Libri

 

Rassegna

a cura di
 Enrico Bosco
(e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

Carlo Azeglio Ciampi - La libertà delle minoranze religiose - Ed. Il Mulino - 2009 (pp. 175, 15) Una rivisitazione della tesi di laurea in giurisprudenza nell’anno accademico 45-46 del giovane Ciampi in cui si ritrovano le radici culturali e politiche della laicità dello Stato. Lo scritto di Ciampi è preceduto da cenni biografici del periodo in cui maturò la tesi e da un breve saggio di Gianni Long su “Ebrei e protestanti alla vigilia della Costituente” con particolare riferimento alla “specificità livornese”, della città cioè in cui Ciampi è nato, e seguito da un commento sul tema del costituzionalista Francesco Paolo Casavola. (e)

Marco Maestro - Ballata di tempi lontani - Ed. la meridiana - 2009 (pp. 123, 12) Non una vera e propria autobiografia né un diario ma “schegge di memoria” alternate da considerazioni e commenti a posteriori di un ebreo italiano, nato nel 1928, che ha vissuto la sua giovinezza durante gli anni della discriminazione, delle leggi razziali, della guerra, della persecuzione, della rovina del Paese e della Liberazione. (e)

Oddone Longo e Mario Jona (a cura di) - Le leggi razziali antiebraiche fra le due guerre mondiali - Ed. Giuntina - 2009 (pp. 132, 14) Raccolta dei contributi al convegno tenuto a Padova il 23 e 24 ottobre 2008 nella Accademia Galileiana di Scienze Lettere e Arti. La specificità del convegno va ricercata nell’opzione di concentrarsi sulla illustrazione delle legislazioni razziali anteriori, contemporanee e successive alle leggi di Norimberga e sulle modalità variabili con cui le diverse comunità israelitiche recepirono e interpretarono quei prov­vedimenti e il modo di uscirne. Pregio e, insieme, difetto del libro è la difformità dei vari contributi che non solo non seguono un filo logico o cronologico ma spaziano da aspetti giuridici generali a storie personali e casi singoli. (e)

Giorgio Agamben, Emanuele Coccia - Angeli. Ebraismo, Cristianesimo, Islam - Ed. Neri Pozza - 2009 (pp. 2011, 70) Antologia, divisa in tre grandi sezioni, per le tre grandi religioni monoteistiche, dei testi ebraici cristiani e islamici più significativi sugli angeli. Dopo una introduzione generale sull’angelologia di Giorgio Agamben, ogni raccolta di testi è preceduta da prefazioni esplicative riguardanti i singoli periodi storici. (e)

Valeria Salimi, Giovanna Procacci (a cura di) - Per la difesa della razza. L’applicazione delle leggi antiebraiche nelle università italiane - Ed. Unicopli - 2009 (pp. 235, 14) Raccolta di saggi frutto di un incontro svolto il 9 maggio 2008 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia sul bilancio e le nuove prospettive degli studi sull’applicazione delle leggi razziali nella varie Università italiane. Il libro si pone l’obiettivo di confrontare le acquisizioni delle ricerche condotte su singoli Atenei al fine di tracciare una storia più completa della “politica della razza” durante il fascismo. Il confronto fra le esperienze di epurazione razziale dei singoli Atenei conferma che il meccanismo persecutorio fu applicato “con solerzia e zelo in ogni area della penisola”. Data la specificità delle ricerche, l’opera è adatta soprattutto agli studiosi di storia e dell’ebraismo ma vi sono spunti di interesse per tutti. (e)

Kevin Vennemann - Vicino a Jedenew - Ed. Forum - 2009 (pp. 92, 11) Romanzo d’esordio di un giovane autore tedesco che ha avuto grande successo in Germania e che coniuga buone doti narrative con un forte impegno civile in un racconto di fatti allo stesso tempo crudi e quasi fiabeschi. (e)

Michael Laitman - La Cabbala rivelata. Guida personale per una vita più serena - Ed. URRA - 2010 (pp. 112, 13) Non, come ci si sarebbe potuto aspettare, un trattatelo sulla Cabbala ma “una guida pratica e un metodo affidabile per comprendere ciò che accade nel mondo”, nello stile delle analoghe “guide” di sette e associazioni americane in cui si trova tutto e di più. (e)

