Libri

 

Ebraismo e mondo moderno
Analisi e riflessioni

di Sergio Franzese

 

Il volume Ebraismo, a cura di David Bidussa, pubblicato lo scorso ottobre dalla casa editrice Einaudi, raccoglie saggi di più autori su argomenti assai diversi tra loro ma che ruotano intorno ad un denominatore comune, la trasformazione nella continuità. Occorre precisare che il termine “ebraismo” va qui inteso nell’accezione di “civiltà ebraica”, un’identità culturale costruita nel tempo e nello spazio che include l’aspetto religioso ma che può esistere anche prescindendo da esso. Come afferma Amos Luzzatto “una tradizione che regge alla prova della sua attualizzazione può solo dimostrare, a posteriori, di avere correttamente individuato il nucleo fondamentale che la caratterizzava”. Il mondo ebraico si è forgiato dall’incontro con l’altro, ha attraversato la storia mescolandosi, ibridandosi, nascondendosi o fuggendo; tutto ciò ha comportato la necessità di continue trasformazioni nel tempo.

L’impatto con l’età moderna - quella che per gli ebrei ha avuto inizio con l’emancipazione, l’uscita dal ghetto - ha impresso una forte accelerazione al cambiamento, un passaggio epocale che ha riguardato l’intera società occidentale e, come diretta conseguenza, le comunità ebraiche insediate in Europa. Queste ultime, prive di un’autorità centrale e di un proprio territorio, che la diaspora ha reso assai disomogenee, hanno varcato la soglia della modernità nel solo modo in cui era possibile farlo e cioè percorrendo strade inedite, riciclandosi attraverso nuove esperienze, innovandosi, fermo restando il principio di fedeltà alla Torà, condizione indispensabile alla sopravvivenza di un’identità collettiva. Di tali eventi ci parlano le oltre seicento pagine di questo libro; tra questi ve ne sono alcuni limitati ad un preciso periodo storico che non hanno prodotto significative conseguenze ed altri che hanno invece modificato in profondità la realtà del mondo ebraico. La Shoah, che costituisce la più recente tragedia collettiva di tutti gli ebrei, è certamente l’avvenimento che al di sopra di qualunque altro ha segnato il nostro tempo e che pone i maggiori interrogativi di natura storica, antropologica e religiosa. Le riflessioni che ne sono seguite hanno dovuto necessariamente confrontarsi e prendere posizione su come la Shoah debba essere considerata, se costituisca un momento di discontinuità o di continuità con il passato, se vada pensata e narrata sostanzialmente all’interno dell’esperienza ebraica o in termini universali giacché essa segna una “frattura di civiltà” all’interno della società europea ed occidentale.

Il volume propone tuttavia al lettore un’analisi complessiva che non consente di dilungarsi su singoli fatti; in tale prospettiva la Shoah è quindi considerata uno tra i numerosi eventi che hanno segnato l’approdo dell’ebraismo all’epoca moderna; malgrado la sua unicità e la sua drammaticità si può, anzi si deve, guardare oltre quel­l’orizzonte. Perché l’ebraismo, lo sappiamo, è una realtà dinamica al punto che forse ci si dovrebbe riferire ad essa parlando di “ebraismi”, risultato di percorsi diversi, sommatoria di pratiche sociali che si sono sviluppate in ambiti e contesti storico culturali differenti, spesso ostili, coesistenza di tradizioni. Dunque, questa raccolta di testi conduce il lettore attraverso un duplice percorso, cronologico e tematico. Il susseguirsi degli avvenimenti, circostanziati secondo una sequenza temporale, trova una sua precisa collocazione all’interno delle cinque sezioni in cui è suddiviso il volume. La prima di queste, Scenari del confronto prima del compimento della modernità, “ha il compito di individuare le tipologie di confronto, di scontro e di conflitto radicale che l’ingresso o la coabitazione con il processo di transizione tra Cinquecento e Seicento determina e segna nei diversi mondi ebraici europei”. In essa si ricostruiscono e si sintetizzano “percorsi culturali, tipologie di confronto e di scontro verso il mondo non ebraico, nonché di conflitti interni in conseguenza del confronto esterno”. Fanno parte di questo capitolo un saggio sulla via ebraica alla modernità in Italia ed uno su Amsterdam, la città che nel Seicento accolse numerosi conversos provenienti dalla Spagna e dal Portogallo che chiedevano di fare ritorno alla religione dei padri e nella quale si svolse la vicenda di Baruch Spinoza. Sempre in questo capitolo, un approfondimento sulla figura di Moses Mendelssohn, filosofo e maestro dell’illuminismo ebraico, e sul contesto berlinese nel quale visse ed operò; infine vi si trova una descrizione di ciò che è stata ed ha significato l’esperienza “chassidica”, diffusasi presso le comunità ashkenazite dalla prima metà del XVIII secolo.

