Giardini e limoni

 

Per divertirsi un po’!

 di Nedelia Tedeschi

 

Avete voglia di divertirvi un po’? Di rilassarvi fra un articolo serio e l’altro? Di distrarvi per un momento da tutte le cattive notizie da cui siamo bombardati?

Leggete allora queste due “rivisitazioni” scherzose e un po’ irriverenti di due ben noti episodi della Genesi:

 

Colloquio per assunzione

 

I posti erano tanti, e alta la probabilità di essere assunti. Gli aspiranti erano già tutti lì, puntuali. La prima ad essere ammessa fu la Luce. Il colloquio durò pochissimo: la Luce era inequivocabilmente indispensabile per procedere oltre. Il Grande Capo le chiese quali fossero le sue richieste. “Mezzo servizio” rispose laconicamente la Luce. “Mi sono già messa d’accordo con la Tenebra e ci daremo il cambio” “Sei assunta. Da domani prendi servizio. Avvisa anche la Tenebra che incominci già da questa sera”.

Ci fu poi un pigia-pigia. Tutti volevano passare per primi, nessuno voleva fare la coda. Tutti aspiravano al posto fisso a tempo indeterminato.

“Un po’ d’ordine e di buon senso!” urlò il Grande Capo “Ehi, voi, Animali a quattro zampe, dove vorreste posare le vostre zampe se non è ancora in servizio la Terra? E voi, Pesci che non siete altro, come potreste vivere se ancora non sono in servizio i mari e gli oceani? E voi, Piante, dove potreste affondare le vostre radici se non c’è ancora il terreno sotto di voi?”

Non aveva poi tutti i torti. Le assunzioni dovevano essere programmate con una certa logica, se no niente avrebbe funzionato in quell’azienda così complessa.

Alcuni non vennero neppure presi in considerazione perché considerati inutili. Di questi, quasi tutti se ne andarono via offesi e sparirono senza lasciare traccia. Gli Ubàchi, per esempio. Qualcuno forse ne sente la mancanza? No, perché nessuno sa, né saprà mai, chi fossero, né a che cosa potessero servire. E così le Mengétrie. Sarebbe stato più bello il mondo con la loro presenza, o forse più brutto? Fatto sta che non passarono il colloquio.

Altri, che non erano stati ricevuti, non si diedero per vinti. Cercarono di entrare nell’azienda con uno stratagemma. Si mimetizzarono con altre categorie, o meglio, si misero in simbiosi con esse: sono, per esempio, i Colori. Il Grande Capo non se ne accorse subito. Ma quando, dal binomio luce-oscurità si passò all’incredibile gamma di colori, trovò l’azienda meravigliosa e se ne appropriò il merito.

Gli ultimi a presentarsi al colloquio furono gli Umani. Avevano molte pretese. Si ritenevano assolutamente indispensabili. Dicevano di avere capacità organizzative in grado di far funzionare bene l’azienda. Non smettevano di parlare e non c’era verso di farli andare via. Ridevano, piangevano, volevano suscitare pietà e commiserazione. Affermavano che sarebbero sempre stati fedeli al Grande Capo, e che Lui certo non si sarebbe mai pentito della loro assunzione nell’azienda. Insomma, in una parola, erano decisamente insopportabili.

Pur di farli tacere, il Grande Capo, esausto, diede infine il suo consenso. Sì, sarebbero stati assunti. “Speriamo non mi diano troppe grane” pensò in cuor suo.

Oh, finalmente l’azienda era al completo. Poteva iniziare a funzionare.

“Sì, ma adesso, dopo questa faticata, vado a farmi una bella dormita”.

Si addormentò di colpo e dormì una giornata intera.

“Shabbat shalom, Grande Capo!”

 

 

Stagioni

 

– Non ci sono più le mezze stagioni! –

disse malinconicamente il brav’uomo sentendo la pioggia che continuava da settimane a tambureggiare sul tetto dell’imbarcazione. Era proprio stufo. Il suo diretto Superiore gli aveva dato un ordine e lui l’aveva eseguito. Ma che fatica! Trasbordo di animali. La cosa più semplice era stato costruire l’imbarcazione perché gli ordini erano stati precisi. Tot di lunghezza, tot di larghezza e di altezza. Diversi scomparti divisi su tre piani, ciascuno con la sua porta, e una finestra in alto. Ma la parte più difficile era arrivata dopo: far entrare gli animali, ed a coppie per giunta. Facile a dirsi! Ma quali? Quanti? Perché gli ordini erano stati decisamente contradditori, a meno che lui non avesse capito bene. Prima dice: “Introduci nell’imbarcazione coppie di tutti gli esseri viventi: volatili, quadrupedi, tutte le specie che strisciano per terra”. Ma tutti tutti? – penso io – dove li metto?

Poi aggiusta il tiro: “Sette coppie di ogni quadrupede puro e due coppie di quadrupedi impuri. E sette coppie di uccelli”. Sì, ma di quelli che strisciano per terra, quante coppie, si può sapere?

Poi una nuova precisazione: “Tutte le varie specie di animali selvatici e domestici, tutte le specie di rettili stri­scianti sulla terra, tutte le specie di volatili, tutti gli animali forniti di ali entrino nell’imbarcazione”. Si può immaginare il caos che ne deriva? E poi, come dovevano sistemarsi, e dove, e con chi? Da soli, specie per specie, o in compagnia di altri animali? Le api, per esempio, stavano bene insieme alle giraffe? E le pecore insieme alle tartarughe?

Meno male che il pover’uomo, già anzianotto per di più, era aiutato da sua moglie, dai suoi tre figli con relative consorti, anch’essi con un loro appartamentino all’interno dell’imbarcazione. E poi c’era il problema non indifferente dell’alimentazione per tutti. Sì, il suo Superiore gli aveva bensì detto: “Prendi del cibo commestibile e servirà di nutrimento a tutti”. Ma, si rendeva conto questo suo Superiore che ogni specie vivente era abituata ad un cibo particolare, senza parlare poi della sua famiglia, moglie, figli e nuore, con le loro esigenze non indifferenti? E ancora, non c’era neppure un locale dove conservare le varie vettovaglie. Per l’acqua si poteva rimediare con l’acqua piovana. Quella non mancava di certo!

Infine erano partiti, se Dio vuole!

Ma adesso erano in viaggio già da 38 giorni e il pover’uomo era proprio sconsolato.

– Non ci sono più le mezze stagioni! – continuava a ripetere.

Ma sua moglie lo richiamò all’ordine.

– Noé – gli disse – dài, non disperare. Fra due giorni, vedrai, smetterà di piovere. Parola del tuo Superiore.

 

Nedelia Tedeschi