Libri

 

Rassegna

 

Tullio Padovani, Vincenzo Vitiello - Non dire falsa testimonianza - Ed. Il Mulino - 2011 (pp. 171, 12) Gli autori, nell’ordine esperto di Diritto Penale ed esperto di Filosofia della Storia, offrono questo contributo alla collana che, con l’apporto di molti eminenti intellettuali, commenta le”parole” del Decalogo. La portata di questo comandamento assume un’estensione ben più vasta della mera formula letterale, includendo non solo il divieto in sede giudiziaria ma anche il divieto di mentire. Nel catechismo attualmente in vigore vi si include il “giudizio temerario”, la”maldicenza”e la “calunnia”: tutti comportamenti a danno del prossimo: si distingue inoltre tra “falsa testimonianza” e “testimonianza menzognera” e si ragiona sulle implicazioni tra etica e diritto. (s)

Shazarahel - DNA ebraico. Connessione tra scienza e Kabbalah - Ed. Psiche - 2011 (pp. 377, 28) L’artista italo-israeliana, dopo lunghi anni di ricerca intensa e appassionata, presenta una raccolta di appunti e riflessioni quale spunto, stimolo e luogo d’incontro di anime. Il lavoro si propone di analizzare il significato della vita ebraica attraverso il suo DNA: le lettere dell’alfabeto. Totalmente estranea ad un concetto di “razza ebraica” potenzialmente risultante dal “codice genetico comune”, le sue riflessioni si focalizzano piuttosto sui significati reconditi all’interno della Torah, della Kabbalah e del midrash nelle sue infinite declinazioni. La mistica del linguaggio e l’analisi del testo dello Shemà occupano gran parte del lavoro, corredato da un’appendice delle opere grafiche dell’autrice, di suggestivo interesse. (s)

Ronit Matalon - Il suono dei nostri passi - Ed. Atmosfere libri - 2011 (pp. 350, 18,50) La casa prefabbricata, la madre e la fatica di lei, i suoi modi di dire, le sue sofferenze, il suo amore tenero e ruvido allo stesso tempo. Tutto fotografato dagli occhi limpidi di una bambina ed elaborato da una donna capace di esprimersi in prosa poetica e in analisi quasi filosofica di grande profondità sentimentale. L’autrice israeliana di origine egiziana (superbamente coadiuvata dalla traduzione di Elena Loewenthal) finalmente ci conduce a conoscere usanze, mentalità e rapporti interpersonali delle famiglie sefardite, mizrahi, cioè di quella componente della società israeliana a lungo emarginata dalla maggior influenza della componente askenazita. Sono quelle famiglie in cui i maschi, perso il ruolo dominante (quasi tribale)rivestito nelle società mediorientali, spesso non sono riusciti ad integrarsi nella moderna Israele, dove le donne sono diventate perno e sostegno morale e materiale del gruppo. (s)

Amos Oz - Il monte del Cattivo Consiglio - Ed. Feltrinelli - 2011 (pp. 231, 17) La nostalgia, titolo del terzo racconto, sembra indicarci la chiave di lettura di queste novelle intrecciate sul filo della memoria: i ricordi di un ragazzino che ”capisce quasi tutto” (il resto lo immagina con fervida fantasia) della realtà storica degli anni immediatamente precedenti la proclamazione dello Stato d’Israele. Nostalgia dell’età spensierata ma anche del tempo epico, del tempo mitico dell’attesa e della speranza di un sogno in procinto di realizzarsi. (s)

Mario Pezzella (a cura di) - Il volto dell’altro. Intellettuali ebrei e cultura europea del Novecento - Ed. Quodlibet - 2011 (pp. 336, 26) Edito a cura del Centro Studi FRANCO FORTINI, figura a cui è dedicata la sezione ARCHIVIO del volume, questo numero della rivista si presenta collettaneo per i numerosi contributi eccellenti. Si tratta di scritti di ebrei e non ebrei che hanno riproposto la memoria di una cultura ebraica caratterizzata dalla pluralità, figlia dell’emancipazione e dell’integrazione (da Gunther Anders a Cesare Cases, da Walter Benjamin a Freud, da Proust a Kafka…), un filone specifico “che ha posto al centro dell’interesse il confronto con il pensiero e la letteratura dell’Europa ad esso contemporanea”. Intellettuali che”hanno scelto di interrogare, in profondità e senza riserve, il VOLTO DELL’ALTRO e di porlo in rapporto con la propria tradizione. (s)