La seconda sezione, Convivere, confliggere, trasformarsi nella modernità, è invece dedicata alle società europee tra il XIX ed il XX secolo. Un periodo storico ricco di avvenimenti segnato dal “prima” e dal “dopo” Auschwitz ma che oltre e al di là di questo è caratterizzato dall’emancipazione, dall’integrazione nazionale e dalla ricerca identitaria degli ebrei nei vari stati dell’Europa, dall’Haskalà, e dalla riforma ebraica. Il XIX secolo si apre con il sinedrio napoleonico, che si configura come una sorta di integrazione dell’ebraismo all’interno di una società moderna attraverso la subordinazione dei precetti halakhici alle leggi dello stato, un modello non privo di rischi di assimilazione, e prosegue con l’apertura delle prime sinagoghe di rito riformato ad Amburgo e a Berlino rispettivamente nel 1817 e nel 1818. Il movimento di riforma, noto anche come ebraismo liberale o progressivo, comunque lo si consideri costituisce oggi una tra le tante risposte possibili alla sfida della modernità. È all’interno di questa sezione che vengono sviluppati i temi centrali del mutamento: da un lato la partecipazione degli ebrei alla vita pubblica da cui erano rimasti esclusi, il progressivo abbandono dello yiddish e delle parlate giudaiche in favore delle lingue nazionali, dall’altro la nascita del sionismo, la creazione dell’ebraico moderno a partire da quello biblico e l’insorgenza di pulsioni identitarie che tentano di mettere un argine al processo di omologazione sempre più evidente.

Le due sezioni successive sono focalizzate su due contesti di insediamento moderno-contemporaneo, Israele e Stati Uniti. La ricostituzione dello Stato di Israele rappresenta un elemento nuovo e caratterizzante per tutto il mondo ebraico, anche se non costituisce necessariamente un punto d’approdo per la storia ebraica contemporanea. Esso è coronamento solo parziale del progetto sionista, sognato come un luogo in cui esercitare il diritto ad essere padroni del proprio destino, “basato su principi di libertà, giustizia e pace” in grado di creare “uguaglianza completa di diritti sociali e politici per tutti i suoi cittadini senza distinzione di religione razza o sesso”. Purtroppo sappiamo che dal 1948 ad oggi le cose sono andate diversamente. Israele ha accolto soprattutto gli ebrei in fuga dall’Europa in seguito alle persecuzioni nazifasciste, si è trovato a disputare la terra con i vicini arabi ed il traguardo della pace appare tuttora lontano malgrado sia evidente che i nemici non possano rimanere tali per sempre. I principi giuridici di Israele, stato laico ed ebraico al tempo stesso, e la società civile israeliana risultante dalla stratificazione di successive aliyot vista attraverso la produzione cinematografica sono due degli argomenti sviluppati all’interno della terza sezione intitolata Il quadro israeliano.

Tema caratterizzante del quadro americano, quarta sezione del volume, è il movimento “conservative”, derivante dalla tradizione riformista, in particolare dalla scuola detta “Wissenschaft des Judentums”, in italiano “Scienza del Giudaismo” basata sullo studio storico-scientifico dei testi della tradizione biblica e rabbinica. Tale movimento si configura come un prodotto peculiare all’insediamento ebraico d’oltreoceano la cui esperienza viene descritta anche alla luce di avvenimenti recenti che vanno dalla condivisione di battaglie per i diritti civili a fianco della minoranza afro-americana, passando attraverso le contestazioni contro la guerra in Vietnam ed i dibattiti sorti negli anni Sessanta e Settanta intorno alla sexual revolution, fino a giungere alle nuove forme del vissuto identita­rio ebraico negli U.S.A.

Catechismi ebraici tra Sette e Ottocento, tradizione ed innovazione, ebraismo e bioetica, nascere ebrei in un paese arabo, evoluzione della figura rabbinica, confronto con il problema messianico alla luce del simbolismo cabali­stico di Gershom Scholem, Gerusalemme città (diversamente) santa per ebrei cristiani e musulmani, sono infine i temi che costituiscono la quinta e ultima sezione del volume intitolata Questioni. Si tratta di argomenti che tro­vano qui un approccio approfondito; addentrarci in ognuno di essi ci porterebbe però troppo lontano e, data la loro complessità e varietà, richiederebbe più spazio di quanto se ne abbia a disposizione.

L'opera “Le religioni e il mondo moderno” ambisce nel suo complesso a fornire un quadro d'insieme della ricchezza e variabilità del confronto-scontro con la modernità. Per la composizione di questo testo ci si è avvalsi del contributo di ventuno studiosi tra i più qualificati.

In conclusione, il volume del quale ho inteso qui fornire alcuni accenni, è di fondamentale importanza per una corretta interpretazione dell’ebraismo contemporaneo di cui offre una chiave di lettura estesa, utile per chi vuole approfondire i diversi aspetti della situazione attuale ed i percorsi intrapresi per giungere fino ad essi. Sebbene taluni contributi appaiano piuttosto specialistici e presuppongano una conoscenza di base del mondo ebraico, della sua complessità e delle sue regole, il prodotto risulta nell’insieme esaustivo ed accessibile anche a chi è estraneo all’ambiente. Si tratta, in sostanza, di un volume organizzato secondo uno schema preciso, eccellente nel contenuto, corredato da numerose note di approfondimento e da ampie indicazioni bibliografiche, qualità non trascurabili che contribuiscono a giustificare il costo abbastanza elevato.

 

Sergio Franzese

 

Ebraismo (a cura di David Bidussa) -
Collana:
Le religioni e il mondo moderno (a cura di Giovanni Filoramo)
Grandi Opere Einaudi - ISBN 8806179713 - pp. XL-624 -
2008 - 98