MARZO 2021 ANNO XLVI - 227 ADAR 5781

 

 

Storia

 

 

 

Oratori in erba


Chiara Pilocane

 

 

Il Discorso recitato nel giorno di Purim da quattro alunni di Felice Finzi conservato nell’archivio della Comunità di Mondovì

 

L’archivio storico della Comunità ebraica di Mondovì – il cui inventario in forma di banca dati è navigabile sul sito dell’Archivio Terracini – è oggi composto da 755 unità archivistiche che documentano l’attività della comunità e di alcune sue opere pie negli anni dal 1776 al 1919. Alcune serie documentarie sono più consistenti, altre conservano poche carte, a testimonianza di come anche questo fondo, seppur piuttosto ricco, abbia subito alcuni depauperamenti, vari per epoca e per causa, prima di giungere nella sua definitiva sede di conservazione e valorizzazione. Le carte successive al 1919, che pure esistono, sono consultabili all’interno dell’Archivio storico della Comunità di Cuneo, cui Mondovì fu aggregata come sezione dipendente dal 1917.

Il documento di cui si pubblica riproduzione parziale, un fascicoletto di dieci carte purtroppo danneggiato dall’umidità nel margine inferiore, è interessante non solo per il contenuto – un commento omiletico a Ester 4, 16b – che ci ha suggerito di darne notizia proprio in questi giorni. Esso ha anche, infatti, una particolare “rilevanza archivistica” per almeno due ragioni, cui qui non possiamo che fare solo un brevissimo cenno. In primo luogo, rappresenta una tipologia documentaria assai rara negli archivi comunitari che conserviamo. Se le esercitazioni teologico-letterarie, derashot a firma di oratori ancora “in erba”, furono senz’altro prodotte in grande abbondanza, esse sono infatti solo di rado attestate nei patrimoni documentali delle comunità: al pari dei saggi scolastici di altro genere, questi scritti sono per natura destinati o a conservarsi in forma di appunti, di brutta copia, nei fondi personali, o a non conservarsi affatto. In alternativa, ed è questo il caso, se ne trovano sporadiche tracce fra le carte prodotte dall’attività di quello che oggi chiamiamo l’ufficio rabbinico, cui come ovvio era affidato l’insegnamento religioso: queste pochissime fonti si rivelano nella gran parte dei casi di grande importanza, sia perché documentano, insieme ad altre fonti complementari ma anch’esse rare, quali fossero i contenuti che l’insegnamento religioso all’epoca prediligeva e quali le forme retoriche adottate, sia – e non è poco – perché spesso ci restituiscono, loro sole, i nomi degli studenti che frequentavo le scuole comunitarie. In secondo luogo, il Discorso è in particolare prezioso perché fornisce indirettamente un’informazione utile per la ricostruzione della storia amministrativa della comunità. Proprio grazie ad esso apprendiamo, infatti, che l’insegnamento religioso a Mondovì era stato affidato per un certo periodo, forse immediatamente prima del magistero di Salomone De Benedetti (1864), al rabbino della comunità genovese, rav Felice Finzi,  che fu nel capoluogo ligure dal 1856 al 1896. Ciò testimonia l’esistenza di un legame diretto fra le due comunità: una collaborazione che senz’altro era agevolata dagli storici rapporti fra questi territori e che è ancora tutta da indagare.

17 febbraio 2021

 

 

Discorso di Purim (Archivio Terracini, 1863 ca.)

 

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