Sara Ferrari (a cura di) - La notte tace. La shoah nella poesia ebraica - Ed. Belforte - 2010 (pp. 236, 18) Parole dure e pesanti come pietre per queste poesie che rievocano il dramma della Shoah come è stato vissuto da chi le ha scritte nei campi diconcentramento, dai sopravvissuti, dai loro figli e nipoti, da chi ha assistito da lontano allo sterminio del popolo ebraico. Bisogna armarsi di grande coraggio e forza d’animo per leggere queste poesie: ma non si può non leggerle. Una per tutte, terribile e riassuntiva: Breve dizionario d’ebraico d’uso per le ultime generazioni “Treno, sapone, gas, campo di concentramento, Mein Kind, Mein Kind” (Zvi Atzman). (e)

Natan Zach Sento cadere qualcosa. Poesie scelte 1960-2008 - Ed. Einaudi - 2009 (pp. 216, 15) Temi lirici, romantici, ironici, politici, nostalgici, autobiografici per questo poeta, oggi ottantenne, che scrive di poesia da più di quaranta anni e che è considerato dalla critica come “il massimo lirico israeliano vivente e uno dei maggiori innovatori del linguaggio della poesia ebraica del Novecento”. Molte belle, alcune bellissime, ancora più apprezzabili per chi può leggerle in lingua ebraica nel testo a fronte. (e)

Michel Brenner - Breve storia degli ebrei - Ed. Donzelli - 2009 (pp. 352, 30) Breve sintesi di una lunga storia trimillenaria che si dipana dai tempi di Abramo fino al mondo ebraico dopo la Shoah, scritta seguendo il filo rosso della migrazione: “gli ebrei non sono stati sempre in cammino ma la migrazione ha caratterizzato la loro storia per intere epoche e su interi continenti”, quasi a resuscitare la leggenda dell’ebreo errante. Scritta molto bene e con grande chiarezza, con varie illustrazioni, è un ottimo manuale storico, da leggere per studio e per diletto. (e)

Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero - Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo - Ed. Chiarelettere - 2010 (pp. 224, 14) Una biografia del “giusto tra le nazioni” che nel 1944 a Budapest aveva salvato la vita a migliaia di ebrei spacciandosi per un diplomatico spagnolo, basata su un’intervista che Perlasca rilasciò a Dalbert Hallenstein nel 1992, un mese prima della morte. Una figura isolata e controversa, i cui meriti non sono stati riconosciuti in Italia se non poco prima della morte, un libro che si legge come un romanzo d’avventure. (e)

Maurice-Ruben-Hayoun - L’ebraismo. Storia e identità - Ed. Jaca Book - 2010 (pp. 133, 15) Un sunto estremamente conciso del fenomeno storico dell’ebraismo mirato a individuare in che cosa consista l’identità ebraica ovvero l’essenza dell’ebraismo. L’autore sembra individuarla nella “…realtà dell’esilio, cruciale per la comprensione del divenire storico dell’ebraismo che non avrebbe, forse, assunto questa forma se non fosse stato cacciato dal paese che lo vide nascere…”. Il libro contiene molte nozioni utili sull’ebraismo e sulla religione ebraica anche se un po’ sparse, non ordinate cronologicamente o logicamente. (e)

Francesco Ereddia - Ebrei, luterani, omosessuali e streghe nella contea di Modica. Lotte politiche e conflitti sociali fra intolleranza e Santa Inquisizione nei secoli XV - XVII) - Ed. Sellerio - 2009 (pp. 233, 18) Il titolo, accattivante ma un po’ fuorviante, nasconde un saggio di storia siciliana che trova il suo centro nella contea di Modica di cui si narrano origine, fatti e misfatti come la strage degli ebrei che ne abitavano il ghetto nel 1474. Una ricerca specialistica ma curiosa. (e)