Michael Laitman - Zohar - La luce della Kabbalah - Ed. Urra-Apogeo 2011 (pp. 544, 35) Traduzione semantica dall’inglese, corredata da un Commentario e dalle spiegazioni del traduttore, uno dei più autorevoli e noti kabbalisti viventi. Il testo si avvale di caratteri a stampa diversi, in relazione alla necessità di evidenziare i diversi linguaggi (mistico, spirituale-emotivo, narrativo e giudiziario ). Lo Zohar, composto diciotto secoli or sono da Shimon Bar Yohai, ricevette grande impulso dal Gaon di Vilna nel XIX secolo. Oggi lo Zohar sembra rispondere agli interrogativi di noi contemporanei, in misura tale da giustificare certi studi modaioli, proliferati in determinati ambiti sociali. È un percorso di ascesa spirituale quello che la nostra generazione sembra voler realizzare con l’ausilio di strumenti divulgativi quali il presente volume; strumenti che tuttavia non ne riducono la complessità. (s)

Domenico Scarpa (a cura di) - Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi - Ed. Giulio Einaudi - 2010 (pp. 36) Rileggere Primo Levi, nella sua duplice veste di scrittore-testimone e di scienziato, è la proposta di Domenico Scarpa che, nel dialogo costruito con il montaggio di brani della conversazione con Philip Roth, della raccolta di poesie e altri testi, insiste sul quel significativo e rivelatore gusto per un “ lavoro ben fatto”, tragicamente stravolto dall’ARBEIT dell’universo concentrazionario. Il testo, pubblicato a cura del Centro Internazionale di Studi “Primo Levi”, è stato adattato per le scene e interpretato da Valter Malosti. (s)

Albero Mello - L’ebraicità di Gesù e dei Vangeli - Ed. EDB - 2011 (pp. 137, 12,80) Agile e conciso volumetto della collana divulgativa ”Cristiani ed ebrei”, circoscritto, nella prima parte, a quattro tematiche fondamentali: origini e discendenza davidica - sollecitazioni spirituali del protomonachesimo essenico - attività esorcistica e terapeutica in Galilea - scontro con le autorità politiche e religiose. Nella seconda parte si affrontano aspetti letterari e teologici in consonanza e/o antitesi con la Bibbia ebraica a confutazione dell’”antigiudaismo cristiano”. (s)

Pascale Roze - Un caso di ordinario coraggio - Ed. Guanda - 2011 (pp. 122, 12,50) Esistono persone miti e deboli in apparenza, dall’animo ingenuo e fiducioso come il protagonista di questa vicenda, un mite ebreo askenazita così incapace di concepire l’abisso dell’orrore da consegnarglisi con la levità del GIUSTO. La scrittura asciutta e sintetica e la profondità dello scavo psicologico non possono che confermare il giudizio che la giuria del Premio Goncourt attribuì all’autrice per la sua opera prima. (s)

Luisella Schreiber Segré - Questa mia pazza fede nella vita. Storia di una famiglia ebraica triestina dal fascismo alla seconda guerra mondiale - Ed. Luglio - 2011 (pp. 115, 13) Testo e fotografie per ricomporre un mosaico sempre rinviato, tessere custodite con reverente timore perché pesanti al punto da non potersi sollevare. Si tratta di quell’esperienza vissuta da coloro che per decenni non hanno trovato il coraggio di sollevare il velo del tragico passato e che l’hanno fatto solo quando hanno creduto di poterne reggere il tremendo carico: a futura memoria affinché non accada mai più. (s)

