Memoria

 

Dietro alla storia

 di Marta Desideri

 

Riccardo Cavaglion si chiede come mai Isel e la sua famiglia fossero giunti al Gorrè. Dalle ricerche effettuate si può argomentare così: Felice Desideri, soldato sbandato, ha attraversato sicuramente il confine insieme agli ebrei provenienti da Saint Martin Vésubie e si può ipotizzare che abbia conosciuto la famiglia Gorges e abbia attraversato il confine insieme a loro fino ai Chiotti, frazione di Valloriate, Cuneo, dove ha conosciuto Angela Bruno ed è stato ospitato dalla famiglia di costei. La famiglia di Angela abitava in estate in una casa, il Ciabot in Cuslanza (tra i Chiotti e la La Martina di Rittana) e visto che il Ciabot era in quel momento libero, Felice potrebbe avervi indirizzato la famiglia Gorges per passarvi l’inverno. Angela ha incontrato la famiglia Gorges una volta sola, nell’autunno del 1943, e lo ricorda benissimo. Arrivando al Ciabot è risultato subito evidente che Felice non voleva che si raggiungesse il casolare per non far scoprire che vi aveva fatto nascondere delle persone. Angela ricorda che uscirono dalla porta d’ingresso un signore, una signora e una ragazza e dietro un ragazzo adolescente. La ragazza si staccò dal gruppo, chiamò Felice col nomignolo che si era dato per non farsi riconoscere - “Ciccio” - e corse ad abbracciarlo.

Felice, a sua volta, chiamò Isel, ricambiò il saluto e sembrava conoscere bene tutti.

Le descrizioni delle persone che ne fa Angela corrispondono con quelle dell’articolo e ricorda la presenza di un ragazzo. Si può supporre che si trattasse di Alfred, che era andato a trovarli, oppure era ospitato anche lui insieme al padre nel casolare. Una volta a casa, Angela raccontò tutto a suo padre, Tommaso Bruno, il quale disse che sapeva cosa volesse dire stare fuori casa tanto tempo e intimò il silenzio assoluto ai due ragazzi per la sicurezza degli sfollati e per la loro. Angela, nei suoi racconti, riferisce che Felice si allontanava spesso dall’abitazione dei Chiotti per fare commercio al baratto, portando uova e burro e comprando sale, scarpe e altro. Si può supporre che Felice si sia interessato della famiglia ebrea portando loro aiuto concreto sia durante il loro soggiorno al Ciabot, sia dopo. Per decenni la famiglia Desideri-Bruno si è interrogata sulle sorti della famiglia ebrea e, temendo che non si fosse salvata, hanno dato il nome Isella ad una figlia, quasi a perpetuare, almeno nel nome, il ricordo di quella ragazza.

Felice Desideri è morto nel 1971 a soli 49 anni.

Marta Desideri

   

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