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L’alto nido

di Manfredo Montagnana

 

Per me, e forse per molti lettori di Ha Keillah, questo bel libro apre una finestra su un fondamentale capitolo poco conosciuto della storia della II Guerra Mondiale: la Resistenza in Olanda.

Si tratta di una ricerca storica che viene esposta in forma semi romanzata ma è corredata da un’ampia bibliografia e da un’attenta raccolta di schede biografiche dei principali personaggi, non solo dei resistenti ma anche di alcuni dei loro nemici nazisti.

Molti italiani sanno che gran parte (circa il novanta per cento) dei 150.000 ebrei abitanti nei Paesi Bassi prima della guerra fu sterminata dai nazisti tedeschi ed olandesi, ma probabilmente pochi sono a conoscenza del contributo dato dagli ebrei alla Resistenza contro gli invasori. È questo il caso delle due ebree Rebecca (Lien) e Marianne (Janny) Brillerslipper che, fino al loro arresto nel giugno 1944, si prodigarono insieme a parenti ed amici sia per colpire i nazisti tedeschi e olandesi sia per nascondere ebrei e resistenti aiutandoli a fuggire. Queste attività si intensificarono a partire dal febbraio 1944 quando la famiglia di Lien e Janny scovarono, quasi per caso, la maestosa villa “L’alto nido” e riuscirono ad ottenerla in affitto.

Le due protagoniste di questa storia, con testardo coraggio e con pazienza, continuarono la loro Resistenza prima ad Auschwitz e poi a Bergen-Belsen. Di fronte ad una umanità in disfacimento fisico e mentale Lien e Janny riuscirono non solo a sostenersi a vicenda in attesa della liberazione, ma anche ad aggregare intorno a se un gruppo di deportate, alle quali trasmisero la loro speranza e portarono tutto quello che trovavano nel campo per cercare di sopravvivere tutte insieme

È una storia vera e proprio per questo appassionante, che va proposta a tutti coloro che vogliono riflettere sulla storia degli ebrei d’Europa durante la Shoah.

Manfredo Montagnana

 

Roxane Van Iperen, L’alto nido, Bompiani 2020, pp. 459, € 19

 

 

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