Libri

 

Rassegna

a cura di
 Enrico Bosco (e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

Maggio 2009

 

Yehuda Amichai - Nel giardino pubblico - Ed. A Oriente! - 2008 (pp. XX + 57) Poema - tradotto in italiano ma con testo ebraico a fronte - di uno dei più importanti e interessanti poeti israeliani (1924-2000) la cui opera è stata inclusa, nel 2001, tra le “100 maggiori opere della letteratura ebraica moderna”. Una lunga composizione lirica, pubblicata nel 1959, di carattere volutamente unitario ma, in realtà, spezzata in grappoli di versi composti come un mosaico e intessuta di richiami al testo biblico. Il volume è completato da un Cd contenente la lettura con musica del poema originale in ebraico. (e)

 

Daniel Taub - Luci dalla Torà. Una lettura ebraica dei primi cinque libri della Bibbia - Ed. San Paolo - 2008 (pp. 207, 12) Nell’ambito di un progetto di approccio diplomatico alla Bibbia, intitolato “Paraschà Diplomatit”, l’autore, diplomatico anch’egli e studioso della Bibbia, ha elaborato una serie di brevi testi conte­nenti spunti delle paraschà settimanali connessi con argomenti di interesse specifico per la società israeliana e ac­com­pagnati da un aneddoto umoristico. Questi testi venivano inviati settimanalmente ai diplomatici israeliani sparsi per il mondo per servire di base di dialogo con le comunità ebraiche all’estero. (e)

 

Alberto Moshe Somekh (a cura di) - Or Ha - Chammah. Ordine della Birkat ha-Chammach (Benedizione per il sole) secondo il ms. Mondovì - Ed. Silvio Zamorani - 2008 (pp. 65 + VII, 14) Frutto di una ricerca effettuata nell’Archivio Terracini dal Rav. Alberto Somekh, questo libretto contiene la “Benedizione per il sole” nella versione rinvenuta in un manoscritto di quella che era la Comunità di Mondovì. Precede la preghiera - che viene recitata una volta ogni 28 anni (e lo sarà l’8 aprile 2009) - una dotta introduzione dello stesso Rav. Somekh. Il volumetto è dedicato al ricordo del dott. Marco Levi, ultimo esponente della Comunità di Mondovì, zio del Prof. Guido Neppi Modona che ha reso possibile la pubblicazione. (e)

 

Stefania Dazzetti - L’autonomia delle comunità ebraiche italiane nel Novecento. Leggi, intese, statuti, regolamenti - Ed. Giappichelli - 2008 (pp. 299, 37) Le comunità ebraiche italiane si configurano oggi come corpi sociali autonomi a carattere territoriale dotati di organizzazione propria e di capacità di autodeter­minarsi in ambito normativo, amministrativo e della giustizia interna. Ad esse sono affidati il governo e la cura, con strutture e mezzi propri, delle esigenze religiose, culturali e sociali della collettività ebraica. Le tappe salienti del processo storico che ha portato alla questa loro configurazione sono raccontate per esteso in questo testo universitario di grande interesse specie per gli studiosi e per tutti quelli che operano all’interno della Comunità. Grande spazio vi è riservato al contributo offerto in materia dall’avv. Guido Fubini. (e)

 

Roberto Riccardi - Sono stato un numero. Alberto Sed racconta - Ed. Giuntina - 2009 (pp. 165, 15) La biografia di un sopravvissuto ad Ausckwitz raccolta dalla sua viva voce e raccontata con commossa partecipazione dall’autore. Una testimonianza semplice ma intensa che va ad aggiungersi alle tante che servono per alimentare la memoria di ciò che è stato perché non debba ripetersi mai più. (e)

 