Carlo De Matteis - Dire l’indicibile. La memoria letteraria della Shoah - Ed. Sellerio - 2009 (pp. 191, 18) Indicibile, incredibile: come affrontare il racconto della Shoah? Al di là dei testi diaristici e delle memorie “la straziante realtà dei Lager potrà, dunque, essere adeguatamente compresa solo a patto della sua alterazione, della sua manipolazione artificiale attivando l’immaginazione dell’ascoltatore attraverso i congegni della costruzione artistica per raggiungere la ‘sostanza’ dell’esperienza, la sua ‘densità’”. Partendo da questa constatazione, l’autore tenta una “ricognizione della forma letteraria di queste specifiche testimonianze nella loro varia tipologia testuale e in relazione alla loro storicizzazione” attraverso una analisi critica degli autori che si sono cimentati in questo difficile compito, da Primo Levi a Elie Wiesel, da Boris Pachor a Jean Amery, da Jorge Semprùn a Imre Kertesz, alla poesia di Paul Celan e a molti altri. Un saggio di critica letteraria sulla narrazione dell’esperienza dei lager intesa come genere. (e)

Letizia Evangelisti - Auschwitz e il New Humanism. Il Canto di Ulisse delle vittime della ferocia nazista - Ed. Armando - 2009 (pp. 266, 24) Le opere d’arte create dai detenuti nei campi di sterminio come “sistemi di fuga dall’orrore e di resistenza” ovvero “l’arte della Shoah” (ritratti e autoritratti, oggetti inanimati come paesaggi e nature morte, arte documentaria, caricature, arte astratta o non figurativa), importante per comprendere meglio il valore della memoria storica. L’autrice presenta, accanto a fotografie del campo, una serie di questi lavori realizzati nei Lager o nel periodo immediatamente successivo sottolineandone il ruolo fondamentale nella lotta individuale per la sopravvivenza e comparandole, come un “nuovo umanesimo” a quelle di grandi pittori intese come memoria storico-artistica. Un patrimonio da preservare con cura e con amore perché, anche al di là dell’intrinseco valore artistico, testimonia “… la volontà di trovare il coraggio di reagire a qualsiasi tipo di sopruso, di violenza, con le nostre intime risorse manifestando in qualunque occasione il nostro essere più autentico, recu­pe­rando le radici del prezioso passato…”. (e)

Paola Gnani - Scrivere poesie dopo Auschwitz. Paul Celan e Theodor W. Adorno - Ed. Giuntina - 2010 (pp. 179, 15) Un libro sulla vita travagliata (conclusasi con il suicidio a 50 anni, nel 1970) e sull’opera del poeta lirico ebreo-tedesco Paul Celan, vista sotto il segno del suo incontro-scontro con il filosofo Adorno che aveva scritto “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie” ma che, successivamente, riconobbe in lui “il più significativo rap­presentante della poesia ermetica della lirica tedesca contemporanea… compenetrata dalla vergogna dell’arte al cospetto del dolore che si sottrae sia all’esperienza sia alla sublimazione. Le poesie di Celan vogliono dire col si­lenzio l’estremo orrore. Il loro stesso contenuto di verità diventa un fatto negativo. Esse imitano una lingua al di sotto di quella impotente degli uomini anzi di ogni lingua organica, imitano la lingua morta della pietra e della stella”. (e)

Maurizio Del Maschio (a cura di) Coloro che ti benediranno io benedirò (Gen. 12, 3°). L’ebraismo vivente visto da Teresa Salzano - Ed. Granviale - 2009 (pp. 228) Scritti di vario genere (storico, teologico-religioso, sociologico) che illustrano il percorso culturale e le esperienze di vita di una donna cattolica (1993-2008) che ha impegnato buona parte della sua vita a conoscere l’ebraismo e a incoraggiare il dialogo interreligioso e l’amicizia ebraico-cristiana. (e)

Nedo Fiano - Belino-Auschwitz… Berlino- Ed. Monti - 2009 (pp. 208, 17) Una storia “non vera ma verosimile, una storia che sarebbe potuta succedere e che affonda le sue radici profonde nella verità”. Nedo Fiano, autore di una autobiografia e di vari racconti tutti ispirati dalla sua vita di sopravvissuto ad Auschwitz, testimonia, in questo, “una delle più macroscopiche e assurdamente ingiuste sofferenze di chi è sopravvissuto: il senso di colpa. Il timore di tradire il tragico destino condiviso da milioni di ebrei uccisi nei campi, di sfuggire all’Olo­cau­sto… quella anestesia affettiva che devasta chi la prova per averla provata…”. (e)

