Libri

 

 

 

Madre e figlio raccontano

 

di Anna Segre

 

 

La storia di una famiglia ebraica di Mantova dalla vita agiata e relativamente tranquilla negli anni del fascismo alla rocambolesca fuga in Svizzera e alla vita da rifugiati sballottati attraverso vari campi di raccolta e di lavoro. Due testimonianze, di madre e figlio, che si sfiorano appena e poi si danno il cambio come in una sorta di staffetta tra generazioni; solo che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, è la madre a proseguire idealmente il racconto del figlio, e non viceversa. Si tratta peraltro di due testi molto diversi tra loro. Quella del figlio, lo storico Corrado Vivanti (1928-2012) - intitolata “Un ragazzo negli anni del razzismo fascista” - è una testimonianza scritta molti decenni dopo i fatti narrati (è stata pubblicata per la prima volta nel 2002), che cerca di ricostruire un mondo, di offrire un quadro d’insieme ampio e dettagliato; il testo della madre, Clelia Della Pergola Vivanti (1896-1981) - dal titolo “Diario svizzero 1944-1945” - è invece un diario tenuto, anche se saltuariamente, negli anni stessi della guerra, durante la permanenza in Svizzera. Unica parte in comune la descrizione della fuga, in cui colpisce comunque la differenza dei particolari messi in luce dall’una o dall’altro.

Corrado Vivanti ci presenta inizialmente una famiglia assimilata, poco interessata alla politica e non del tutto immune dalla propaganda fascista. Il padre ha un’azienda di trasporti con i cavalli, la madre ha un negozio di pellicce nel centro di Mantova. Le leggi razziali mettono in crisi questo mondo (“dicevamo che ci avevano fatto diventare antifascisti per decreto legge”) e portano a ricercare maggiormente i contatti con altre famiglie ebraiche. Poi le speranze suscitate dalla caduta del fascismo, l’invasione tedesca, i dubbi sul da farsi e infine la ricerca di una via di fuga. Vivanti rievoca i ricordi del ragazzino di allora ma al contempo scrive con la competenza dello storico di professione, prendendosi anche il gusto di inserire qua e là qualche frecciata polemica riferita ai dibattiti contemporanei (per esempio contro chi nega l’insofferenza verso il fascismo ormai diffusa tra la popolazione italiana il 25 luglio oppure ciancia di “morte della patria” a proposito dell’8 settembre).

Il diario di Clelia Dalla Pergola inizia con la lunga e dettagliata narrazione della fuga in Svizzera, ricca di particolari e di pathos. Nei giorni e mesi successivi i frammenti del diario si fanno sempre più brevi e sporadici. Clelia descrive dettagliatamente e con grande ammirazione i paesaggi svizzeri attraversati negli spostamenti da un campo all’altro, racconta degli incontri e delle amicizie intrecciate con altri rifugiati (“Ambiente molto simpatico e fine a Samaden: molta gente, circa 100 persone, avvocati, dottori, ufficiali nostri, e mondo cosmopolita”), e anche con gli svizzeri, che appaiono quasi sempre cortesi e disponibili. In sottofondo ci sono però i disagi, il marito sofferente per una grave depressione, il dispiacere di vedersi separata dai figli, e soprattutto le tragiche notizie sulle deportazioni.

I due testi sono preceduti dall’introduzione del curatore Alessandro Vivanti (figlio di Corrado) e da una prefazione di Silvana Calvo che inquadra le vicende narrate nel contesto della politica della Svizzera verso i profughi; oltre alla questione dei criteri variabili e contraddittori che determinavano l’accoglienza o il respingimento (tema che ha già trattato ampiamente nel suo libro A un passo dalla salvezza), Silvana Calvo mette anche in luce la politica di gestione dei profughi che emerge in parte dal diario di Clelia (separazione delle famiglie, spostamenti da un campo all’altro, richieste di denaro come “contributo ai costi d’internamento”), una politica che sembra mirata a “«rendere meno appetibile» il soggiorno in Svizzera a eventuali parenti o amici che intendevano raggiungere i loro cari già in salvo nella Confederazione”. Un tema interessante, quello delle condizioni degli ebrei rifugiati in Svizzera, che potrebbe essere oggetto di ulteriori ricerche.

Anna Segre

Corrado Vivanti - Clelia Della Pergola, Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza, a cura di Alessandro Vivanti, prefazione di Silvana Calvo, Zamorani 2018, pp.86, € 10

 

 

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