Patrick Desbois - Fucilateli tutti. La prima fase della Shoah raccontata dai testimoni - Ed. Marsilio - 2009 (pp. 292, 19,50) L’autore, un sacerdote cattolico, nipote di un deportato, racconta, sulla base di una propria ricerca sul campo e delle testimonianze raccolte dagli abitanti, la prima fase della Shoah, finora poco studiata, che ha preso inizio con l’invasione nazista dell’URSS nel giugno del 1941 e che ha visto lo sterminio di massa per fucilazione in Ucraina, Lettonia, Estonia, Lituania, Bielorussia e Russia del Sud di 1.300.000 ebrei ad opera delle Einsatzgruppen al seguito della Wermacht tra l’indifferenza e, in qualche caso, la collaborazione delle popolazioni locali. (e)

 

Claudio Dellavalle - L’armistizio dell’8 settembre. Voci e silenzi di una tragedia italiana 1943-1945 (Documentazione a cura di Enrico Miletto) - Ed. Celid - 2008 (pp. 216) Il libro costituisce una elaborazione degli esiti del convegno promosso dal Consiglio regionale del Piemonte nel 60° anno dall’8 settembre 1943 con l’obiettivo di rielaborare una memoria collettiva di quelle giornate attraverso l’analisi della comunicazione (stampa, radio, ecc.) nel momento stesso dell’armistizio e nella ricorrenza del primo e secondo anniversario (1944 nel pieno dell’occupazione tedesca al nord; nel 1945, prima sperimentazione di libertà e democrazia). L’approccio, sicuramente interessante per gli studiosi, rende meno facile la lettura per il lettore comune. (e)

 

Itzak Katzenelson - Canto del popolo yddish messo a morte (a cura di Erri De Luca) - Ed. Mondadori - 2009 (pp. 114, 14). Un canto doloroso e disperato che trasmette disperazione e dolore in chi lo legge. È il canto che grida l’eccidio degli ebrei di Polonia e del ghetto di Varsavia che l’autore, un sopravvissuto, ha scritto dall’autunno del 1943 al gennaio 1944. Seppellito dentro tre bottiglie tra le radici di una quercia dietro il filo spinato del campo di concentramento di Vittel è stato ritrovato nel 1945. (e)

 

Marcello Pezzetti - Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto - Ed. Einaudi - 2009 (pp. 490, 42). È una poderosa ricerca compiuta dal CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea) dal 1995 al 2008 attraverso interviste a centocinque ebrei italiani sopravvissuti alla deportazione dall’Italia tra il 1943 e il 1945. Le interviste sono state spezzettate e riorganizzate in un percorso per argomenti al fine di seguire il tragico percorso della deportazione con brevi introduzioni dell’autore a ogni paragrafo. (e)

 

Grete Weil - Conseguenze tardive - Ed. Giuntina - 2008 (pp. 123, 12) Una raccolta di cinque brevi racconti e un testo che costituisce il testamento letterario della scrittrice, deceduta nel 1999. L’autrice descrive l’esistenza irrimediabilmente danneggiata dei sopravvissuti alla Shoah i quali cercano, con grande fatica ma invano, di rimuovere dalla memoria ogni ricordo del dramma vissuto. Il “morbo di Auschwitz”, la “sindrome del sopravvissuto”, la “testimonianza del dolore”, la “cattiva coscienza di coloro che sono sopravvissuti” (che, talvolta, sfocia nel suicidio, come nei casi di Primo Levi, di Amèry, di Celan, di Bettelheim) sono le “conseguenze tardive” cui allude la Weil, anch’essa una sopravvissuta per clandestinità, che hanno segnato tutto il suo lungo percorso letterario. (e)

 

Roberto Mauro - Primo Levi. Il dialogo è interminabile - Ed. Giuntina - 2009 (pp. 148, 13) “La tragedia della disumanizzazione organizzata nella riflessione di Primo Levi” è il titolo della tesi universitaria da cui ha preso le mosse questo libro. L’autore racconta l’universo concentrazionario seguendo i passi dei libri di Primo Levi perché “vi abbiamo trovato il cuore di una parola viva in grado di comunicare esperienze, di intrecciare l’unicità dell’evento con l’unicità dei modi e della forza narrativa intesa come cammino da percorrere non per ricostruire solo eventi ma per andare incontro a volti e storie uniche, singolari, che richiedono un esperire personale e partecipe”, non una “oggettivazione distante, una dolorosa presa d’atto già pronta per una frettolosa archiviazione nella memoria di ciò che è stato”. (e)