Anna Segre e Gloria Pavoncello - Judenrampe. Gli ultimi testimoni - Ed. Elliot - 2010 (pp. 219, 17,50) Il tempo passa, inesorabile, la Shoah si allontana nel ricordo: questo libro insegue gli ultimi testimoni, sopravvissuti ai campi di sterminio e, rammentando che Primo Levi scrisse “dopo Auschwitz… la poesia mi sembrò più idonea della prosa per esprimere quello che mi pesava dentro, cerca di racchiudere in poesie quello che dicono e quello che non dicono i testimoni”. Lettura da non perdere, facendosi molto coraggio. (e)

Autori vari - L’insegnamento di Auschwitz. Pensieri e linguaggi contro l’oblio - Ed. Silvio Zamorani - 2009 (pp. 140, 16) Il libro raccoglie gli interventi al convegno “Quel che resta di Auschwitz” organizzato, il 27.1.2009, in occasione del Giorno della memoria (istituito con Legge 20.7.2000 n. 11) dalla Comunità ebraica di Torino il cui presidente, Tullio Levi, ricorda che “la Shoah non è un evento di pertinenza esclusivamente ebraico: è una tragedia universale che riguarda tutti gli uomini, frutto di un contesto storico particolare ma non irripetibile che deve essere recepito in quanto tale con il carico di responsabilità che esso comporta affinché la sua percezione non venga distorta”. Al di là dei vari contributi che affrontano il problema della memoria della Shoah e il pro­blema di come evitare che le celebrazioni e la Giornata della memoria rischino di “… cristallizzare il concetto di sterminio e del rapporto sofferenza-vittimismo che diventa sempre più simbolico e lontano”, particolarmente utile a questo scopo sembrano i percorsi bibliografici individuati con riferimento ai vari aspetti della memoria e ai vari campi in cui esercitarla (storico, saggistico, narrativo, musicale, cinematografico) che occupano la parte finale dell’opera. (e)

Eric Salerno - Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste - Ed. Il Saggiatore - 2010 (pp. 258, 19) Segreti non più segreti delle azioni del servizio segreto israeliano in Italia nel dopoguerra. Resoconto giornalistico che si legge con curiosità come una storia di spionaggio. (e)

Ugo e Silvia Pacifici Noja - Il cacciatore di giusti. Storie di non ebrei che salvarono i figli d’Israele dalla Shoah - Ed. Effatà - 2010 (pp. 190, 13) Un commosso ricordo di “giusti”, non ebrei che salvarono ebrei dalla persecuzione nazi-fascista, rivissuto attraverso il racconto della vita e delle ricerche di Emanuele Pacifici, figlio del rabbino capo di Genova, Riccardo Pacifici, morto ad Auschwitz, narrato, con grande partecipazione emotiva, dagli autori, suoi intimi amici. (e)

Moni Ovadia con Gianni Di Santo - Il conto dell’ultima cena. Il cibo, lo spirito e l’umorismo ebraico - Ed. Einaudi - 2010 (pp. 134, 16) La cornice del libro è poco più che un pretesto per permettere a Moni Ovadia di riportare le sue storielle ebraiche attingendo al grande fondo della tradizione ebraica. Alcune più note, altre meno, con predilezione per quelle che attengono alla cucina e, in genere, al cibo. Dopo un’apologia per il vegetarianesimo e la vocazione vegetariana dell’ebraismo, non poteva mancare un ricettario di piatti e dolci della cucina e­braica. (e)

Chil Rajchman - Io sono l’ultimo ebreo. (Treblinka 1942/43) - Ed. Bompiani - 2010 (pp. 121, 15) Terribile resoconto, scritto in yiddisch, delle memorie di uno dei pochi sopravvissuti alla rivolta del campo di Treblinka nel 1943 (“la sua seconda nascita”). “La terribile bellezza e potenza di questo breve racconto risiedono nel flusso allucinato che narra quello che fu la vita a Treblinka senza che altre voci o eruditi riferimenti interferiscano “. Così, dice Elie Wiesel nella postfazione, “… a ogni pagina il lettore vorrebbe potersi fermare dicendo ‘è abbastanza’; andare oltre nella sofferenza, nella negazione della vita e nella morte è impossibile… ma continua perché il carnefice non si ferma. E poi si dice: se Rajchman ha la forza di parlare ancora, noi dobbiamo avere la forza di ascoltarlo… la sua testimonianza resterà un documento straziante e capitale nella ricerca della verità e nello spazio della memoria… Il lettore, qui e altrove, oggi e sempre, gliene sarà riconoscente”. (e)

