Israele

 

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Corona

Scrivo mentre tutti i media trasmettono notiziari, interviste e dibattiti no stop sull’epidemia Corona. Dopo le giornate drammatiche degli israeliani bloccati in Giappone sulla nave da crociera, in quarantena, dove si scoprirono passeggeri colpiti dal virus, anche israeliani, e il panico provocato da gruppi e individui provenienti dall’Estremo Oriente, ecco l’Italia in primo piano tra i paesi obiettivi dell’espansione del morbo.

Trascorso un periodo di attenuata tensione intorno alla striscia di Gaza (palloni con ordigni a loro legati, e qualche razzo), oggi, 23 febbraio, una pioggia di razzi è stata lanciata verso il Sud israeliano. Non casualmente. Ad una settimana dal terzo turno delle elezioni, i rapporti con la striscia da tempo sono una specie di ping pong tra lanci di missili e iniziative umanitarie a beneficio delle popolazioni palestinesi, in vista di una tregua a di lunga durata in cambio di una calma per gli abitanti israeliani che da anni vivono tra allarmi intermittenti. Hamas aspira ad un’altra azione bellica di Israele per acutizzare il conflitto e radicalizzare il quadro politico dello stato ebraico, che da un anno è caratterizzato da una empasse?

 

Antisemitismo

Seguendo le cronache non solo italiane, mi convinco come dopo più di settanta anni dal termine del secondo conflitto mondiale l’attuale fase storica è condizionata da generazioni che hanno uno sbiadito ricordo del passato, anche più recente, con problematiche in gran parte diverse da quelle dei miei tempi e di quelle che hanno coinvolto i nostri padri.

Anche il linguaggio ne risente. Spesso si accomunano nell’accusa di “antisionismo” e di “antisemitismo” gli oppositori e i critici di azioni determinate del governo di destra israeliano, complicando ulteriormente le fratture e la conflittualità politica.

 

Futuro ebraico

In occasione delle mie puntate nello Stivale sono solito chiedere il parere di parenti e amici sulle prospettive del futuro dell’Italia ebraica; i media del terzo millennio mi aggiornano quotidianamente sulle situazioni e le opinioni di società e personalità del mondo. È umano che mi interroghi sulle prospettive e gli sviluppi della mia comunità di origine. Per una naturale tendenza si è portati a confrontare la memoria dei propri anni giovanili e ci si pone la domanda su quali siano le prospettive per il futuro. Leggo lamentele riguardo all’indifferenza dei giovani esposti ai richiami dell’assimilazione nel contesto della società e della cultura maggioritarie. Vorrei dialogare con gli esponenti dei gruppi giovanili e dei movimenti sionisti per toccare con mano le aspirazioni e l’impegno ebraico odierno, senza pregiudizi e soprattutto con un forte sentimento di aperta partecipazione.

Reuven Ravenna

23 febbraio, 28 shevat

 

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