Ricordi

 

Carla De Benedetti Tasca

 

Lo scorso dicembre è mancata Carla De Benedetti Tasca, una donna altruista, coraggiosa, caparbia, dotata di un particolare sense of humour. Amici e parenti la ricordano con offerte ad Ha Keillah, periodico che lei ha visto nascere e di cui era attenta lettrice.

Il nostro giornale e i familiari ringraziano di cuore.

 


In ricordo di Carmela Mayo Levi  (1914-2012)

 

Carmela nacque a Gradisca d’Isonzo il 14 gennaio 1914 da Olga Rossi della comunità ebraica di Venezia e da Yosef Mayo di Smirne in Turchia, anche lui ebreo, di origine spagnola. Poco dopo la nascita della piccola Carmela la famiglia Mayo a causa dell’allargamento del fronte di guerra dovette rifugiarsi a Torino, era il 1915. Sempre a Torino Carmela frequentò la scuola elementare ebraica, poi tre anni di scuola commerciale e altri corsi serali e domenicali di lingue, dattilografia e stenografia.

A quattordici anni iniziò a lavorare presso il negozio Manfredi dove rimase tre anni, poi lavorò presso l’ufficio di Ercole Clava, per poi essere assunta alla “bottega della carta” di Giorgio Levi e quindi trasferirsi presso la ditta Bracco di articoli tecnici dove lavorò per più di dieci anni.

Nel frattempo, in Italia la vita degli ebrei si faceva come ben sappiamo, sempre più dura e pericolosa a causa delle leggi fasciste per la “difesa della razza”.

Raccontando della sua storia Carmela ebbe a dire: “Era il 1938, ero diventata una comune ragazza piccolo-borghese di ventiquattro anni, impiegata, ligia ed ossequiente alle leggi dello Stato che pensavo facesse l’interesse di tutti i cittadini. Ero, di conseguenza, iscritta alle Giovani Fasciste, frequentavo il gruppo rionale Lucio Bazzani e partecipavo alle varie adunate. Una mattina d’agosto fummo invitate ad ascoltare il discorso del federale Gazzotti e per la prima volta rimasi stupita e perplessa in merito al frasario usato dall’oratore. Ad un certo punto aveva esclamato:” Quei piedi piatti, piovra del nostro popolo, dovranno fare i conti con noi... ”Lì per li non capii a chi voleva alludere, però, nei giorni seguenti, provvidero i giornali con i loro articoli a rendermi edotta. Dunque io ero una piovra, facevo parte della plutocrazia giudaica che viveva alle spalle del popolo italiano; io che lavoravo dall’età di quattordici anni e che mi ero fatta un minimo di cultura studiando alla scuola serale e domenicale.

Ero indignata e mi sentivo offesa, così una sera decisi di recarmi al gruppo Bazzani e consegnai la mia tessera di Giovane Fascista in segreteria. Le mie camerate coetanee mi guardarono stupite ed una mi chiese:” Ma perché rendi la tessera?”. “Io sono ebrea, risposi, mi considerate straniera e nemica perciò mi tolgo dal partito”. E me ne andai”.

Il 28 novembre 1943 Carmela sposa presso il Tempio dell’orfanatrofio israelitico Mario Levi, perseguitato politico, già condannato al confino in Abruzzo e conosciuto in uno dei rari permessi a lui concessi per fare visita alla famiglia. Appena celebrato il matrimonio, Carmela e Mario Levi con documenti falsi intestati a nome Olearo forniti dal tipografo comunista Castagnone si rifugiarono a Rorà in Val Pellice, dove si era installato un distaccamento partigiano della 105° Brigata Garibaldi “Carlo Pisacane” al comando di Franco Montagnana con nome di battaglia “Marco”.

Per due anni vissero a Rorà con i partigiani e Carmela ebbe il compito di tenere i collegamenti tra la brigata ed il Comando di Torino, portando lettere, stampe ed altre importanti comunicazioni nascoste in una borsa a doppio fondo e superando coraggiosamente posti di blocco e controlli tedeschi.

