Conversioni

 

 

No ghiur? No party

 

Davanti a due opposte sensazioni come quelle che ci inviano i due articoli sul ghiur resta una curiosità morbosa: qual è quello che dice il vero? Entrambi ci raccontano mondi che ci sembrano impossibili nella loro coesistenza. La visione romana e panglossista del vivere nel miglior mondo possibile, dove rabbini enigmatici ed arcigni fanno largo a figure benevole ed accoglienti, è disarmante. La visione milanese pessimistica dove si prospettano solo muri invalicabili e attese kafkiane, dove la legittimazione arriva solo ormai sfiniti, lascia senza parole. Hanno entrambe ragione? Forse sì, ma l’unica conclusione traibile è: badanai, fregamosene de la Raggi, n’garelle (non ebrei; NdR), annamosene a Roma! Attenti però a evitare l’aperitivo di Tu-Bishvat perché, proprio a Roma, l’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia) ha appena applicato una risoluzione, approvata a maggioranza, per cui chi non è ebreo secondo l’Halakhah (come i figli di solo padre ebreo) non è gradito.

 

Baruch l’Occhialaio

Louis Kahn,
Indian Institute of Management Ahmedabad, Gujarat, India

 

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