Prima pagina

 

 

 

Voltafaccia celeste
La storia dell'astronomo Giulio Bemporad

 

di Emanuele Azzità

 

 

L'astronomo Giulio Bemporad, nato a Firenze il 3 gennaio 1888, arrivò all'Osservatorio di Pino Torinese nel 1933. Tra i diversi compiti che gli erano stati affidati c'erano lo studio delle stelle variabili e dei moti stellari, oltre a quello del calcolo della longitudine dell'Osservatorio con il sistema radiotelegrafico. A quei tempi l'astronomo doveva avere un buon fisico perché doveva lavorare al freddo di notte. Per motivi di salute Bemporad dovette lasciare le osservazioni e mettersi a tavolino dedicandosi al calcolo dei moti stellari e alla teoria degli errori. Pubblicò anche uno studio sul calendario ebraico e sui metodi per la determinazione della data di Pesach.

Giulio Bemporad era giunto a Pino dall'Osservatorio di Capodimonte reduce da un periodo lavorativo amaro segnato dal forte contrasto col direttore Azelio Bemporad, suo cugino! Pare che i due avessero caratteri opposti. Giulio aveva un temperamento libero per non dire ribelle. Azelio era un autoritario che si vantava di essere più fascista di Mussolini. Giulio era inoltre molto impegnato nel movimento sionista, ma non risulta che ci sia stato lo stesso interesse su quel fronte da parte del cugino. Sembra che la polizia fascista, che teneva d'occhio gli ebrei e il movimento sionista, confondesse tra loro i due cugini, come ha fatto notare la professoressa Luisa Schiavone dell'INAF nelle sue ricerche sulla figura di Giulio Bemporad pubblicate nel numero di febbraio 2015 del Giornale dell'Astronomia.

L'aspro contrasto fra i due culminò con la valutazione di “mediocre” da parte del direttore Azelio Bemporad sul lavoro di Giulio relativo all'anno 1931.

Nella sua relazione al Ministero scriveva infatti: “Con mio rincrescimento ho dovuto applicare la qualifica di mediocre all'astronomo di 1a classe G. Bemporad (..) per l'atteggiamento di resistenza passiva (…) e per l'inosservanza sistematica dell'orario”. Da notare che il giudizio aveva effetti negativi sullo stipendio. Nella nota il direttore richiedeva espressamente il trasferimento, come avvenne, del cugino a Pino Torinese. Tuttavia anche Azelio fu mandato all'Osservatorio di Catania. C'era anche un altro astronomo che aveva rimediato un “mediocre”, si trattava di Salvatore Aurino. Costui era però un iscritto della prima ora al PNF e fu l'unico a restare al suo posto. La storia insegna. Anche Giulio si era iscritto al PNF il 29 ottobre 1932, troppo tardi!

Il trasferimento a Pino Torinese avvenne il 16 marzo 1933. Nell'agosto dello stesso anno il Ministero accolse il suo ricorso modificando il giudizio da “mediocre” a “buono” consentendogli così gli aumenti di stipendio. Già dall'Anno Accademico 1933-34 Bemporad tenne un corso di astronomia all'Università e nel febbraio 1934 giurò fedeltà al fascismo.

Poi, nel 1938, furono promulgate le scellerate Leggi Razziali che colpivano tutti coloro che avevano anche un solo genitore ebreo. Giulio e la sorella Giselda, con la quale era sempre vissuto, entravano così nell'elenco voluto dal fascismo degli italiani di razza ebraica. Il ministro Bottai il 4 dicembre 1938 comunicava agli istituti scolastici che, in base al  R. D. L. 1779 relativo ai “provvedimenti per la difesa della razza nella scuola italiana”, dal 14 dicembre gli insegnanti ebrei avrebbero dovuto incorrere nei “necessari provvedimenti di dispensa”. Purtroppo, questa è una storia risaputa il cui ricordo spesso si cerca di far scivolare nell'oblio. L'essere stati colpiti dalla discriminazione in modo inaspettato e rapido è stato un trauma spaventoso. Ad accrescerlo fu anche il comportamento complice dei compagni di lavoro e dei superiori. Un peso che poteva prevaricare, in infamia, le leggi stesse.

