MARZO 2021 ANNO XLVI - 227 ADAR 5781

 

 

Israele

 

 

 

Sanità, Covid ed elezioni

Dan Rabà

 

In questi giorni Israele sta uscendo da un periodo di contagio e diffusione del Coronavirus dovuto principalmente dalla "mutazia" inglese (l'ultima generazione del virus, molto violenta e diversa da quella conosciuta ormai un anno fa).

Questo Corona inglese colpisce anche i bambini (tanto che si pensa di vaccinare anche loro), si diffonde rapidamente e le condizioni dei malati gravi sono più accentuate. Abbiamo avuto un incremento dei decessi e dei pazienti intubati. Secondo le ricerche più aggiornate, però, il vaccino (americano) si è rivelato più efficace di quanto previsto tanto che già dopo 15 giorni dal primo vaccino ha avuto effetto di prevenzione e ha limitato il contagio. La popolazione sopra i 60 anni, che è stata vaccinata molto velocemente per prima, ormai non è più in pericolo e i malati e i morti sono prevalentemente più giovani (simpatico che ormai venga definito giovane una persona al di sotto dei 60 anni).

Grazie alla diffusione capillare delle mutue è stato possibile vaccinare a ritmo serrato la popolazione a rischio. Nonostante la massiccia richiesta di vaccinazione le strutture hanno tenuto e l'operazione si è svolta in modo ordinato ed efficiente.

Naturalmente il Primo Ministro Netanyahu, che è in campagna elettorale (le elezioni sono il 23 marzo), si è attribuito tutto il merito dell'acquisto e della distribuzione del vaccino. Si è vaccinato per primo insieme al ministro della sanità con show televisivo diffuso dai telegiornali in diretta. Non ha mancato di celebrare se stesso con comunicati e sfruttando tutti i mezzi di comunicazione.

Non si può negare che Netanyahu abbia capito tempestivamente che (a differenza di Trump in America) il Coronavirus è l'evento che provocherà la sua vittoria a queste quarte elezioni. Più gente sarà vaccinata e avrà il passaporto verde (che attesta l'avvenuta vaccinazione) che permette di tornare ad una semi libertà di azione più voti si accumuleranno a favore del leader.

Dopo un prolungato lockdown domani, 21 febbraio, comincia la riapertura di gran parte delle attività lavorative e sociali. Apriranno tutti i negozi, ristoranti, teatri, musei, le piscine e le palestre. solo una parte della struttura scolastica rimane a casa. Si tratta della fascia di età problematica delle classi che precedono la maturità (14-17 anni). Quelli che studiano per la maturità possono tornare a scuola. Asili, elementari e medie tornano a scuola. 

La popolazione ebraica laica è stata diligente durante l'ultimo lockdown, anche se esausta per le limitazioni severe. Invece il settore arabo ed il settore religioso non hanno seguito le restrizioni del governo. Nel settore arabo non sono riusciti a limitare i matrimoni, che sono un evento sociale molto radicato.

I matrimoni, specialmente nei villaggi arabi, durano spesso più di un giorno, con assembramenti oceanici, grandi banchetti, balli e anche fuochi di artificio e spari di gioia (nel settore arabo sono molto diffuse le armi - per lo più illegali, fucili e pistole - e se ne fa uso anche nelle espressioni di gioia).

Anche nel settore religioso è difficile fermare matrimoni e funerali oceanici (migliaia di partecipanti). Inoltre i rabbini si sono rifiutati di chiudere le scuole  e i collegi religiosi. Ne è conseguito un tasso altissimo di contagi. Per via della povertà la maggioranza delle famiglie religiose (i mariti non lavorano perche studiano la Bibbia, le mogli lavorano ma fanno anche molti figli) vivono in appartamenti molto modesti famiglie numerose i cui componenti si contagiano facilmente l'un l'altro. 

I partiti religiosi hanno praticamente paralizzato il governo che non è riuscito a prendere misure che limitassero gli assembramenti. La polizia non ha avuto la forza sufficiente per affrontare e reprimere le infrazioni alle regole. Numerosi sono stati gli scontri fisici tra polizia e religiosi estremisti. 

Si può dire che la società civile esce da questo periodo di Coronavirus divisa e lacerata. Molta tensione si è accumulata e divide religiosi e laici. 

Si temeva che anche in Israele la struttura sanitaria non riuscisse a far fronte alla diffusione del Coronavirus, ma con grande sforzo del personale medico e ausiliario negli ospedali e nelle mutue la struttura ha tenuto.

Naturalmente la pandemia ha messo a nudo le contraddizioni di un sistema sanitario che è molto finanziato da associazioni e benefattori esterni. Ogni ospedale ha i suoi benefattori e sponsor. Le case farmaceutiche intervengono in modo aggressivo. Difficile spiegare l'intreccio di interessi in gioco all'interno degli ospedali. L'ospedale è in generale un mostro enorme che ha una sua parte commerciale e privata. Vi sono alberghi, ristoranti, negozi caffetterie.

Entra in ospedale un numero enorme di visitatori formato dai famigliari dei pazienti. che sono clienti ottimi per gli esercizi commerciali. In un grande ospedale si trova di tutto, tanto che spesso si può confondere l'ospedale per un grande magazzino. In queste strutture la vita economica e le funzioni sanitarie creano un interessante fenomeno sociologico di incontro tra popolazione ebraica e settore arabo. Tradizionalmente è molto diffusa tra gli arabi la tendenza a lavorare come medici, infermieri e personale ausiliario nella struttura sanitaria.

Il settore arabo e' il 20% della popolazione in Israele, ma è il 40% del personale sanitario. Ormai la popolazione israeliana si può dire venga curata da lavoratori, medici ed infermieri arabi. Succede raramente che un paziente non accetti di essere curato da personale arabo. Certamente non succede che il personale arabo abbia difficoltà nel rapportarsi con pazienti di diversa origine etnica. 

Ritengo che il Coronavirus in Israele sia stato affrontato in modo efficace ed efficiente grazie ad una struttura che, bisogna riconoscerlo, storicamente è stata creata dal partito laburista negli anni '50, quasi dalla fondazione dello Stato. Ora Netanyahu riuscirà a convincere gli israeliani che è tutto merito suo.

La campagna elettorale si basa oggi sull'interpretazione politico-economica di questo ultimo terribile anno. Per ora il governo ha investito molti soldi nell'affrontare la situazione. I vaccini sono stati pagati senza badare a spese, così ora il governo vuole dare sostegno alle imprese e agli esercizi dei piccoli imprenditori. L'opposizione ritiene che questa sia una palese operazione per "comprarsi" le elezioni.

Dopo le elezioni dovremo pagare tutto quanto e la situazione economica si presenterà con tutte le sue contraddizioni... Prima di tutto la disoccupazione, poi i fallimenti di molte imprese. 

 

 

 

 

Erich Mendelsohn, Ospedale Universitario Hadassa, Monte Scopus, Gerusalemme 1934-39

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