Alessandra Chiappano - Luciana Nissim Momigliano: una vita - Ed. Giuntina - 2010 (pp. 295, 15) Una biografia completa e minuziosa della lunga vita dell’autrice di “Ricordi della casa dei morti”, scritto dopo il suo ritorno dal campo di Birkenau, che “…si concentra sulla ricostruzione analitica di quell’esperienza in tutta la sua durata” e che continuerà, poi, nella testimonianza resa fino alla morte, nel 1998 ma che si situa come momento centrale di formazione nella vita successiva, piena di esperienze di vario tipo della protagonista. (e)

Philippe Simonnot - Il mercato di Dio. La matrice economica di ebraismo, cristianesimo, islam - Ed. Fazi - 2010 (pp. 336, 18,50) Libro irriverente ma non blasfemo che guarda alla religione dal punto di vista dell’economista attraverso la storia e i processi di formazione dei tre grandi monoteismi, intenti, ognuno, a “costruire il proprio predominio, stringendo accordi di favore con il proprio dio”. La religione, dunque, posta sul mercato tra i “beni di credenza” la cui qualità si basa sulla fiducia che si ripone in chi li produce; anzi, beni di “credenza pura” per i quali l’asimmetria dell’informazione è, insieme, massima (perché il risultato della pratica religiosa e, in particolare, la salvezza eterna, non è verificabile) e bilaterale (perché il “cliente” non può verificare la qualità del prodotto fornitogli e il “produttore” non può apprezzare la sincerità del “cliente”). Tutta la prima parte è dedicata allo studio della matrice comune ai tre monoteismi, l’ “affare” concluso tra Dio e il popolo ebraico; la seconda e la terza parte riguardano, rispettivamente, il cristianesimo e l’Islam. Una vera manna per economisti (ed econometristi) che vedono affacciarsi una nuova scienza, la “economia della religione” ma un’opera insolita e interessante per tutti. (e)

Maurizio Valenzi - Ebrei italiani di fronte al razzismo - Ed. Cento Autori - 2010 (pp. 127, 10) Recupero di un breve pamphlet pubblicato nel 1938 da quegli che sarebbe diventato il sindaco di Napoli dal 1975 al 1983 e poi eurodeputato dal 1984 al 1989, il quale, con triste preveggenza, descrive il nascere del razzismo in Italia e ne individua con precisione le cause (l’opportunismo politico per rafforzare l’alleanza con Hitler; connotazioni socioeconomiche come valvola di sfogo del malcontento popolare dopo la crisi del 1929; aspetti psicologici per preparare gli italiani a una nuova guerra) lanciando “…un preoccupato e inascoltato grido d’allarme alla vigilia della mattanza”. Con una appendice cronologica e molte fotografie a illustrare la vita dell’autore. (e)

Erica Fischer - La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim. Jaguar/Berlino 1922 - Bergen Belsen 1945 - Ed. Beit - 2009 (pp. 207, 32) Biografia fotografica e documentaria della nipote del celebre scrittore Leon Feuchtwanger, scrittrice, poetessa e giornalista ebrea di grande talento sulla quale l’autrice ha scritto anche un racconto di carattere documentario (Aimée&Jaguar) da cui è stato tratto l’omonimo film di Max Farberbock del 1998. (e)

Exoticis Linguis. Libri ebraici e orientali della Biblioteca Palatina di Parma - Ed. MUP (Monte Università di Parma) - 2010 Uno degli aspetti meno diffusi e più originali del patrimonio artistico e culturale di Parma che permette la riscoperta di un prezioso ramo della traduzione libraria conservata nella raccolta palatina. Con bellissime illustrazioni di libri e manoscritti accompagnata, ciascuna, da un’esauriente scheda di presentazione. (e)

