Israele

 

 

 

Una società violenta

di Dan Rabà

 

In Israele c'è una crescita notevole della delinquenza in ogni settore.

La società israeliana è molto violenta. Probabilmente il ritmo di vita qui è particolarmente stressante, vi è una grande competitività. La maggioranza dei giovani fa il servizio militare, che è particolarmente duro, dove inevitabilmente imparano ad essere violenti, super-uomini invincibili. Questa mentalità militare si rispecchia ancora molto poi nella vita civile. Ci sono fatti di sangue incredibili, per esempio un uomo ha ucciso un altro uomo per un posto macchina. Molte le risse che a volte finiscono a coltellate. Bisogna tener presente che c'è una diffusione esagerata di armi: pistole, fucili e coltelli. Il numero degli omicidi è salito.

Ci sono vari tipi di violenza e motivazioni per gli omicidi. Il primo è relativo all’esistenza di varie organizzazioni malavitose. Diffuse le esecuzioni per motivi di concorrenza e competizione tra bande rivali, che sono diventate più violente e pericolose perché avvengono in luoghi pubblici dove spesso rischiano di essere colpiti ignari passanti.

Esistono gli atti di violenza relativi al conflitto tra arabi ed ebrei. Risse, attentati, provocazioni. Di arabi contro ebrei, ma sono salite anche le violenze di ebrei nei confronti di arabi (per esempio gli autisti di autobus sono in maggioranza arabi e vengono aggrediti da passeggeri insofferenti e razzisti). Poi ci sono gli omicidi in seno alla famiglia: in notevole aumento il numero di donne uccise dai partner a cause di litigi, tradimenti o separazioni difficili. In generale il maschio uccide la propria donna, a volte poi tenta il suicidio, qualche volta si accanisce anche contro i figli.

Questo il quadro generale. In particolare nel settore arabo le percentuali sono molto più alte. Sia le violenze contro le donne (e contro gli omosessuali) che le rivalità tra bande di malavitosi. Tra parentesi, qui va spiegato un comportamento sociale. Tra gli arabi sono diffuse le "hamule" che sono in generale le famiglie allargate e i parenti acquistati. Non so se si può definire come "tribù". Come una cosca mafiosa o più semplicemente come la malavita organizzata. Nei comuni arabi le hamule sono decisive nelle elezioni. Nel settore arabo è diffusa la "vendetta": quando un componente di una banda o hamula viene ucciso è poi molto probabile che i rivali uccidano per vendetta e la cosa poi continua a catena.

Poi vi è il problema delicato del delitto d'onore. In generale un fratello uccide la sorella con l'assenso dei genitori perché questa non si è comportata secondo i costumi della famiglia. Ha portato il disonore o ha disubbidito ad un comando. Diffuso l'omicidio della moglie in percentuali più alte che non nella società israeliana ebraica.

C'e poi una grossa diffusione di armi, legali e per lo più illegali (la maggioranza rubate all'esercito).

Da mesi il settore arabo è in fermento; i rappresentanti del popolo, i deputati arabi e i notabili hanno organizzato una mobilitazione popolare contro la violenza, con manifestazioni, assemblee, presidi e blocchi stradali. La mobilitazione continua a più riprese. 

E qui bisogna fare un'altra puntualizzazione relativa al ruolo della polizia (contro la quale è indirizzata la mobilitazione). La richiesta è una maggior presenza della polizia sul territorio (arabo)

e il sequestro delle armi illegali (ogni famiglia è armata). Sembra un controsenso perché da un lato viene richiesta una maggior presenza della polizia e l'assunzione di più agenti di origine araba, dall'altro vi è diffidenza e ostilità nei confronti della stessa.

Mi permetto di fare l'esempio della Sicilia e della mafia, con il problema diffuso dell'omertà, ostilità silenziosa, fastidio, diffidenza.

Il Ministro della Polizia che dovrebbe cercare un'alleanza con i notabili arabi si è espresso in maniera offensiva nei loro confronti. Ha affermato che la responsabilità della situazione è della cultura araba, che è violenta e vendicativa. È stato accusato di razzismo. Alla fine comunque il Ministro si è incontrato coi parlamentari arabi e stanno trattando un piano d'azione.

La questione reale è che attualmente quando vi è un omicidio nel settore ebraico la polizia si mobilita, mentre quando il morto è un arabo non si indaga seriamente (anche per via dell'omertà).

Il governo in realtà per questioni di bilancio e di interessi politici non investe nel settore arabo. Ed effettivamente quando si entra in un insediamento arabo si constata ad occhio nudo la differenza.

In Israele i poveri sono essenzialmente nel settore arabo e nel settore dei religiosi. Due strati della popolazione che hanno molti figli.

Bisogna comunque tener presente che la società araba in Israele si evolve e specialmente i giovani tendono ad integrarsi e particolarmente a lavorare nel settore ebraico. Ci sono movimenti sociali intensi e si può dire che alcuni settori non possono far a meno della manodopera araba.

Per esempio ci sono molti medici, farmacisti e infermieri arabi, gli autisti sono quasi tutti arabi (durante le feste tradizionali arabe il servizio degli autobus è particolarmente carente...) Ci sono anche molte iniziative lavorative, aziende a proprietà mista arabo-ebraica. Frequentarsi, conoscersi, lavorare insieme favorisce l'integrazione e la convivenza pacifica dei due popoli.

Il compito del nuovo governo sarà dunque anche quello di affrontare la delinquenza in generale e quella nel settore arabo in particolare. Anche per questo ci vogliono investimenti di capitali e forza lavoro. Per il momento per la crisi politica con il governo dimissionario tutte le iniziative sono ferme.

Il paese è paralizzato da più di un anno!

Dan Rabà

 

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