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Israele senza sinistra

 

VIttoria di Pirro?

di Israel De Benedetti

 

Scrivo alle 8 del mattino del 4 marzo: i risultati ufficiali e definitivi si sapranno solo in serata dopo lo spoglio delle schede dei militari.

Attualmente il blocco di destra oscilla tra 58 e 59 seggi, la destra tra 54 e 55. Per formare un governo occorrono 61 seggi! Bibi, il cui partito ha avuto più voti (36 seggi), ieri sera ha celebrato una vittoria eccezionale. La folla lo ha acclamato cantando "Bibi, amico di Dio" e non pochi hanno urlato che la loro vittoria porterà una rivoluzione nel sistema dei poteri che libererà definitivamente il capo dal dovere di presentarsi in tribunale il 17 marzo, secondo le decisioni dell'attuale sistema.

La grande vincitrice di queste elezioni è la lista unica araba che oscilla tra i 15 o 16 seggi, grazie a una campagna elettorale razzista di Bibi che ha portato le masse arabe a votare. Il segretario di questa lista sembra disposto a collaborare con una sinistra ebraica, se esiste ancora. Il partito Kahol-Lavan ha condotto una campagna elettorale in sordina e non ha sfondato e sopratutto l'unico partito di sinistra (Merez, Hazmaut e Avodà) è rimasto a 7 seggi, una grande batosta.

Quali sono le prospettive:

1- Un governo di unità nazionale (Likud e Kachol Lavan) coalizione desiderata dalla maggioranza degli elettori, ma fino ad ora respinta dai due leader.

2- Bibi riesce a persuadere Libermann (che per ora sta in bilico tra i due blocchi) a unirsi a lui, facendo magari qualche concessione sul tema della prepotenza clericale.

3- Il Likud riesce a corrompere due o tre eletti nella lista Kahol Lavan a trasfugare nelle sue file, promettendo loro mari e monti tra incarichi e soldini.

4- Che si vada alla quarta tornata elettorale.

Il futuro è tutt`altro che roseo. Penso di organizzare un kibbutz in Patagonia, senza Bibi e senza Corona.

 Israel De Benedetti

 

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