Alain Elkann - Nonna Carla - Ed. Bompiani 2010 (pp. 132, 14) A dieci anni dalla scomparsa, Nonna Carla “sobria, orgogliosa, ma anche sognatrice e timida”nel ricordo di un figlio che, quasi cedendo la scena alla generazione successiva, preferisce attribuirle il ruolo di nonna piuttosto che quello di madre, in un quadro famigliare complesso. Ampia e differenziata è la rete degli affetti attorno a quella piccola, coraggiosa donna. Un mémoir intimistico su una famiglia, ma anche, soprattutto su quell’insondabile mistero che resta per noi la morte. (s)

Igor Argamante - Gerico 1941 - Storie del ghetto e dintorni - Ed. Bollati Boringhieri 2010 (pp. 195, 11,50) Una condanna senza appello emerge dal racconto ironico e sarcastico dell’orrore andato in scena nella Lituania, occupata successivamente dagli opposti regimi ma con esiti sempre identici per gli ebrei colà residenti. Tutta la gamma delle situazioni e dei comportamenti viene affrontata da un narratore che non esita, non indietreggia, non si astiene quando è la Verità a dover essere narrata. (s)

Paolo Ciampi - Una famiglia -Ed. Giuntina 2010 (pp. 171, 15) Fotografie, lettere private e documenti del tempo di guerra hanno consentito alla sensibilità del biografo di immedesimarsi nelle situazioni e negli stati d’animo di chi quei terribili eventi ha vissuto: una normale famiglia ebraica italiana. (s)

Aharon Appelfeld - Un’intera vita - Ed. Guanda 2010 (pp. 252, 16) “Memoria ed immaginazione risiedono talvolta nello stesso luogo. La memoria attira verso il conosciuto. L’immaginazione salpa verso l’ignoto. La memoria ispira un senso di piacere e tranquillità. L’immaginazione mi scuote e finisce per deprimermi.” Tra autobiografia e romanzo si dipana dunque il racconto di questo solido autore che, da sempre, si è assunto il compito, quasi la missione, di conservare per ricordare. (s)

Cinzia Leone - Antisemitismo nella Vienna fin de siècle. La figura del sindaco Karl Lueger - Ed. Giuntina 2010 (pp. 166, 14) Un avventuriero della politica che seppe costruirsi uno straordinario successo personale facendo leva su di un antisemitismo rozzo, volgare, ma efficace perché sottilmente psicologico. Gli esiti di tale mentalità, di cui si impregnò anche Hitler,sono tristemente noti. Interessante lo scandaglio sulla diffusione del fe­nomeno a Vienna, così ricca di talenti ebraici in tutti i campi. (s)

Pierluigi Briganti - Il contributo militare degli ebrei italiani alla grande Guerra 1915-1918 - Ed. Silvio Zamorani 2009 (pp. 391, 36) Lodevole ricerca atta a consentire la consultazione degli elenchi (non del tutto completi e non sempre esatti). (s)

Assaf Gavron - La mia storia, la tua storia - Ed. Mondadori 2009 (pp. 347, 17,50) Al culmine della seconda Intifada due giovani vite si incrociano in un romanzo coraggioso, ambientato in un paese dove si è sempre chiamati a scegliere da che parte stare. L’autore, fin dalla scelta del titolo, rivela l’appartenenza a quella parte che vede nell’altro un fratello e nella pace l’unica soluzione. (s)

André Aciman - Ultima notte ad Alessandria - Ed. Guanda 2009 (pp. 336, 17) Un mémoir degli affetti, non privo di pungente ironia, per rievocare un mondo di esiliati storici che non hanno ancora perso il vizio di radicarsi nel paese in cui vivono, pur nella consapevolezza della precarietà del proprio stare. Il regime nazionalista nasseriano cacciò tutti gli europei e gli ebrei, tra cui la famiglia dell’autore che visse in Egitto fino ai quattordici anni. La narrazione, placida e vivace, delinea un grandioso affresco di quel microcosmo di ebrei alessandrini cosmopoliti, alle prese con grandi affari e piccoli commerci, tra frequentazioni altolocate e pettegolezzi da salotto e ghetto. (s)