 

Francoise Carasso - Primo Levi. La scelta della chiarezza - Ed. Einaudi - 2009 (pp. 197, 18) Una biografia di Primo Levi, uomo e scrittore, che cerca di spiegare la sua vita alla luce della sua produzione letteraria: un percorso intellettuale che si propone come modello di esperienza del pensiero attraverso la pratica del dialogo con se stessi, avido, erratico e multiforme, animato dall’interesse inesauribile verso ogni aspetto dell’esistenza con uno spirito allegramente curioso e uno scetticismo bonario ma sempre improntato alla “scelta della chiarezza estetica, etica e politica”. (e)

 

Ariel Paggi - Un bambino nella tempesta. Ricordi di un bambino durante il periodo razziale a Pitigliano - Ed. Salomone Belforte & C - 2009 (pp. 75, 14) Il racconto autobiografico, scritto in modo semplice e sintetico, di un ebreo che visse bambino a Pitigliano all’epoca delle leggi razziali italiane e della persecuzione degli ebrei: una “... microstoria, apparentemente secondaria o, secondo taluni giudizi affrettati, persino inutile ch è, invece, utilissima per meglio comprendere la macrostoria, quella, cioè, che si legge nei libri e che costituisce la storiografia ufficiale”, come avverte il Rav. Laras nella prefazione al libro. (e)

 

André Chouraqui - Il destino d’Israele. Corrispondenza con Jules Isaac, Jacques Ellul, Jacques Maritain, Marc Chagall. Conversazioni con Paul Claudel - Ed. Paoline - 2009 (pp. 241, 14) Libro composito che raccoglie, essenzialmente, la corrispondenza dello scrittore con altri pensatori interessati al dialogo interreligioso e al ruolo di Israele e del popolo ebraico nella storia. Interessante più per gli studiosi che per il lettore comune che fatica a ritrovare un filo comune in scritti che alternano notizie di vita e pensieri. Più interessante, se mai, come documento dell’arte della corrispondenza visto che per il futuro ci attendono solo aride raccolte di e-mail ed sms. (e)

 

Emilie Schindler (con Erika Rosenberg) - Io, Emilie Schindler. Una voce nel silenzio - Ed. Barbès - 2008 (pp. 242, 12) Un’autobiografia della moglie di Oskar Schindler, diventato famoso dopo il noto film di Spielberg, scritta, in realtà, da un’amica che ebbe modo di viverle accanto nel suo rifugio in Argentina. Storia, narrata con grande semplicità e venata d’amarezza, di una donna che, pur avendo collaborato con il marito in quell’opera meritoria, non ebbe che pochi e tardivi riconoscimenti sia morali sia materiali. (e)

 

Esther Benbassa - La sofferenza come identità - Ed. ombre corte - 2009 (pp. 216, 19,50) Libro complesso che situa la sofferenza del giudaismo che, sulla scorta della memoria del genocidio nazista, diviene “ la religione di coloro che sono sempre meno religiosi, un giudaismo dell’Olocausto e della redenzione con lo Stato di Israele che simboleggia la Redenzione”, all’interno di una più ampia meditazione sulla sofferenza e sull’identità che mescola insieme storia, psicologia, sociologia, teologia rendendo non facile la lettura. (e)

 

Franco Baldasso - Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone - Ed. Pendragon - 2007 (pp. 263, 14) Un’indagine letteraria su Primo Levi che l’autore immagina affascinato dalla figura del cerchio come simbolo di mancanza di comunicazione, la stessa provata dallo scrittore nel Lager di Auschwitz e che torna più volte nei suoi scritti. La quantità di richiami alle opere di Levi e l’allargamento finale dell’indagine ad altri “scrittori testimoni” (Elie Wiesel, Imre Kertész, Ida Fink e Aharon Appefeld) aumentano la difficoltà del lettore di seguire il percorso dell’indagine. (e)

