Israele

 

Falco e Colomba

 

Israele falco: Mangiati il cappello! Quanto avevo previsto due e passa anni fa, si è concretizzato al di là delle più tetre profezie! Abbiamo cacciato migliaia di Ebrei dalla striscia di Gaza, per decisione unilaterale, distruggendo colonie fiorenti, una rete magnifica di istituzioni educative, distruggendo case e sinagoghe e in compenso abbiamo avuto lanci micidiali di razzi a Beer Sheva, ad Ashkelon e a Ashdod! La striscia è diventata Hamasland, trampolino dell’Iran nuclearizzante, come lo è il Libano di Hezbollah

Israele colomba: Come sempre le tue diagnosi sono brutalmente realiste. Il conflitto israelo-palestinese, salvo brevi intervalli di pausa e di speranze, è una morsa che attanaglia il Medio Oriente, e di conseguenza il resto del mondo. Temo che anche Obama non riuscirà, come i suoi predecessori a sbloccare la situazione. Il disimpegno da Gaza, che ha non poco lacerato la società israeliana, è stato determinato, soprattutto, dalla constatazione che la demografia a breve termine sta diventando una mina non meno pericolosa della atomica iraniana. Molti hanno criticato la decisione di Sharon, condotta con la sua abituale energia, in quanto presa senza gli interlocutori palestinesi, che prima delle elezioni vinte da Hamas (la "democratizzazione del mondo arabo" di Bush jr.) potevano essere il partner di trattative positive!

Israele falco: Ecco i soliti utopisti. A quali risultati hanno portato le decine di incontri tra Tzipi Livni e C. con l’ANP? Bla, bla,bla! Vado più lontano, al crimine di Oslo, alla slealtà subdola di Abu Ammar, di cattiva memoria. Non capite che la maggioranza degli Arabi non ci ha mai digeriti nel loro spazio vitale? Se le cose si sono un po’ sbloccate in passato, vedi la pace fredda con l’Egitto, dove la massa e i circoli intellettuali rimangono ostili, o con la Giordania e con elementi palestinesi, è stato merito della nostra forza e di interventi della Potenza numero uno.

Israele colomba: Dai tre No di Kartum, comunque, tra errori, conflitti, terrorismi, il quadro non è rimasto statico... È meglio una pace fredda che una guerra calda! E per la prima volta la maggioranza degli stati arabi ha formulato le linee di accordi di pace, secondo parametri che potremmo dibattere.

Israele falco: Ma che accordi dietro l’angolo! Barak nel 2000 ha proposto di trattare anche su Gerusalemme est e di concedere il 95% della West Bank. Arafat gli ha risposto con la seconda intifada! Quello che a noi pare il massimo delle nostre concessioni, agli occhi degli Arabi non è neppure da considerare. Ritiratevi, fino all’ultima zolla, da tutti i territori occupati dal giugno ’67, riaccogliete all’interno della linea verde, l’unica riconosciuta nel mondo, tutti i profughi del ’48! Smantellate ogni insediamento post ’67, compresi i quartieri di Gerusalemme orientale.

Israele colomba: Anche io non ignoro tutto questo. Ma sei sicuro che l’oltranzismo sia solamente dalla loro parte? Organi giudiziari israeliani hanno documentato decine di insediamenti nella Cisgiordania su terreni di proprietà palestinese. Durante i negoziati di pace TUTTI i governi hanno continuato a costruire nei territori redenti/occupati. Le destre, specialmente quelle fondamentaliste e messianiche, sottovalutano in toto l’influenza corrosiva di 41 anni di dominio su milioni di Arabi, sulla società d’Israele, moralmente, economicamente, politicamente. e demograficamente. Nel giro di un decennio, tra il Giordano e il Mare potremmo essere ridotti in minoranza.

Israele falco: La cronaca sanguinosa del gennaio 2009 è la dimostrazione lampante delle nostre posizioni. Non dobbiamo più cedere! Solo la presenza, anche parziale, di Zahal in Giudea e Samaria, oltre i duecentomila israeliani che vi abitano, contribuisce alla relativa calma che ha regnato a Ramallah, Jenin e dintorni durante l’operazione “Piombo fuso”.

Israele colomba: Ancor più dei conflitti passati, abbiamo iniziato l’ultimo conflitto con l’appoggio quasi unanime dell’opinione pubblica. Dopo otto anni di razzi sul Negev settentrionale non potevamo più continuare con la politica di passività. Abbiamo conseguito gli obiettivi che ci eravamo proposti? Ed assistiamo ad una ennesima frana dell’opinione pubblica mondiale nei nostri confronti.

Israele falco: Quanto agli obiettivi, in parte sono d’accordo con te. Ghilat Shalit è ancora prigioniero chissà dove in una cella araba. Le gallerie sotterranee che alimentano il terrore jiadico non sono state distrutte al cento per cento. L’Iran non cessa di rifornire armi ai suoi protetti. Quanto all’opinione pubblica internazionale, solo la nostra parte debole può dolersene. Chi è sicuro senza tentennamenti delle proprie ragioni, respinge le accuse del neo-antisemitismo mondiale, la doppia morale delle “anime belle” che non hanno mosso una protesta per i massacri ceceni, nel Darfur e nel Congo! I 335 bambini uccisi a Gaza, limitando il numero delle vittime solo al “Piombo fuso”, sono solo e solamente un problema di coscienza per coloro che hanno usato i civili come scudi umani, nelle abitazioni, nelle scuole e negli ospedali. Il mondo ci avrebbe giudicato con equidistanza dalemiana, se, mai sia, aves­simo patito un ugual numero di morti e feriti. Comunque Lieberman ed altri avrebbero portato l’ope­razione fino in fondo, all’abbattimento del regime islamico e forse ad una rinnovata presenza israeliana nella striscia. Non illudiamoci. Ci attendono altre prove. Il 10 febbraio l’elettorato con­fermerà la pro­pria fiducia in una leadership nazionale forte, pronta ad ogni sfida da parte dei nemici e anche a re­spingere i “consigli” degli amici, potenti e influenti che siano!

Continua...

 

Registrato il 23 gennaio da Reuven Ravenna