Israele

 

Block-notes

di Reuven Ravenna

 

Haredim

Per settimane i media israeliani sono stati subissati da notizie, da editoriali e da analisi, sulla “Haddarat nashim”, “allontanamento, messa da parte” del gentil sesso da parte della ideologia ultraortodossa, o meglio della prassi dei “haredim”, i “tementi”. Ecco un esempio caratterizzante la scena dello Stato Ebraico. Un tema non nuovo in un crescendo di polemiche, di scontri politici, culturali e sociologici, che è stato al centro dei dibattiti televisivi, radiofonici e giornalistici, come se non sussistessero altri argomenti, alquanto preoccupanti, da porre all’attenzione dell’opinione pubblica! Da mesi ci informano che sempre nuove linee di autobus pubblici urbani e suburbani, soprattutto a Gerusalemme, sotto pressione dei gruppi ortodossi estremisti, impongono la separazione dei viaggiatori dei due sessi. In certe vie dei quartieri “neri” della Capitale, si comanda la divisione di marciapiedi, quasi un apartheid, tra quelli maschili e quelli femminili, per evitare, non voglia il Cielo, un pericolosa promiscuità. La radicalizzazione è penetrante anche nel settore dei “hardalim”, i religiosi “nazionali”, che non si esentano dal servizio militare. Alcuni di loro sono usciti, per protesta, da manifestazioni dell’Esercito nelle quali soldatesse partecipavano in cori o come soliste, “in quanto, secondo l’halakhà, la voce femminile porta alla seduzione…”.

Vari fattori stanno determinando questo trend e sarebbe errata una generalizzazione affrettata, manichea, superficiale. Demograficamente, il settore “ultraortodosso”, per l’alta natalità, è cresciuto vertiginosamente, diventando una forza politica condizionante ogni governo, sia di “destra” che “di sinistra”, o meglio “meno conservatore”. Per contrasto alla massiccia influenza della cultura di massa globalizzante, della permissività sessuale, con le sue deviazioni e degenerazioni, gli ultra del campo ortodosso reagiscono elevando le barriere, non solo per quanto riguarda le relazioni tra i sessi (che per molti debbono essere ridotte al minimo, per un concetto di “santità” opinabile). Da qui anche la preferenza dello studio nelle Yeshivot, respingendo il tentativo di imposizione di un curriculum di materie-base (Inglese, matematica, educazione civica) universale, frenando l’inserimento di migliaia di potenziali forze nelle occupazioni produttive, lasciando il peso del sostentamento, in molti casi, alla coniuge per lo più madre di numerosa prole.

Nello stesso tempo, non si può generalizzare. Al lato opposto, da più di un decennio, il “femminismo religioso” si manifesta in numerosi campi. Un numero crescente di giovani e meno giovani, in gruppi o nell’ambito di “Yeshivot” femminili, è profondamente impegnato nello studio di tutti i Testi della Tradizione, in primis la Ghemarà, per ricoprire ruoli di responsabilità quali patrocinanti nei Tribunali Rabbinici, membri dei Consigli Religiosi e Consulenti di halakhà (quasi Rabbine…) e la partecipazione alla guida delle Sinagoghe. Questo trend comincia ad influenzare anche le harediot, che frequentano istituzioni accademiche per impossessarsi di professioni richieste dal mercato e per allargare le proprie cognizioni culturali. Come per tanti aspetti di Israele, siamo ancora nel guado e il futuro è davanti a noi, con le sue incognite e le sue speranze.

 

Discrepanza

Da italo-israeliano, che segue gli umori e le diatribe in seno alla Comunità di origine, e, nello stesso tempo, partecipa, quotidianamente, alla non semplice problematica del Paese di elezione, non posso esimermi da esplicare certe preoccupate osservazioni, naturalmente soggettive.

Ho già scritto di uno sfogo, in un momento di avvilimento, che indirizzai al nostro indimenticabile Guido. Per me, con un modesto passato di impegno nell’Italia Ebraica dagli anni cinquanta ai primi dei sessanta, le idealità di Giustizia, del rispetto dell’“Altro”, del rifiuto di ogni “idolatria dogmatica” (unitamente a cari amici torinesi!) sono tuttora le basi della mia sensibilità politica ed etica. Ho assistito e assisto a casi di metamorfosi qui e in Diaspora, di passaggi da un estremismo, per lo più di estrema sinistra, ad un ipernazionalismo, ad un ipersionismo, ad un appoggio ai “senza se e senza ma” all’azione della leadership di Israele, delle diverse destre al potere, essendo la sinistra e, più precisamente, l’elemento “liberal” in costante pericolo di marginalizzazione, di delegittimazione e neutralizzazione. In poche parole, Israele 2012 è radicalmente cambiata rispetto a quella sognata e conosciuta nei miei verdi anni. Bravo! Il mondo è andato avanti, nel bene o nel male. Dove metti la tua formazione storica?! Quello che mi assilla in particolare è una crescente discordanza tra trend sempre più incidenti sul nostro presente, in tutti i campi, in uno spirito di fondamentalismo nazionalistico, messianico, sciovinistico, e gli ideali che noto ancora presenti in Italia, sia pure in difficoltà, per i pericoli di strumentalizzazioni e di fraintendimenti, da tutte le parti, nell’ambiente a me più caro, degli elementi, soprattutto giovanili, che affrontano, come nel mio passato, le sfide della vita.

 

Quel ma

Una vera e propria doccia scozzese. Non trascorre giorno, che dico, ora, che non sentiamo nei media o leggiamo sui giornali le dichiarazioni di questo o quell’esponente politico, riguardo alla bomba atomica Iraniana. O, meglio, Israele attaccherà gli impianti nucleari degli iraniani, e quando? Alcuni ci tranquillizzano. Il mondo, al massimo, si limiterà a massicce sanzioni e non permetterà che i bombardieri israeliani ripetano, in uno spazio ben maggiore, gli attacchi effettuati ai reattori iracheni, e (secondo fonti straniere) siriani. Bibi, più forte che mai, senza seri rivali, e spinto dagli estremisti anche in seno al suo partito, novello Churchill e Begin, coadiuvato dall’alterego, Barak, non esiterà a dare via libera, a primavera inoltrata, a dispetto di veti esterni, al decollo dei velivoli dell’Israel Air Force. Un noto capo dell’Intelligence riguardo alle previsioni diceva che nel Medio Oriente vige un perenne MA, “tutto è possibile, tutto accade all’improvviso”. Quale è il mio scenario, da pessimista inveterato, scottato da numerose delusioni? Un suono di sirena nel cuore della notte (a poche decine di metri da casa mia, come è avvenuto recentemente, per missili caduti a Sud) e un fuggi fuggi nel rifugio di casa, con un oblò che si chiude ermeticamente a mezzo di uno spesso disco di ferro come la porta di accesso, e con vicini boom di missili d’accompagnamento…

Reuven Ravenna

Febbraio 2012 - Shevat 5772

    

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