Libri

 

Rassegna

 

Deborah Lipstadt - La verità negata - Ed. Le Scie, 2005 (pp. 411, € 20) Con il suo primo libro La negazione dell’Olocausto. Il crescente attacco alla verità e alla memoria Lipstadt aveva puntualmente identificato David Irving quale “pericoloso negazionista”, ricevendone insieme all’editore querela per diffamazione. Il presente testo racconta la preparazione e lo svolgimento del processo nel corso del quale, per la prima volta dalla fine della guerra, la possibilità di avvalersi della testimonianza di sopravvissuti è stata rigettata. (s)

Francois Fédier - Heidegger e il mondo ebraico - Ed. Morcelliana, 2016 (pp. 209, € 16) Assodata la “irreprensibilità” del pensiero filosofico, resta da dimostrare, nelle intenzioni dello studioso, l’infondatezza delle accuse di antisemitismo, fatta salva l’adesione al nazismo. Crociata intrapresa ormai da molti decenni e tuttora combattuta per chiarire il pensiero politico di Heidegger e il suo non essere stato dichiaratamente “anti-antisemita” ma solamente “non-antisemita”. (s)

Martha Nussbaum - La speranza degli afflitti - Ed. Edb, 2016 (pp. 71, € 9) Testo dell’allocuzione pronunciata in occasione del bat-mitzvà a seguito della conversione dell’autrice “filosofa per passione, ebrea per scelta”. Dalla morale universalistica all’etica della dottrina ebraica. (s)

Bruno Segre - Che razza di ebreo sono io - Ed. Casagrande, 2016 (pp. 125, € 13,80) Noto esponente dell’ebraismo laico italiano, impegnato concretamente a promuovere il dialogo tra le diverse anime dell’ebraismo come pure tra arabi ed ebrei, Segre presenta una biografia ampia ed analitica, redatta in occasione della garbata intervista rilasciata all’amico Saibene. L’esperienza accanto ad Adriano Olivetti, la presidenza dell’Associazione “Amici di Nevè Shalom”, la direzione del periodico Keshet e molto altro fanno di questo volumetto una lettura piacevole e istruttiva. (s)

Marina Morpurgo - È solo un cane ( dicono ) - Ed. Astoria, 2016 (pp. 111, € 12) Autrice di libri per ragazzi e valente traduttrice, Marina Morpurgo affida a questo librino ammiccante la storia del fedele amico Blasco, inserita nella ben più ampia e complessa ricostruzione delle vicende famigliari al tempo delle persecuzioni, delle fughe e di immani tragedie con l’ausilio di numerose splendide fotografie. (s)

Imre Kertesz - L’ultimo rifugio. Romanzo di un diario - Ed. Bompiani, 2014 (pp. 280, € 20) Quasi il testamento di un uomo che, ripensando alla lunga vita trascorsa, tenta di fare il punto su alcune tematiche, quali il ruolo degli intellettuali e la letteratura, il rapporto con la musica, gli affetti, l’identità (ebraica solo in rapporto con gli antisemiti), la dittatura, l’esilio, la fama e sopra tutto la Shoah. Gli oneri derivati dall’assegnazione del premio Nobel, con la necessità di presentarsi e presenziare a eventi in ogni parte del mondo, offrono spunto ad una riflessione lucida, disincantata e a volte spietata. La suddivisione del testo in brevi paragrafi agevola la lettura della materia magmatica del diario-romanzo. (s)

Alberto Burgio e Marina Lalatta Costerbosa - Orgoglio e genocidio. L’etica dello sterminio nella Germania nazista - Ed. Deriveapprodi, 2016 (pp.352, € 20) Partendo dalla chiave interpretativa della filosofia, gli autori cercano risposte agli interrogativi che circondano il mistero orrendo dell’Olocausto. Come è potuto avvenire e come è stato possibile che uno dei popoli più civilizzati vi abbia assistito, vi abbia preso parte e ne abbia portato vanto? (s)

