Italia

 

Grande successo di pubblico, ottima organizzazione,
grande occasione persa…

 di Bruno Contini

 

Si sarebbe potuto presentare la prima ricerca fatta in Italia (ma credo che anche in Europa ce ne siano poche) in cui antisemitismo e islamofobia vengono esaminati insieme. Ma si è deciso di farla passare molto sotto tono.

Era l’occasione giusta per la Comunità dimostrare di essere presente su un tema così coinvolgente un’altra minoranza sempre più numerosa, e contro la quale il pregiudizio degli italiani è chiaramente fortissimo. Si ritiene poco importante dimostrare aperture alla coooperazione per la difesa delle minoranze islamiche? Abbiamo qualche esperienza da consegnare a questi nuovi vicini di casa? Oppure abbiamo paura di parlare con i cattivi anti-israeliani, nostri potenziali nemici? Non era un’opportunità per dimostrare che vogliamo e sappiamo dialogare? Abbiamo fatto bene a invitare i rom in Comunità, ma quelli non sono pericolosi per gli ebrei. È questo il motivo della scelta degli organizzatori di questo convegno???

Eppure erano presenti uno dei due autori, D. Padovan, alcune persone che avevano organizzato la ricerca e ne avevano seguito lo sviluppo sin dall’inizio (la ricerca era stata finanziata dalla Compagnia di San Paolo che non avrebbe dimostrato tanta generosità se si fosse limitata all’antisemitismo), nonché due autrici di altri importanti studi sull’antisemitismo. Senza parlare di un panel molto bene assortito (Rav Arbib, M. Brunazzi e G. Rusconi) che avrebbero sicuramente risposto bene alle nuove sollecitazioni che quella ricerca propone.

Che differenze ci sono tra i due pregiudizi? Ce ne sono, eccome. Ma non se ne è parlato. Ci sono anche parallelismi? Antisemitismo frutto di ignoranza. E l’islamofobia?

Rusconi dice: guardiamo al 50% che non sono antisemiti. E anche al 25% che non sono anti-islamici. Sono forse i nemici della Comunità, i filo-arabi nemici di Israele?

Farebbe bene il Gruppo di Studi Ebraici a riproporre questi temi in autunno, ponendo il fuoco proprio sulle scottanti questioni che si è deciso di ignorare con gli “italiani brava gente”.

Bruno Contini