Lettere

 

Ricorsi

 

Caro Direttore

mi vedo chiamato in causa in modo obliquo da un poscritto nella lettera del Presidente della Comunità inviata agli Ebrei torinesi l’8 febbraio scorso, e da un testo non firmato diffuso pochi giorni dopo dal gruppo che esprime la maggioranza di Consiglio, per aver rivolto al Collegio dei Probiviri UCEI un ricorso attualmente sub judice, e su cui pertanto ritengo di dovermi attenere ad uno stretto riserbo.

Come si possa tacciare di “arroganza”, di “metodi che col confronto democratico non hanno nulla a che vedere”, e di secondi fini platealmente smentiti dalla stessa cronologia degli eventi, il solo fatto di aver stigmatizzato in Consiglio vari illeciti senza ricevere soddisfazione alcuna, ed aver quindi trasmesso - come preannunciato in Consiglio - la relativa documentazione ai Probiviri per competenza, va oltre la mia immaginazione, evidentemente limitata e non più al passo coi tempi. Inutile dire che solo a vicenda conclusa mi riterrò libero di renderne noto l’iter, epilogo compreso; sperando che per ora quanto sopra basti per far sapere come, e con quali mezzi, sono portate avanti certe azioni.

Un cordiale Shalom,

 

Raffaello Levi