Ferenc Karinthy - Tempi felici - Ed. Adelphi, 2016 (pp. 120, € 12) Nella Budapest occupata dai nazisti, gestita dalle Croci Frecciate e accerchiata dai russi, un giovane ebreo galante… sopravvive in modo insolito e credibile solo nella finzione narrativa di questo bizzarro racconto breve. L’autore, scomparso nel 1992, insieme al padre valente letterato, ha costituito una specie di dinastia intellettuale nell’Ungheria novecentesca. (s)

Raffaele Esposito - La nascita del teatro ebraico. Persone, testi e spettacoli dai primi esperimenti al 1948 - Ed. Accademia University Press, 2016 (pp. 247, € 17) Excursus storico e antropologico su una forma d’arte performativa in apparente contrasto con l’etica ebraica, eppure praticata tradizionalmente a partire dalla storia della regina Ester. Lo studio illustra le vicende delle rappresentazioni in ebraico quanto quelle delle incerte e stentate compagnie yiddish dell’Europa orientale del ‘900. Dai primi testi di Leone de’ Sommi fino alla rinascita sionista della lingua ebraica con il teatro tenda Ohel e poi l’Habima e il Cameri, tutti a Tel Aviv. Glossario, cronologia ed elenco schematico delle produzioni fino al 1948 completano l’interessante saggio. (s)

Stefano Massini - Qualcosa sui Lehman - Ed. Mondadori, 2016 (pp. 776, € 24) Forma letteraria innovativa questa della biografia romanzata in forma di ballata da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale “Lehman trilogy” per l’ultima regia di Luca Ronconi e che, a breve, verrà trasposto sullo schermo. Responsabile artistico del Piccolo Teatro di Milano, dopo Strehler e Ronconi, il talentuoso giovane Massini è da alcuni anni lo scrittore italiano più rappresentato al mondo. (s)

Paul L.B. Drach - La cabala degli Ebrei - Ed. PiZeta - 2016 (pp. 83, € 10) Questo libretto riproduce fedelmente l’edizione originale francese La CABALE DES HEBREUX vengée de la fausse imputation de panthéisme par le simple exposé de sa doctrine d’après les livres cabalistiques qui font autorité par le Chev. Paul L.B. Drach pubblicato in Roma nel 1864. L’autore (1791 - 1865), ex rabbino convertito al cattolicesimo, lo scrive per contrastare l’affermazione di tale dott. Frank che pretendeva di dimostrare, sulle orme di Spinoza, Kant, Shelling, Hegel, che i cabalisti ebrei erano tutti panteisti mentre, a suo parere, “il dogma cristiano vi è professato così chiaramente come nei Padri della Chiesa” e che “esiste una cabala vera e senza miscugli che si insegnava oralmente nella sinagoga antica il cui carattere è francamente cristiano”. Affermazioni che meglio spiegò nel suo libro De l’Harmonie entre l’Eglise et la Sinagogue. Libriccino più curioso che comprensibile per chi non sia studioso della materia. (e)

Tadeus Pankiewicz - Il farmacista del ghetto di Cracovia - Ed. Utet -2016 (pp. 276, € 16) L’autore, insignito nel 1983 della medaglia di “Giusto tra le nazioni”, ha avuto il merito di avere, nonostante le pressioni dei nazisti, mantenuto funzionante la sua farmacia all’interno del costruito ghetto di Cracovia il che gli ha permesso, oltre che di continuare a curare ed aiutare in ogni modo gli ebrei ivi rinchiusi, di raccogliere, su quanto nello stesso avvenuto, le sue memorie, che presenta come testimonianza storica in questo libro autobiografico. (e)

