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Israele senza sinistra

 

Grande delusione

 di Dan Rabà

 

Israele è un paese di destra. Benjamin Netanyahu non ha, però, ricevuto la maggioranza dei voti e si ripresenta la divisione netta del paese tra chi vuole il mantenimento della situazione attuale e chi vuole l'alternativa. 

La Lista Araba unificata ha conseguito un notevole risultato con 15 seggi e un’alta partecipazione al voto. Il Partito Kahol Lavan ha pagato la mancanza di esperienza politica non riuscendo a fare una campagna elettorale, mentre Netanyahu è riuscito a dominare la scena pubblica con una notevole presenza tra la gente. Si può dire che la campagna elettorale del Likud è stata aggressiva e ricca di colpi bassi e imprecisioni. Hanno basato il loro messaggio sul fatto che Kahol Lavan avrebbe gestito un governo di minoranza con l'appoggio di Lieberman e della Lista Araba, mentre questa combinazione non ha alcun senso ed era stata negata da tutte le parti in gioco: la Lista Araba non potrebbe allearsi con Lieberman che è un estremista di destra e che ha proposto soluzioni inaccettabili al problema palestinese. Lo stesso Lieberman ha decisamente dichiarato che mai si sarebbe appoggiato sulla componente araba (non sionista). Anche Gantz ha respinto questa possibilità dichiarando che la dirigenza araba ha posizioni inaccettabili non riconoscendo la legittimità dello stato ebraico.

La sinistra in Israele sta scomparendo. La lista di tre formazioni critiche verso il governo ma troppo diverse tra loro non ha conseguito che 7 seggi. Nel parlamento precedente avevano 11 seggi. Fatale l'errore di Amir Peretz di allearsi con Orli Levi Abucassis (attiva parlamentare ma di formazione di destra). Anche io che per anni ho votato Meretz ho perso la fiducia in un cambiamento radicale e ho votato Kahol Lavan.

A causa del Corona-virus in Israele sono chiuse le frontiere e gli israeliani non possono espatriare (chiunque torna dall'estero deve entrare in quarantena) così è aumentata la partecipazione al voto. Netanyahu è riuscito a motivare il suo elettorato e ha mobilitato in modo ottimale i suoi uomini. Invece Kahol Lavan non è ancora radicato nel paese e non è organizzato a dovere per ottenere un buon risultato. Così nelle zone a maggioranza per l'alternativa la presenza alle urne è stata minore (in particolare a Tel Aviv).

Esiste il rischio di una quarta campagna elettorale. Il Likud cerca di convincere un certo numero di Deputati di Kahol Lavan a votare la fiducia a Netanyahu, praticamente l'unica soluzione possibile a formare un governo. La possibilità contraria (che il Likud si spacchi e un gruppo di deputati del Likud votino Gantz) è da scartare dato il momento di euforia di tale partito.

Si parla di una possibilità che il presidente della repubblica non deleghi alcun candidato a formare il governo (per via della situazione di pareggio); in tal caso il mandato sarebbe della Keneset (parlamento) e si dovrebbe comporre un governo senza l'intervento del Presidente. Ma questa pare una soluzione inverosimile. 

La mia personale reazione al risultato è la constatazione che il popolo di Israele merita di essere governato da un dittatore prepotente e corrotto e che il destino delle classi povere sarà di subire soluzioni impopolari. Il Capitalismo maiale (come viene definito qui) è al potere.

Dan Rabà

3 marzo

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