 

Karoly Pap - Azarel - Ed. Fari - 2009 (pp. 263, 18,50) In questo libro, fortemente autobiografico, pubblicato nel 1937 ma che ha trovato il successo soltanto nel 2000 in America, l’autore racconta la furiosa ma impossibile ribellione di un bambino ebreo ungherese diviso tra il nonno khassidico, asceta mistico estremo, e il padre rabbino riformato. Sotto questo racconto, peraltro in sè godibilissimo, si nasconde il dramma della “questione ebraica ungherese”, il conflitto generato all’interno della comunità dall’assimilazione. Questo processo viene qui osservato con gli occhi di un bambino che, sotto l’influsso del nonno, rifiuta l’assimilazione; ma la sua ribellione non avrà successo. (e)

 

Shalom Auslander - Il lamento del prepuzio - Ed. Guanda - 2009 (pp. 267, 15) L’impari lotta di un ebreo con il suo Dio. Molto, molto irriverente ma molto molto molto divertente. (e)

 

Olivia Guaraldo (a cura di) - Il Novecento di Hannah Arendt. Un lessico politico - Ed. ombre corte - 2008 (pp. 169, 15) Rendere Arendt “contemporanea” è forse l’intento più proprio di questa raccolta di saggi, frutto di incontri organizzati in occasione del centenario della nascita dalla Società letteraria di Verona dal novembre 2006 al marzo 2007. Non, dunque, una celebrazione ma il ricorso al suo pensiero per illuminare le questioni politiche dell’oggi. Una serie di brevi saggi di studiosi e professori universitari molto lineari, comprensibili e godibili anche dal lettore comune. (e)

 

Hannah Arendt - Illuminismo e questione ebraica - Ed. Cronopio - 2009 (pp. 47, 5) Una delle prime prove del filosofo Hannah Arendt: la “questione ebraica” (la questione del popolo ebraico nella storia) tra Lessing ed Herder, tra illuminismo e romanticismo, tra assimilazione ed emancipazione. (e)

 

Tadeusz Borowski - Da questa parte, per il gas - Ed. l’ancora del mediterraneo - 2009 (pp. 255, 17,50) Un altro scrittore passato attraverso la disperazione del Lager e morto suicida, nel 1951. Questi brevi racconti descrivono la vita in Polonia sotto l’occupazione nazista e, soprattutto, la lotta, brutale e tragica, per la sopravvivenza all’interno del Lager, frutto della devastazione psichica causata dalla vita disumana che vi si conduceva. “La sua sincerità senza precedenti, addirittura imbarazzante, non risparmia nessuno né tace nulla”: è il commento della poetessa Wislawa Szimborska, premio Nobel per la letteratura. (e)

 

David Bidussa - Dopo l’ultimo testimone - Ed. Einaudi - 2009 (pp. 132, 10) La lenta ma inesorabile scomparsa degli ultimi testimoni del genocidio che ci avvicina alla chiusura della stagione della testimonianza, pone con forza il problema del rapporto tra “memoria” e “storia”. È ora - dice l’autore - che “si avvii una nuova stagione di riflessione e di pratica sulla e della storia in grado di uscire tanto dal sensazionalismo come dall’uso politico del passato”, una riflessione storica basata sui documenti che, non dimenticando la lezione della memoria, sappia produrre una ricostruzione che abbia anche un funzione universalistica. (e)

 

Aharon Appelfeld - Paesaggio con bambina - Ed. Guanda - 2009 (pp. 148, 14) Una storia semplice, uno stile spoglio, la storia della persecuzione degli ebrei vista dalla prospettiva di una bambina allo stesso tempo ignara e consapevole della realtà in cui si trova a vivere. (e)

 