Emmanuel Lévinas - Quaderni di prigionia e altri inediti - Ed. Bompiani - 2011 (pp. 510, 25) Parte di un grandioso progetto scientifico ed editoriale, finalizzato a fornire l’interpretazione definitiva del pensiero di Lévinas, questo volume contiene le riflessioni da lui maturate durante i cinque anni di prigionia negli stalag. Vergati a matita su lacerti cartacei, spaziano dalle sofferenze nel campo alle categorie della filosofia, prendendo le mosse dal substrato biblico-talmudico per confrontarsi con la cultura occidentale. Spesso sono domande poste al lettore e spesso i frammenti sono antitetici e dissonanti fra loro e sono diversi i modi e gli stili usati nella costruzione (forse inconsapevole) di una specie di romanzo fantastico sulla persecuzione di un prigioniero ebreo, nel costante esercizio di pensiero filosofico e di critica letteraria. (s)

Irène Némirowsky - Il signore delle anime - Ed. Adelphi - 2011 (pp. 233, 18) Vicenda dura, spietata, scritta in fretta, senza ripensamenti: è la storia di una agognata e non ottenuta integrazione, pagata inutilmente con il rinnegamento di sé. Il medico levantino, alter ego degli esuli ucraini come l’autrice, diventa abortista e parassita per necessità ma anche per opportunismo; straniero, non omologabile, resterà estraneo al mondo a cui aspira, pur condividendone ormai sostanze e turpitudini. Ispirato a fatti di cronaca, il personaggio incarna a perfezione la tipologia del MÉTÈQUE (immigrato, straniero, apolide, ebreo) che negli anni Venti del XX secolo aveva invaso Parigi a “centinaia di migliaia” e può anche essere considerato un “doppio” dell’autrice la quale, nonostante il ceto altolocato e la conversione al cristianesimo, non verrà risparmiata dalla zelante Francia collaborazionista. (s)

Gadi Luzzatto Voghera - Rabbini - Ed. Laterza - 2011 (pp. 132, 12) Un percorso di storia istituzionale per chiarire il ruolo svolto dal rabbinato nelle lunghe e alterne vicende della civiltà ebraica. Fin dall’inizio si precisa ciò che un rabbino non è: non è un sacerdote e non è a capo di una comunità. Viene opportunamente citato il pensiero del padre della sociologia tedesca MAX WEBER:” I rabbini sono le autorità delle comunità, esperte nella Scrittura…, sono uno strato di intellettuali plebei che esercitano la loro funzione di consiglieri e di giurisperiti rituali, in via collaterale, accanto alla loro professione secolare.” Oggi tale ruolo si arricchisce, estendendosi a tutta una gamma di esigenze, ben esplicitate dal documento conclusivo dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, tenutasi a Firenze nel novembre 2011. A corredo dell’agile testo, troveremo un’Appendice di brevi cenni biografici sulle più notevoli figure del rabbinato italiano. (s)

Renzo Fabris - Gli ebrei cristiani - Ed. Qiqaion. Comunità di Bose - 2011 (pp. 176, 16) Il libro, pubblicato postumo sulla base di un progetto e di appunti dell’autore, anche per questo motivo risulta un po’ slegato e, tutto sommato, poco convincente seppur non privo di interesse. L’ebreo cristiano è una figura oscurata dalle conversioni forzate o rese necessarie dalla paura delle persecuzioni o dall’interesse ovvero dal proselitismo religioso, specie missionario, e che si trova “nell’anomala posizione di dover provare la propria ebraicità agli ebrei che non la ritengono vera e la propria cristianità ai gentili che esprimono dubbi”. L’autore, grande sostenitore del dialogo cristiano-ebraico, precisa che ormai la Chiesa cattolica rifiuta inequivocabilmente ogni forma di proselitismo specie nel confronto degli ebrei ma insiste sul fatto che “l’ebreo cristiano reca con la sua persona la prova che l’unità sperata è possibile, è egli stesso il segno di una realtà futura, è l’anticipatore di un incontro definitivo tra gli ebrei e i cristiani”. (e)

