Donne

 

Rispetto o censura?

di A.S.

 

Su Kolot del 7 aprile David Piazza critica pesantemente Anna Foa per aver accostato in un suo inter­vento nella newsletter “L’Unione Informa la notizia della fustigazione di una ragazza in Pakistan alla notizia che i giornali ultraortodossi israeliani avevano “ritoccato” le foto dell’insediamento del gover­no Netaniahu “cancellando” le due donne ministro dello stesso governo.

Questo accostamento, ritenuto forzato, non è l’unica cosa che suscita la riprovazione di Piazza, che po­co più avanti stigmatizza l’apparente ignoranza della storica sulla problematica ebraica della rap­pre­sentazione  in generale e di quella femminile in particolare …

Presentare su un giornale la foto di un governo cancellando uno o più ministri è dunque il modo cor­retto di comportarsi secondo la tradizione ebraica? E, viceversa, Ha Keillah e tutti gli altri giornali ebraici italiani che hanno sempre pubblicato fotografie della vita delle nostre comunità con uomini e donne, magari persino insieme, sono sempre stati al di fuori dell’ebraismo?

Evidentemente la mercificazione dell'immagine del corpo nudo femminile, ab-usato ormai anche per vendere biscotti per l'infanzia e a cui siamo abituati nel “mondo occidentale” disturba molto meno della manipolazione delle immagini.

Delle due l’una: o le neoministre israeliane si erano presentate al giuramento nude o al massimo in topless (ma in tal caso qualcuno avrebbe fatto loro notare che non era  proprio l’abbigliamento che ci si attende in simili occasioni), oppure, come è più probabile, questa affermazione conclusiva di Piazza non ha niente a che fare con le riflessioni di Anna Foa. Perché si vuole nascondere una preoccupante tendenza a negare la parità della donna in alcuni settori della vita politica e sociale d’Israele dietro a pretestuose riflessioni sulla dignità femminile?

 

A.S.