Moshe Behar, Sandy Kedar e Oren Yftachel, Yifat Bitton - Israele, Palestina, Medioriente. Una prospettiva etnostorica - Ed. Zambon - 2016 (pp. 137, € 10) L’editore presenta il progetto di una nuova raccolta di saggi - dopo quello intitolato Ebrei arabi: terzo incomodo? pubblicato nel 2012 - con l’intento di “proseguire la riflessione su alcune tematiche chiave già accennate nella suddetta raccolta” e, precisamente: 1) il rapporto fra ebraismo askenazita, ebraismo sefardita e mondo arabo, 2) la politica del sionismo nei Paesi limitrofi alla Palestina prima del ‘48 con la conseguente regionalizzazione del conflitto arabo ebraico; 3) le ricadute di tale politica sulle modalità di costruzione del regime israeliano di etnocrazia-apartheid, gli assetti istituzionali odierni e i possibili scenari futuri. Questo primo volume del nuovo progetto, intitolato “Genesi storica e costruzione di un regime etnocratico di apartheid” contiene tre brevi saggi: 1) Speculazioni astratte in un vuoto regionale: “Stato unico”, “Due popoli-due Stati, Stato binazionale” di Moshe Behar 2) Il regime di gestione della terra e le relazioni sociali in Israele di Alexander /Sandy) Kedar e Oren Yiftachel; 3) La costruzione di un sogno: arabi e mizrachi uniti contro la discriminazione di Yifat Bitton. Si tratta di saggi che, pur nella loro brevità, appaiono densi e degni di una attenta lettura, anche se il titolo del progetto lascia più di un dubbio sulla posizione politica di chi l’ha scritto. (e)

AAVV - Venezia, gli Ebrei e l’Europa 1516-2016 - Ed. Marsilio - 2016 (pp.531) Catalogo ragionato della mostra veneziana che costituisce uno dei momenti più significativi delle manifestazioni per il 500° anniversario dell’istituzione del ghetto di Venezia, evento miliare della storia della presenza umana nella città. La mostra ripercorre la storia del ghetto nonché la storia dell’integrazione ebraica dopo l’abbattimento delle porte, offrendo così una visione completa anche delle relazioni del Ghetto con Venezia e un esempio della capacità del popolo ebraico di accogliere e rispettare la diversità e, nello stesso tempo, riuscire a conservare la propria identità. Il volume, prezioso, è diviso in capitoli scritti da autori diversi, ognuno dei quali affronta un aspetto particolare della vita del ghetto con abbondanza di splendide illustrazioni e, al termine, di una ricchissima bibliografia. (e)

Moshe Idel - Il male primordiale nella Qabbalah. Totalità, perfezionamento, perfettibilità - Ed. Adelphi - 2016 (pp. 411; € 32) In questo ponderoso testo, l’autore, uno tra i massimi studiosi della mistica ebraica, analizza le teorie, presenti nelle fonti qabbalistiche, e non solo, che affermano che il male si è manifestato prima del bene, in primo luogo all’interno della stessa struttura divina e, in questo senso, è “un atto primordiale il cui unico responsabile è Dio” o che comunque dipende da lui e non è, invece “un’evoluzione secondaria all’interno del processo creativo, una distorsione, un errore o il risultato di un peccato” (come nella tesi cristiana). Lettura difficilissima se non per gli studiosi dell’ebraismo e, in particolare, della mistica ebraica ma che può contenere spunti d’interesse per tutti. (e)

Pierre-André Taguieff - L’antisemitismo - Ed. Raffaello Cortina - 2016 (pp. 139, € 13) Il testo rappresenta, insieme, una storia dell’antisemitismo in genere, un tentativo di definizione delle varie forme che lo stesso ha assunto o assume e delle conseguenze, anche tragiche, che lo stesso ha prodotto nel corso del tempo. Partendo dal senso generico del termine, inteso come “l’insieme di discorsi, rappresentazioni, credenze, pratiche e forme istituzionali che, storicamente, hanno come denominatore comune la palese ostilità nei confronti degli ebrei, delle loro credenze religiose e dei loro modi di vita”, l’autore estrae le varie forme che lo hanno contraddistinto nel tempo, da quello cristiano legato all’idea di “deicidio” a quello islamico di guerra tra religioni, dalla diffidenza per le difficoltà di assimilazione alle accuse di complottismo mondiale, dal manicheismo che spiega il corso del mondo con la lotta tra il principio del Bene contro quello del male incarnato nell’ebreo all’odierno antisionismo radicale che si pone “al centro della nuova giudeofobia globalizzata e ideologicamente antisemitica” alimentata da una vulgata antiisraeliana a tutto tondo. (e)