Aaron Cohen e Douglas Century - Fratelli guerrieri - Ed. Longanesi 2008 (pp. 254, 16,60) Una società di security a cui ricorrono politici, attori e rockstar è stata fondata dall’autore protagonista di questa esperienza vissuta nelle forze speciali israeliane. Addestramento massacrante fisico e psicologico per creare combattenti (asociali e paranoici nella vita privata) in grado di affrontare le situazioni più disumane, infiltrandosi in territorio nemico come” una ciliegina velenosa” (Dudevan) tra quelle sane. (s)

Klaus Seybold - Poetica degli scritti narrativi nell’Antico Testamento - Ed. Paideia 2010 (pp. 303, 32,80) Questo secondo volume di poetologia si prefigge di indagare le strutture testuali e le forme stilistiche della narrazione biblica, evidenziandone tipologie e caratteristiche. Senza pretesa di completezza, ma procedendo per esempi in traduzione (volutamente letterale) si mira all’analisi del concetto di poetica per riconoscere “l’arte”, la com­po­nente letteraria di questo narrare. L’analisi narratologica non trascura tuttavia i contenuti teologici sia in riferi­men­to alla tradizione orale che alla codificazione scritta. (s)

Francesco Germinario - Costruire la razza nemica - La formazione dell’immaginario antisemita tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento - Ed. UTET 2010 (pp. 381, 18) Pur avendo per obiettivo Auschwitz e pur respingendo qualsiasi tentazione a considerare “irrazionale” il fenomeno dell’antisemitismo,si rasenta il rischio di teorizzare la “denazificazione” della Shoah. L’atteggiamento antisemita impronta di sé tutta la storia europea e si sviluppa in una congiuntura politico-culturale contrassegnata da liberalismo e socialismo. La Francia dunque con l’Affraire Dreyfus costituisce il terreno privilegiato per la prolificazione dell’“homo antisemiticus” e su di essa si sofferma parte di questo studio. Di grande interesse le pagine in cui, ponendoci nell’ottica antisemita, andremo a “spazzolare la storia in contropelo” (Walter Benjamin) ebraizzandola, attribuendo cioè, ancora e sem­pre, tutto il Male del mondo agli ebrei. (s)

Avraham Sutzkever - Acquario verde - Ed Giuntina 2010 (pp. 137, 14) Il ciclo di quindici componimenti autonomi in prosa, in bilico tra la dinamicità della narrazione e la staticità della descrizione,tratta di un viaggio agli inferi allo scopo di far rivivere i morti. Gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia ai pochi sopravvissuti sono narrati in forma poetico-simbolica dal poeta yiddish, più volte candidato al premio Nobel per la sua strenua difesa della cultura degli ebrei dell’Europa orientale. Prezioso saggio con testo yiddish traslitterato e traduzione italiana a fronte, curato da Marisa Ines Romano. (s)

Dambrosio, Angelillo - Poesie yiddish - Ed. Acquaviva 2009 (pp. 166, 13) Raccolta antologica di una trentina di poeti, tra cui anche tre donne. Preghiere, lacrime, disgrazie, angoscia, notte, sogni,gelo, schiavitù, morte... ma anche Gerusalemme, l’arcobaleno, il nido, la felicità... sono i temi sviluppati da artisti accomunati dall’esperienza raccapricciante della Shoah e… capaci di poesia. (s)

Antonella Tavassi La Greca - L’anno prossimo a Gerusalemme. Miriam, Veronica e Berenice - Ed. Fausto Lupetti 2009 (pp. 171, 15) Passato, presente e futuro si intersecano più volte in questo viaggio a Gerusalemme, città protagonista del romanzo, introdotto da una affettuosa testimonianza di Erri De Luca. (s)

Gualtiero Morpurgo - La busta gialla - Ed. Mursia 2009 (pp. 95, 9) “Storia di un violinista ebreo fortunato” potrebbe intitolarsi (parafrasando una nota autobiografia di Dan Segre) questa terza prova di un narratore divenuto familiare e gradito per la pacatezza del racconto e l’aderenza ai fatti. Con spostamenti di luogo e slittamenti temporali, la storia personale si dipana in parallelo con quella dell’Italia del Ventennio, soffermandosi in modo particolare sull’umiliazione subita per l’espulsione dal regio Esercito Italiano con “congedo forzato assoluto”. (s)

 

a cura di
Enrico Bosco
(e)
Silvana Momigliano Mustari
(s)

Con la collaborazione
della Libreria Claudiana