Dacia Maraini - Il treno dell’ultima notte - Ed. Rizzoli - 2008 (pp. 430, 21) Questo romanzo,condotto con la grazia e la sensibilità di sempre, vuole essere un doveroso contributo alla tematica della Shoah, da parte di una grandissima scrittrice che, tessendo la vicenda su diversi piani temporali e avvalendosi di due diversi strumenti di conoscenza (lettere e viaggio) ottiene la ricomposizione della verità. (s)

 

Edith Bruck - Quanta stella c’è nel cielo - Ed. Garzanti - 2009 (pp. 196, 16,60) Difficile ritorno alla normalità di una vita che normale non potrà mai più essere; bisogno struggente di raccontare ciò che gli altri negano per non dover affrontare l’indicibile; commovente aspirazione alla rinascita di un’adolescente che l’orrore ha maturato anzitempo e piagato, non piegato, per sempre. (s)

 

Helga Deen - Non dimenticarmi. Diario dal lager di un’adolescente perduta - Ed. Rizzoli - 2009 (pp. 184, 17) Raro e prezioso documento redatto materialmente durante la permanenza di un solo mese, l’ultimo di vita,in un campo di sterminio. Pervenuto fortunosamente agli eredi, essi hanno deciso di renderlo pubblico per contribuire alla conoscenza della verità soprattutto da parte dei giovani. (s)

 

Furio Iesi - Mito - Ed. Aragno - 2008 (pp. 204, 12) Nel tentativo di fornire una soluzione al dilemma tra accettazione ideologica e irrazionalistica del mito e suo rifiuto ragionato,viene presentato il saggio inedito “Sopravvivenze mitiche nell’esoterismo nazista” che, pur non offrendo elementi di vera novità, ne indica una possibile chiave interpretativa. (s)

 

Robert Muller - Il mondo quell’estate - Ed. Mondadori - 2008 (pp. 269, 15) Junior  L’estate olimpica delle immagini patinate di Leni Riefensthal narrata in forma solo parzialmente romanzata,rivela come e quanto il fascino del maligno abbia potuto stregare milioni di individui, penetrando subdolo e letale nelle coscienze ma anche nei recessi dei cuori più innocenti. (s)

 

Elena Cheah - Insieme - Voci della West Eastern Divan Orchestra - Ed. Feltrinelli- 2009 (pp. 301, 18) A dieci anni dalla fondazione di una istituzione,non certo solamente musicale, unica e straordinaria, microcosmo di una società mai esistita e che forse mai esisterà, una componente di questa stupefacente armonia umana, attraverso una nutrita serie di ritratti, racconta nascita ed evoluzione di un fenomeno la cui eccezionalità auspicheremmo diventasse norma. (s)

 

Lizzie Doron - C’era una volta una famiglia - Ed.Giuntina - 2009 (pp. 136, 12) “Un caso di seconda generazione”…Non risulta difficile davvero identificarsi e comprendere i personaggi che popolano questo intenso e originale romanzo dove si analizzano i condizionamenti che,di generazione in generazione,la Shoah ha impresso nel subconscio. (s)

 

Giuseppe Laras - Meglio in due che da soli - L’amore nel pensiero di Israele - Ed. Garzanti - 2009 (pp. 158, 13,50) L’amore di coppia, a partire dal testo biblico fino agli scritti filosofici e al pensiero mistico, è materia di questo saggio che si sofferma particolarmente sulla necessità di confutare il dualismo tra amore fisico e amore spirituale. Tali elementi nell’ebraismo non sono considerati estranei né antitetici, bensì complementari poiché il rapporto monogamico è simbolo del rapporto che lega Israele a Dio. (s)

 

Anna Momigliano - Karma - I giovani israeliani tra guerra, pace, politica e rock’n’roll - Ed. Marsilio - 2009 (pp. 173, 13) Immediatezza e ritmo incalzante di un reportage giornalistico per un’indagine sociologica su mentalità e comportamenti di una gioventù plasmata dal servizio militare e dalla vera e propria esperienza delle armi. Giovani privi di illusioni, in bilico tra obiezione di coscienza e impegno politico, furiosi contro il governo ma generosi con la patria: ragazzi tormentati, difficili …meravigliosi. (s)

