Israele

 

Ebraismo, pluralismo, democrazia

 

Al Gruppo Martin Buber - Ebrei per la pace appartengono osservanti e non osservanti, ma tutti laicamente rispettano la libertà e diversità religiosa, e, nel contempo, ritengono essenziale la separazione della religione dallo Stato, come garanzia del neutrale rispetto del pluralismo e della convivenza pacifica di culture e religioni.

Siamo sconcertati, sconvolti per gli incidenti accaduti di recente in Israele, come la forzata separazione di genere negli autobus e l’aggressione contro persone, incluse bambine, che non si conformano a dettami integralisti; urgono nel paese non solo una chiara distinzione fra stato e religione, ma altresì la ferma prevenzione degli abusi che derivano da una malintesa interpretazione dei valori religiosi dell’ebraismo. Del quale peraltro nessuna norma o consuetudine autorizza l’aggressione alle persone, cosa esplicitamente vietata dalla Torà e dalla Halakhà.

Chiediamo, nella Diaspora e in Israele, una esplicita condanna dell’oppressione delle donne, dei tentativi di imporre ad altri le proprie regole di vita, della coercizione provocata alla società da gruppi di fedeli, tanto ostili al resto della collettività da creare nuove forme, intollerabili, di segregazione.

Chiediamo un netto chiarimento da parte delle autorità religiose, nella Diaspora e in Israele, su ciò che è lecito e non lecito nell’ortodossia.

         II Gruppo Martin Buber -
Ebrei per la Pace

    

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