad escludere qualunque deviazione verso la geometria semplicistica dell'artefice e dell'interprete umani, per rispettare invece le leggi più profonde che, dalla lenta od esplosiva combinazione di movimenti, trasformazioni chimiche e cambiamenti di stato della materia primordiale, hanno fatto emergere le forme inorganiche ed organiche più articolate...” Pubblichiamo qui alcuni esemplari dell’una e dell’altra espressione artistica.

 


 

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