Achim Buckenmaier, Rudolf Pesch, Ludwig Weimer - L’ebreo Gesù di Nazareth. Un contributo al dialogo fra Jacob Neusner e Benedetto XVI - Ed. Marietti - 2011 (pp. 151, 14) Le ricerche degli autori - tutti dottori in teologia appartenenti alla Comunità Cattolica d’Integrazione - insistono sulla valorizzazione dell’interpretazione che l’ebreo Gesù propone alla vicenda ebraica dal suo interno, dando seguito alla discussione instaurata a distanza tra il rabbino Jacob Neusner (Un rabbino parla con Gesù, 1993) e Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, 2007), nell’intento di contribuire ulteriormente al dialogo fra ebrei e cristiani. Libretto di non facile lettura per chi non conosca i libri citati e non sia aduso al modo e al linguaggio delle dispute teologiche. (e)

Anatolij Krym - Racconti intorno alla felicità ebraica - Ed. Spirali - 2011 (pp. 320, 18) Sette brevi racconti di un autore molto affermato nella sua patria ucraina soprattutto come drammaturgo. Scritti in stile semplice e piano a specchio di una società poco conosciuta. (e)

Daniela Abravanel - La Cabalà e i Quattro Mondi della Guarigione - Ed. Mamash - 2011 (pp. 251, 30) Libro prezioso, curioso e singolare che unisce, in modo piacevole e interessante, elementi della Cabbala, della religione e della tradizione ebraica, nozioni scientifiche, di medicina alternativa e di psicoterapia relativi alla salute del corpo inteso come “il contenitore di quello che in noi è sacro, lo spirito di Dio”. Lo sviluppo dell’esposizione segue il modello cabalistico dei “Quattro Mondi” - il “Mondo fisico” (elemento terra, mondo del corpo e dell’azione), il “Mondo Emozionale” (elemento acqua; sfera dell’emozione e della formazione) il “Mondo Mentale” (elemento aria; sfera della mente, della creazione e della evoluzione, il “Mondo Spirituale” (elemento fuoco; sfera spirituale, di emanazione, preghiera, sogno, musica e canto). L’autrice, in conclusione, afferma che “è stata per me una piacevole sorpresa scoprire che, negli ultimi decenni, la visione unificata di anima e corpo, uomo e pianeta, propria dei profeti d’Israele, è tornata a manifestarsi non solo nelle pratiche terapeutiche alternative elaborate dalla psicologia energetica e della medicina orientale ma anche nella ricerca scientifica”. Belle illustrazioni. (e)

Filippo Petrucci - Gli ebrei in Algeria e in Tunisia 1940 -1943 - Ed. Giuntina - 2011 (pp. 194, 15) Una ricerca di carattere storico che mette a confronto la situazione degli ebrei in Algeria con quella degli ebrei in Tunisia sotto il dominio coloniale francese nel periodo finale della seconda guerra mondiale con l’importazione del razzismo di Stato, preceduta da un capitolo introduttivo sul precedente periodo della colonizzazione dei due Paesi da parte della Francia. Testo valido e ben scritto, adatto soprattutto a esperti della materia, studiosi o anche semplicemente interessati alle vicende delle comunità ebraiche nordafricane. (e)

Haim Fabrizio Cipriani - Cammina davanti a me. Commenti e riflessioni sulla Torà - Ed. L’Epos - 2010 (pp. 310, 28,30) Un rabbino milanese raccoglie, in questo volume, i commenti letti in sinagoga durante un intero anno liturgico con una scelta, dunque, non studiata, partendo dal principio che “tutti i passi della Torà possono parlarci ed essere fonte di profonda riflessione” e ricordando che “uno dei modi di acquisire la Torà è, infatti, shomea umossif, ascoltare e aggiungere cioè non limitarsi a quello che ci è stato trasmesso ma impararlo e cercare comunque nuove vie di comprensione”. Libro di sicuro interesse per tutti ma, soprattutto per coloro che frequentano il corso di introduzione all’ebraismo in quanto singolare esempio di commento sinagogale. (e)