Dopo la liberazione ebbe due figlie Fiorella e Daniela Cosetta, e continuò la sua militanza politica nel Partito Comunista Italiano.

Dall’esperienza degli anni più duri della sua vita Carmela ha saputo rendere continuità e coerenza attraverso il suo impegno nell’associazione dei Pionieri Torinesi.

È bene ricordare che l’Associazione Pionieri d’Italia API fu fondata a Reggio Emilia nel 1949, con l’aiuto del Partito Comunista, dando vita alla pubblicazione “il Pioniere”, come risposta laica alle uniche forme di attività per l’infanzia di allora principalmente svolte dalle associazioni cattoliche attraverso gli oratori parrocchiali all’ombra della Democrazia Cristiana.

Nel 1960 l’associazione venne sciolta.

L’esperienza torinese, in tutto il suo valore, invece durò per ben trent’anni, anni che saranno per sempre legati in modo indissolubile alla persona di Carmela Levi che, con o senza un’associazione nazionale cui fare affidamento, con o senza l’aiuto del PCI, spesso sfidando scetticismi d’apparato, e soprattutto in totale assenza di sostegni economici esterni, riuscì a garantire il funzionamento di un circolo in cui i ragazzi potevano riunirsi almeno una volta alla settimana, potevano continuare ad incontrarsi e organizzare attività comuni.

Vennero organizzati un doposcuola, visite a mostre, musei, partecipazioni a commemorazioni partigiane (25 aprile e Pian del Lot), 1° maggio, recite, gite, viaggi, proiezioni di film.

Dal 1961 Carmela Levi decise di organizzare il primo campeggio estivo al Pian del Frais, continuando poi per ogni estate fino al 1980.

In tutti noi che stavamo attraversando quella sottile linea che determina il passaggio tra il finire dell’essere bambini ma contemporaneamente non essere ancora del tutto adolescenti è ben vivo il ricordo delle tantissime iniziative culturali e di istruzione, ma anche di puro divertimento organizzate in special modo nella sede di via Cernaia 40.

E l’esperienza formativa che sicuramente ha lasciato un segno in noi che l’abbiamo vissuta come unica e indimenticabile è quella provata durante il soggiorno di tre settimane nei campeggi estivi: con l’entusiasmo di Carmela abbiamo imparato ad usare un ciclostile ed a comporre il giornalino del campeggio con tanto di “direttore responsabile” scelto dal gruppo; abbiamo imparato ad allestire un vero spettacolo teatrale e a metterlo in scena; abbiamo imparato le canzoni partigiane, quelle di lotta e di protesta; qualcuno ha anche imparato a suonare la chitarra; abbiamo ballato nelle feste del campeggio e molti di noi si sono anche scambiati il loro “primo bacio”.

Ma soprattutto abbiamo imparato ad apprezzare valori come il rispetto reciproco, la solidarietà, la giustizia, l’importanza di difendere sempre i più deboli, l’applicazione della democrazia non in astratto ma soprattutto nella prassi della vita quotidiana.

Vorrei concludere citando ancora uno scritto di Carmela:

“Dopo la fine della guerra era tutto da ricostruire, compresa la società. C’era però fra la gente, uno slancio, una voglia di fare, ed io ero tra coloro che erano coinvolti, immersi in questa atmosfera. Ho deciso di fare qualcosa per i ragazzi, ma soprattutto con i ragazzi perché erano loro che avrebbero dovuto ricostruire la società”.

Carmela fu sempre e solo una volontaria, mai una funzionaria.... ed anche per questo motivo le abbiamo voluto bene in modo così speciale.

Carmela, il tuo esempio di donna coraggiosa e forte, tenace e coerente, la dolcezza del tuo sorriso sempre gentile ha lasciato in noi un ricordo incancellabile; arrivederci, compagna Levi,

Shalom Aleichem, che la pace sia su di te! I tuoi Pionieri.

Roberto Martin

 

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