CD

 

HaKol, La Voce

di Gilberto Bosco

 

Che la musica nell’ebraismo sia importante, lo sanno tutti. Quale sia la musica non solo importante ma anche autenticamente ebraica, anche questo lo sanno tutti, e litigherebbero fino alla fine dei tempi per dirlo e dimostrarlo, a fronte di altri ebrei che sosterrebbero e proclamerebbero tesi contrarie.

Ma se, invece di cercare una definizione, si vuol fare musica, bisogna andare alla ricerca di una strada verso il suono, verso la sostanza uditiva che la musica porta in sé. È quello che ha fatto il coro HaKòl, un gruppo romano, nato nel 1993 e diretto ora da Andrea Orlando (il primo direttore è stato Claudio Di Segni). La sua attività, vasta e sempre accolta con favore, lo ha portato in prestigiose sedi italiane e in alcuni significativi concerti in Israele.

Fin dall’inizio il repertorio è stato centrato su musiche della tradizione ebraica, utilizzando brani di diverse epoche e di diverso stile. Non vorrei confondere le idee al lettore: ma come si esegue la musica della tradizione ebraica? In molti modi diversi, forse lo sospettavate. HaKòl ha scelto di realizzare questi testi musicali con un coro misto e con la presenza di un organo; questo, se da un lato ne ha evidenziato la vocazione “concertistica”, ha reso dall’altro lato praticamente impossibile un uso sinagogale di quelle esecuzioni. E sui motivi storici del perché, in Italia e altrove, esista una produzione anche importante di brani con l’organo e il coro varrebbe la pena di ritornare, meglio in un altro articolo.

L’attività di HaKòl ha prodotto finora due CD. Entrambi, Canti liturgici ebraici e Canti di scola tempio, mescolano con abilità e in modo gradevole canti tradizionali e melodie scritte da autori più vicini a noi, ma conosciute in tutta l’Italia ebraica. Un’autentica chicca è la presenza, in entrambi i CD, di due brani diversi di David Garzia, un autore interessante e importante, almeno storicamente, per chiunque presti attenzione alla produzione di musica sinagogale alla fine dell’Ottocento. Ma sono presenti anche brani scritti da autori di ambiente romano, e diverse melodie tradizionali.

Il risultato dà certo un fremito e una emozione a chi con quelle melodie sia cresciuto e si sia là riconosciuto; e forse anche a chi di quelle musiche abbia solo sentito parlare, in ricordo di esecuzioni lontane nel tempo almeno di una generazione o due. Certo, complice lo stile di alcune composizioni e un organo forse un poco troppo invadente, parecchi brani sembrano portare argomenti a chi sostiene che queste esperienze hanno più a vedere con l’imitazione dei culti italiani a noi vicini che all’autentica preghiera ebraica. Ma il risultato è gradevole e vale un ascolto.

Belle e smaglianti le esecuzioni, brillante e fiammeggiante (forse perfino troppo) il suono. Attendiamoli, con curiosità, a qualche nuova prova.

 

Gilberto Bosco

Canti liturgici ebraici, coro Ha-Kol, dir. C. Di Segni, org. C, Ricci
Canti di scola tempio,
coro Ha-Kol, dir. C. Di Segni,
org. C, Ricci, M° collaboratore A. Cama

(per informazioni ed eventuali richieste: corohakol@tiscali.it)