Lettere

 

 

 

Ancora sull’antisemitismo

 

Gentile signora Segre,

 la mia - si fa per dire - qualità di 'gentile' non può trattenermi dal leggere ogni volta con molto interesse la pubblicazione HK da lei diretta e dal'esprimerle i miei complimenti più sinceri. Nell'ultimo numero per esempio trovo ardito il modo con cui quattro commentatori affrontano il tema "Perché ci odiano". Porre la domanda è già coraggioso, trovare la risposta - o forse le risposte - è ancora più ostico. Posso inserirmi anch'io?

La prima affermazione cui mi sento di aderire è quella espressa da Giorgio Berruto quando afferma "dobbiamo guardare nella testa degli antisemiti e non in quella degli ebrei", anche se poi non risolve nulla quando osserva che gli antisemiti hanno un'immagine distorta, rovesciata, degli ebrei.

Il secondo passo lo azzarda David Terracini con la sua teoria sulla superiorità culturale degli ebrei, dovuta a motivi estrinseci, cioè causata dall'antico dovere religioso di leggere i testi sacri. Lo stesso fenomeno si verificò anche al tempo della Riforma quando Lutero impose la lettura personale della Bibbia. Per sua fortuna nel frattempo Gutenberg aveva inventato la stampa a caratteri mobili e il mondo protestante poté così rovesciare il vantaggio cultural-economico detenuto dai cattolici fino a tutto il Rinascimento. Vantaggio che ancora è ben lontano dallo scomparire (e lo si misura a suon di spread).

Quanto poi la cultura, la ricchezza, il salire nella scala sociale siano motivo di odio andrebbe verificato - e magari misurato - meglio, anche se un fatto è certo, l'invidia è un sentimento molto vicino all'odio. Penso che l'ipotesi del nonno di Terracini - "...ci odiano perché ci considerano i primi della classe", meriti di essere studiata a fondo per verificare fino a che punto è vera e per trovare possibilmente qualche efficace antidoto. (Terracini propone generosamente e ottimisticamente di portare tutti i 'gentili' al livello culturale degli ebrei.)

Cordiali saluti,

Luigi Bacchiani

 

Grazie di cuore per i complimenti, che fanno sempre piacere. Credo però che sia opportuno precisare che la maggior parte della redazione non condivide la tesi di David Terracini, che infatti è confutata in parte dall’affermazione di Giorgio Berruto a cui fa riferimento, e a cui muovono obiezioni anche l’articolo di Manuel Disegni e il mio pubblicati sullo stesso numero. In generale riteniamo che sia estremamente pericoloso ricercare le cause dell’antisemitismo in qualche vera o presunta caratteristica degli ebrei, positiva o negativa che sia. Il dibattito è comunque aperto.

as

 

Atene, la sinagoga romaniota.
Foto di Rav Eliahu Birnbaum, dal giornale Makor Rishon

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