Lettere

 

Lettera a Karnenu

Cara Ha Keillah,

Oggi appena ho aperto la posta e visto Karnenu mi è saltata la mosca al naso e ho scritto la lettera che leggete qui sotto inviandola anche alle mail box degli enti ebraici che vedete.

Non so cosa pensiate e cosa stiate facendo a Torino come gruppo Ha Keillah ma se volete potete diffondere con più autorevolezza la mia protesta o farla pervenire a qualcuno che conta all’UCEI ecc. ecc.

 

Egregio direttore Daniel della Seta,

Ho appena ricevuto il numero 3/5770 della rivista Karnenu con la copertina e ben 6 pagine dedicate a Berlusconi.

Scrivo per dirle tutta la mia indignazione e protesta; per essere stato offeso dal fatto che questa pubblicazione è decaduta a foglio di propaganda di parte, mentre essa è sostenuta dai contributi di tutti gli ebrei, di ogni opinione politica; pertanto dovrebbe rispettare le opinioni di tutti i suoi sostenitori e sottoscrittori di contributi al Keren Kayemeth

In questo numero si è scaduti nella più vergognosa melassa cortigiana verso B. alternata al livore di Fiamma Nirenstein, un tempo amata scrittrice, oggi deputata nominata da B. propagandista del PDL-Forza Italia, e propagatrice di odio verso qualsiasi opinione appena un po’ di sinistra.

Sono 7 pagine, con la copertina, di pura propaganda del personaggio e del partito al potere: piaggeria cortigiana allo stato puro.

Non si può dire che sia una cronaca dovuta della visita di stato del presidente del consiglio.

Non ricordo che Karnenu abbia mai riservato un tale rilievo e tono encomiastico a nessuno dei presidenti del consiglio o della repubblica italiana del passato amici sinceri di Israele, come Pertini, Scalfaro, C.A. Ciampi, Romano Prodi, in occasione delle loro visite di stato.

Abbiamo già avuto un tempo, nella storia dell’ebraismo italiano, in cui qualcuno lodava e serviva il regime fascista pubblicando “la nostra Bandiera” giornale di parte.

L’uso di una testata del KKL per un analogo servilismo e propaganda del potere, a nome di tutti gli ebrei di ogni tendenza politica proprio non me lo sarei aspettato e non lo posso accettare.

A riprova dello squilibrio del numero della rivista sta lo spazio dedicato alla visita del Papa Benedetto XVI: solo due pagine; nonostante le polemiche su Papa Pacelli, la visita è stata compiuta e credo sia servita a medicare e mediare alcune differenze fra le opinioni del vaticano e dell’ebraismo italiano e internazionale.

Mi auguro che gli organi dell’Unione delle comunità, del CDEC e della Wizo, che leggono in copia, prendano po­sizione immediata sull’argomento.

Spero che il direttivo del KKL Italia agisca per ricondurre la rivista a un comportamento equilibrato e degno della nobile istituzione del KKL che continuerà a svolgere la sua missione con il contributo di tutti gli ebrei di ogni opinione politica, al di là dei governi e dei partiti pro tempore in Italia o in Israele.

Shalom

Alberto Jona
Saronno


Una non-risposta a Leone Paserman

 

Ringrazio Leone Paserman per i suoi commenti al mio articolo sulle modifiche alle norme elettorali previste dal nuovo Statuto (Ha keillah n. 5/2009). Ciò che Paserman scrive mi sembra sensato e condivisibile. Ciò però non contraddice la validità delle mie osservazioni. Alla base della discussione c'è infatti un equivoco: la bozza esaminata da Paserman è successiva a quella esaminata da me, e fra le due ci sono differenze sostanziali. Il mio interlocutore sarà d'accordo con me che non ha molto senso continuare la discussione in assenza di un testo definitivo; e che potrà invece essere interessante riprenderla quando (e se) tale testo sarà disponibile.

Grazie per l’ospitalità

Guido Ortona
Dipartimento POLIS,
Università del Piemonte Orientale