 

Gabriele Rigano - Il podestà “Giusto d’Israele” Vittorio Tredici, il fascista che salvò gli ebrei - Ed. Guerini Studio - 2008 (pp. 255, 24) Fulgido esempio dell’azione di un uomo, fascista convinto e cattolico praticante, in cui la carità ha prevalso sulla fede politica inducendolo a salvare, con altissimo rischio personale, non soltanto una famiglia di ebrei amici ma centinaia di vittime predestinate allo sterminio. (s)

 

Clara Klaus Reggiani - Storia della letteratura giudaico-ellenistica - Ed. Mimesis - 2008 (pp. 200, 16) Nel redigere questo saggio, la studiosa si pone una serie di interrogativi metodologici relativi ad un popolo che, in sede storiografica risulta privo di uno stato, in sede teologica si basa sulla rivelazione, in sede filologica presenta molteplicità di fonti,un popolo che esplica la propria massima vitalità culturale nella transizione linguistica dall’ebraico al greco. “Il giudaismo ellenistico appartiene alla storia dello spirito… poiché al ritorno dalla cattività babilonese gli ebrei, costretti ad abbandonare le velleità di conquista e purificati dal dolore dell’esilio,si erano rivolti alla speculazione filosofico-religiosa”. (s)

 

Anna Foa - Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento - Ed. Laterza - 2009 (pp. 287, 19) Nell’economia di un ‘opera mirata ad abbracciare un periodo ad altissima densità di fatti straordinari, l’autrice, circoscrivendo la Shoah ad un solo capitolo per quanto corposo,riesce a costruire un compendio che studia tutti gli eventi del “secolo breve” in modo sintetico quanto esaustivo, per una visione articolata e globale allo stesso tempo. (s)

 

Clara Kramer - La guerra di Clara - Ed. Tea - 2009 (pp. 340, 10) L’incredibile vicenda di una famiglia di ebrei che, nascosti con altri nello scantinato di un edificio abitato e frequentato da ogni sorta di nemici, sopravvive e rivive nel racconto di colei che, allora bambina, ne tenne un prezioso diario. La famiglia polacca che li salvò è onorata nello Yad VaShem. (s)

 

John e Carol Garrard - Le ossa di Berdicev. La vita e il destino di Vasilj Grossman - Ed. Marietti - 2009 (pp. 487, 25) Le vicende personali dell’autore di “Vita e destino” (romanzo così “pericoloso” da indurre le autorità sovietiche dell’epoca di Kruscev a sequestrare il libro e a seppellire vivo l’autore)si intrecciano con quelle del romanzo stesso,costituendo una testimonianza unica del Novecento, a cavallo tra i totalitarismi. Ne emerge “l’affermazione dell’irriducibilità dell’io di fronte a ogni potere,la natura violenta di qualsiasi ideologia, la ricchezza delle domande ultime sul significato della vita e il suo destino che caratterizzano il cuore dell’uomo”. (s)

 

Ari Folman, David Polonsky - Valzer con Bashir. Una storia di guerra - Ed. Rizzoli -  2009 (pp. 143, 18) La necessità di recuperare la memoria per conoscere il proprio vissuto spinge un soldato a interrogare quanti hanno condiviso con lui esperienze che potrebbero chiarirne la responsabilità. Palese è l’identificazione del protagonista con lo Stato d’Israele, accusato di barbarie non commessa. Crudezza dell’immagine e abilità di sintesi narrativa fanno di quest’opera un prodotto di grande accessibilità nel percorso verso l’accertamento dei fatti. (s)

 

A cura di
Enrico Bosco
(e)
Silvana Momigliano Mustari
(s)

Con la collaborazione
della Libreria Claudiana