Guido Fubini

 

Una grande fortuna

di Aldo Zargani

 

All’apertura del Convegno, a Roma, “Pluralismo nella società italiana e pluralità nell’ebraismo”, ho ricordato la fortuna della mia amicizia con Guido. Lui, per 50 anni e più, mi ha ricordato che le regole e le procedure difendono i deboli. Per tanti anni mi ha insegnato “L’esprit des lois”.

Quando sono riuscito a dire che Guido era un uomo mite e inflessibile, la commozione mi ha vinto e il numeroso pubblico è esploso in un lungo e caldo applauso.

Un’amicizia e un sodalizio che sono durati più di mezzo secolo e sono cominciati con l’invidia e la gelosia per un avvocato che sposava Annamaria: così noi liceali del Cavour guardavamo ai giovanotti “grandi” che osavano mettersi con le nostre compagne di scuola.

Poi, nel 1953, passando per caso in Piazza Raineri, partecipai a un comizio di Unità Popolare nel quale Guido, oratore sul podio, spiegò a quattro persone oltre a me lo spirito delle leggi. Da allora è divenuto Maestro e amico per il resto della vita.

Abbiamo vinto la lontananza geografica con viaggi meravigliosi con Elena e Annamaria in Israele, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Germania, Austria, Turchia, Francia, Italia. Ci siamo abbracciati tutti e quattro sulla torre di guardia di Birkenau davanti ai comignoli delle baracche bruciate che si stendono fino al nero orizzonte, abbiamo litigato con i poliziotti della Praga comunista, imparato e insegnato cose ai pescatori siciliani, vagato per l’Anatolia a sentire nelle piccole Moschee vecchietti musulmani dir la loro, a Gerusalemme abbiamo fatto amicizia e discusso con israeliani e palestinesi…

Nel 1967 Guido promosse e fondò uno dei primi comitati per la pace nel Medio Oriente: incontri, convegni, dibattiti, speranze, corrispondenza… Sì, siamo stati compagni di mille battaglie perdute, ma non siamo mai naufragati nel viaggio nel mare della vita. Per lui lo spirito delle leggi andava da Montesquieu alla Torah e al Talmud, e gli debbo tanta parte della mia identità di ebreo illuminista.

Così inflessibile, è sempre stato mite con me: siccome almanaccavo, raccoglieva quel che trovava di buono e buttava via le scorie. Come Monsieur Hulot nelle sue vacanze. Quelle di una vita.

 

Aldo Zargani