Lettere

 

Shofar Chamorim

 

Spett. HA KEILLAH

Torino

 

Vorrei raccontare brevemente i retroscena di quanto pubblicato sul numero precedente e su questo numero di Ha Keillah riguardo allo shofar chamorim.

La scorsa estate mia sorella, Miriam Camerini Daltrophe, manifestò la curiosità di sapere quale fosse l’origine dell’espressione shofar chamorim, nota esclusivamente ai frequentatori dei campeggi ebraici italiani, per indicare un testo o uno spettacolino umoristico sulla vita e i personaggi del campeggio.

Io scrissi allora una lettera, pubblicata su Ha Keillah n° 4, in cui chiedevo informazioni sull’origine dello shofar chamorim e della sua denominazione.

Subito dopo l’uscita di Hakeillah ho ricevuto una lettera di Claudio Canarutto, inviata anche a Ha Keillah, che rispondeva esaurientemente a entrambi i quesiti, situando la nascita dello shofar chamorim al primo campeggio/seminario per insegnanti del dopoguerra, tenutosi a Pedraces nel 1946 e citando fra le persone coinvolte Marcello Morpurgo, allora giovane insegnante, ora residente a Beer Sheva. Ho chiesto allora a mia sorella, residente nella stessa città, di rivolgersi a lui per ulteriori informazioni sull’origine dello shofar chamorim. Marcello Morpurgo ricorda perfettamente il campeggio di Pedraces e i successivi a cui ha partecipato e possiede un’ordinatissima raccolta di fotografie, ritagli di stampa ebraica e copie dei primi shofar chamorim: anche Morpurgo ha inviato a Ha Keillah, a me e ad altri una lettera corredata da foto e altro materiale, confermando sostanzialmente quanto già scritto da Canarutto.

Mentre era in corso questo scambio di corrispondenza, mia moglie, Manuela Cantoni, ha fatto leggere le lettere scambiate fra me, Ha Keillah e Canarutto a una sua parente residente qui a Milano, Anna Levi ved. Sonnino che le ha detto di avere partecipato anche lei al campeggio di Pedraces, confermando le testimonianze di Canarutto e Morpurgo riguardo allo shofar chamorim.

In breve: il giallo dello shofar chamorim è stato risolto completamente e velocemente grazie a Ha Keillah, ma in realtà la soluzione la avevamo a portata di mano, mia sorella nella sua città in Israele e io addirittura in famiglia a Milano.

Comunque, grazie a Ha Keillah e a tutti coloro che hanno collaborato.

 

                Maurizio Camerini