Orietta Ombrosi (a cura di) - Tra Torah e sophia. Orizzonti e frontiere della filosofia ebraica - Ed. Marietti - 2011 (pp. 433, 32) Il libro raccoglie le relazioni esposte nel convegno internazionale dal titolo “Between Shem and Yafet. Horizons and frontiers of Jewish Philosophy”, tenutosi a Bologna dal 1 al 4 giugno 2009 sul rapporto tra la filosofia greca e quella ebraica. Le difficoltà di lettura non nascono solo dalle lingue diverse dei vari contributi ma, anche, dalla materia trattata, adatta soprattutto per gli studiosi di filosofia. Tuttavia, gli articoli, se si supera coraggiosamente la prima difficoltà di approccio, sono di interesse per tutti: si raccomanda, per lo meno, la lettura del primo contributo (Filosofia ebraica come platonismo etico: da Maimonide a Levinas di Irene Kajon) che funge da presentazione e inquadramento generale del tema trattato. (e)

Fiamma Nirenstein, Carlo Romeo (a cura di) - Per la verità, per Israele. Mille voci al tempio di Adriano - Ed. Summit/RAI ERI - 2011 (pp. 286) - Interventi effettuati da personalità del mondo politico, culturale, giornalistico, religioso in occasione della manifestazione in favore di Israele tenuta a Roma il 7.10.2010 “un discorso a più voci che racconta e rivendica la verità su un Paese e un Popolo che la meritano e non sempre la ottengono”. (e)

Francesco Capretti - La chiesa italiana e gli ebrei. La recezione di Nostra Aetate 4 dal Vaticano II a oggi - Ed. Missionaria Italiana - 2010 (pp. 282, 13) Il libro, riduzione della tesi dottorale dell’autore, tende a inquadrare la situazione del dialogo cristiano-ebraico nella Chiesa cattolica italiana dopo più di quarant’anni dalla promulgazione, nell’ambito del Concilio Vaticano II (1965), della dichiarazione “Nostra Aetate” sulla necessità di “esaminare con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni (della Chiesa) con le religioni non cristiane”, in primis l’ebraismo. Lo studio presenta la prima sistematica ricerca sul percorso di recezione di quella dichiarazione e, quindi, sullo sviluppo nel tempo del dialogo fra le due religioni che, peraltro, appare, nonostante alcuni risvolti positivi, ancora inadeguato. Interessante, in particolare, per tutti quelli che si occupano attivamente del rapporto fra ebrei e cristiani. (e)

Nathan Ben Horin - Nuovi orizzonti tra ebrei e cristiani - Ed. Messaggero di Sant’Antonio - 2011 (pp. 167, 12) L’autore è stato, fino al 1986, ministro plenipotenziario all’Ambasciata di Israele in Italia, incaricato dei rapporti con la Santa Sede e, dal 1994, membro della Commissione per la designazione dei “giusti fra le Nazioni”. I brevi scritti di questo libro rispecchiano i suoi interventi a convegni o articoli di giornale incentrati sul dialogo cristiano-ebraico, sospesi tra memorie personali, politica e pensieri. Interessante per chi ha a cuore lo sviluppo dei rapporti tra la Chiesa e Israele. (e)

Marco Belpoliti e Enrico Manera (a cura di) - Furio Jesi - Ed. Marcos y Marcos - 2011 (pp. 349, 25) Un modo originale di ricordare lo studioso del mito e della storia delle religioni (ma anche germanista, traduttore, critico militante della “nuova sinistra”) troppo presto scomparso.
Nel volume sono raccolti, in ordinato disordine, suoi materiali editi e inediti, saggi e articoli su preistoria e archeologia, scritti politici, lettere, poesie, fotografie ma, anche, pagine di critica di altri autori e interventi di persone che l’hanno conosciuto e frequentato nella sua breve ma intensa vita. Libro che val la pena di leggere con lo stesso disordine ordinato.
(e)

Ivan Alibrandi - Il sé nella Kabbalah. Misticismo e Psicologia Transpersonale - Ed. Libri per evolvere - 2011 (pp. 131, 13) Un’ottima e accurata presentazione del pensiero kabbalistico. Meno comprensibile e convincente l’accostamento alla psicologia transpersonale almeno per chi non sia studioso di psicologia o “ricercatore del profondo” come l’autore. Lettura da non perdere per chi desideri acquisire una, sia pur non approfondita, conoscenza della Kabbalah. (e)

 

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

Share |