Louis Ginzberg - Le leggende degli ebrei. VI. Da Giosué a Ester - Ed. Adelphi - 2016 (pp. 554; € 38) L’editore presenta, in questo sesto e ultimo volume, la conclusione dell’opera monumentale dell’autore, pubblicata a partire dal 1995, che riguarda l’ultimo secolare scorcio della storia biblica, dall’ingresso nella terra promessa sotto la guida del bellicoso Giosuè fino all’esilio babilonese e alla storia della regina Ester. I partecipanti al corso di avvicinamento vi ritroveranno, tra le altre, la storia di Giona, già oggetto delle lezioni dell’ing. Franco Segre. Chi non ha letto i volumi precedenti troverà qui lo spunto per iniziare a leggere l’opera sin dall’inizio. (e)

Piotr M.A. Cywinski- Non c’è una fine. Trasmettere la memoria di Auschwitz - Ed. Bollati Boringhieri - 2017 (pp. 148; € 15) Due autobiografie strettamente intrecciate: quella dell’autore, direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau dal 1996 e, fino al 2014. direttore del Centro Internazionale per l’educazione su Auschwitz e l’Olocausto; e quella del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz, come era e come appare oggi alle migliaia di visitatori che ogni anno vi si recano. “Quando si mette Auschwitz a fuoco nella propria coscienza, quando si impara non tanto a vivere con lei ma attraverso di lei, allora non c’è modo di tornare indietro. Niente la taglierà fuori dalla mia coscienza, anche se io cambiassi lavoro. A parte casi eccezionali, come quelli di chi scappa molto in fretta dopo appena qualche mese, di solito nessuno lascia davvero Auschwitz”. Con molte fotografie di Auschwitz come si presenta oggi. (e)

Steven Beller - L’antisemitismo - Ed. Il Mulino - 2017 (pp. 149, € 13,50) Questo libro - riedizione riveduta e corretta di quello pubblicato dall’autore in Inghilterra nel 2007 e poi nel 2015 - partendo dalla definizione, piuttosto generica, per cui “L’antisemitismo è l’odio per gli ebrei che si è diffuso attraverso i secoli e i continenti”,  “si concentra sul movimento politico-ideologico, sul modo in cui le sue rivendicazioni sono state integrate nella vita politica nonché sociale, intellettuale e culturale dell’Occidente e su come lo specifico contesto dell’Europa centrale abbia permesso che si giungesse all’Olocausto”. Ciò non ostante è un ottimo testo di divulgazione storica anche se la conclusione cui arriva è altrettanto generica, disarmante e sconfortante: “… l’antisemitismo, sotto forma di un risentimento verso il successo e il potere degli ebrei, illusori o meno che siano, e sotto forma di repulsione o di un pregiudizio sociale e culturale, durerà finché ci saranno ebrei, esattamente come potrebbe accadere a ogni altro gruppo etnico o religioso facilmente identificabile. La domanda è: come possiamo mantenere entro limiti minimi e “innocui” questa “eterna” forma di antisemitismo? Se la domanda è posta in questi termini, la risposta all’antisemitismo va cercata in definitiva non in uno stato ebraico ma nell’istituzione di un sistema davvero globale di pluralismo liberale”. (e)

Joe Kubert - Yossel 19 Aprile 1943 la seconda notte della pasqua ebraica. La rivolta del Ghetto di Varsavia - RW Edizioni - 2015 (€ 23,95) Una graphic novel scritta e disegnata dall’autore, emigrato in America con i suoi quando aveva due mesi di vita, una immaginaria autobiografia di quel che gli sarebbe potuto succedere se non fosse riuscito a emigrare, sullo sfondo della rivolta del ghetto di Varsavia, sulla base dei racconti sentiti dai suoi genitori, sui dati storici disponibili, su notizie giunte ai suoi genitori “per lettera dei sopravvissuti e dei loro cari durante e dopo la guerra... Un’opera di fantasia basata su un incubo realmente accaduto”. (e)

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

Louis Kahn,
Dacca, Parlamento Bengalese

 

 

Share |