Ricordi

 

 

Guido Levi Sacerdotti

 

Un altro vecchio amico, Guido Levi Sacerdotti, ci ha lasciati il 21 gennaio scorso.

Guido aveva rivissuto con noi la storia sua e della sua famiglia - una famiglia antifascista - in un’intervista pubblicata nel giugno 2011: gli studi interrotti con le leggi razziali, la fuga con il padre attraverso le montagne, la separazione dalla madre e dalla sorella, il rocambolesco ricongiungimento in Svizzera.

Nonostante l’età - era nato nel 1925 - e fino a che le condizioni di salute glielo hanno consentito, ha partecipato sempre alle attività della Comunità accompagnato da Renata, la premurosa e attenta compagna della sua vita; ancora ultimamente, in occasione di un lavoro di ricerca sui docenti e allievi allontanati nel 1938 condotto dal Liceo Alfieri per il giorno della Memoria, nonostante le sue condizioni di salute aveva dato la sua disponibilità rispondendo ad alcune domande in un’intervista video a cura della figlia Sara; aveva ricordato il compagno che l’aveva chiamato spregiativamente “ebreo”, la lezione impartita il giorno successivo dal professore con un elogio della libertà religiosa garantita dallo Statuto Albertino, e poi l’esclusione dal “suo” Ginnasio Liceo Alfieri: un’ingiustizia che non ha mai perdonato.

Una persona di grande sagacia e ironia e al contempo un uomo che è sempre stato dove doveva essere, come è stato ricordato nel limmud [studio] in sua memoria, non a caso centrato sul tema della responsabilità. Che il suo ricordo sia di benedizione.