Il direttore dell'Osservatorio di Pino, Luigi Volta (discendente di Alessandro), in quei giorni scrisse all'Intendenza di Finanza, Sezione Tesoro di Torino, chiedendo delucidazioni su come calcolare lo stipendio di dicembre per quel suo ex-astronomo di razza ebrea, visto che era stato in servizio fino al 14 dello stesso mese.

Certamente la reazione di Giulio Bemporad alla sua espulsione non fu di totale e semplice accettazione se alla comunicazione della liquidazione definitiva di pensione, il professor Volta così si rivolgeva alla Divisione Pensioni del Ministero (un grazie alla dottoressa Luisa Mancuso per aver pubblicato lo stralcio):

Ho comunicato immediatamente all'interessato la lettera a fianco citata. Vorrei però ora pregare codesto on. Ministero a voler d'ora innanzi, per le successive comunicazioni in argomento, compiacersi di rivolgersi all'interessato stesso (dott. Giulio Bemporad: Torino, via Massena 94), col quale, in seguito al suo contegno nei miei riguardi, desidero non avere più rapporti, nemmeno d'ufficio, se è possibile; del resto, infatti, il Bemporad non appartiene più a questo Istituto.

Successivamente a una seconda comunicazione con cui la Cassa Depositi e Prestiti chiedeva l'indirizzo del prof. Bemporad per l'emissione della liquidazione, il Volta rispondeva: non gli spetta il titolo di Professore essendogli stata tolta la libera docenza.

A un'altra richiesta del Ministero per la restituzione dei libretti ferroviari, la risposta del direttore dell'Osservatorio fu categorica: Non ricordo che il dott. G. Bemporad mi abbia restituito i libretti citati. Vi prego di dispensarmi di farne ricerca, avendo rotto ogni relazione con lui in conseguenza del suo allontanamento perché di razza giudaica.

Dopo l'espulsione dal suo lavoro di professore e di scienziato, Giulio Bemporad si dedicò con grande impegno all'assistenza ebraica. Nel gennaio del 1939 nel Comitato di Assistenza per gli Ebrei in Italia (Comasebit). Nell'agosto del '39 il Comasebit si sciolse per dare vita il 1 Dicembre dello stesso anno alla Delegazione per l'Assistenza agli Immigrati Ebrei (Delasem), autorizzata dal fascismo, di cui Bemporad fu segretario. Con l'8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale di Salò la Desalem fu sciolta ed entrò nella clandestinità. Dall'ordinanza di polizia del 30 novembre 1943 che stabiliva l'invio di tutti gli ebrei nei campi di concentramento e la confisca dei loro beni, Giulio e sua sorella Giselda riuscirono a salvarsi rifugiandosi nelle campagne. Nell'autunno del 1944 lo ritroveremo a Roma quale Presidente dell'Ufficio Palestinese Centrale con il compito di organizzare e dirigere l'emigrazione degli ebrei italiani nella terra di Israele. Fece parte del Comitato Esecutivo della Federazione Sionistica Italiana fondata nel gennaio 1945 e si propose di diffondere la cultura ebraica fra gli ebrei istituendo presso la Comunità di Roma un'Associazione per la Lingua e la Cultura Ebraica (Agudath ha-lasciòn).

Lo stroncò un tumore al polmone il 9 luglio 1945 prima di poter essere reintegrato all'Osservatorio di Pino Torinese. L'ex-direttore Luigi Volta (che nel frattempo era passato all'Osservatorio di Milano-Brera), quello stesso che lo aveva cacciato e autore delle note inviate al Ministero sopra citate, terminava il suo necrologio ricordando la versatilità di Giulio Bemporad nei vari campi sempre con forma brillante e garbata, come la Sua conversazione.

Nell'Ottobre 1938 Giulio Bemporad lasciava l'Osservatorio di Torino e la carriera astronomica, allontanatone dalle deplorate disposizioni razziali, e, riammessovi dalle leggi riparatrici, sul punto di riprenderla, stremato dagli stenti e dalle traversie seguitine, lasciava prematuramente la vita in Roma il 10 luglio 1945, mentre i nostri studi molto ancora si attendevano da Lui.

Perdita crudele per la sorella gentile, dopo la lunga consuetudine di vita comune e di un'esemplare, fraterna tenerezza. Tanto arrivò a scrivere chi di fatto l'aveva ignobilmente cacciato!

 

Emanuele Azzità

 

Giulio Bemporad

 

 

Share |