Storia

 

Una vecchia cartolina

 di Lucetta Levi Momigliano

 

Le carte di Giuseppe Tedesco, consegnate, dopo la sua morte avvenuta il 18 ottobre 2010, all’Archivio B. e A. Terracini dalla moglie Laura Ravenna, certamente riveleranno molte interessanti sorprese legate alla personalità e alle esperienze di vita di uno degli ebrei torinesi più ricchi di umanità, di curiosità e di vivacità intellettuale, vissuti negli anni successivi alle drammatiche esperienze della shoà, e alla “rinascita” alla fine della II guerra mondiale.

La nostra prima attenzione è caduta su una cartolina, stampata nello storico studio del noto fotografo torinese Silvio Ottolenghi, dedicata “ai valorosi Ebrei Torinesi caduti in guerra per la grandezza d’Italia”, che riproduce una lapide inaugurata il 26 giugno 1921 nel “Sacro Tempio di Torino”. La cartolina è preziosa perché era stata fatta stampare in soli mille esemplari dal Comitato della “Beneficenza pro opere pie israelitiche di Torino”, rappresentato in questo caso dal “Cav. Angelo Federico Montel, Via Principe d’Acaja 53, Torino”. Una sollecita e attenta ricerca all’esterno e all’interno del Tempio grande non ha dato risultati positivi al tentativo di ritrovare intatto questo documento così importante per la storia dell’integrazione ottocentesca e dei primi decenni del Novecento degli ebrei torinesi all’interno di tutte la istituzioni del regno sabaudo. Ma la Miscellanea Fotografica dell’Archivio Terracini ha tenuto in serbo due testimonianze che ci hanno permesso di indagare ancora. In un ritaglio del giornale La Stampa, che descrive la visita del Principe di Piemonte al Tempio torinese il 23 ottobre 1931, si legge: “Due giovani camicie nere prestavano pure servizio d’onore ai lati della lapide murata nell’interno del tempio a memoria ed in omaggio degli ebrei torinesi caduti in guerra”. La lapide era quindi all’interno della Sinagoga, come peraltro una stampa fotografica, relativa a quell’avvenimento, mi ha permesso di constatare, murata sulla controfacciata del tempio, al piano terreno, a destra di chi entra e si rivolge verso l’Aron. Le fotografie della Sinagoga, dopo il bombardamento del 20 novembre 1942, non ne conservano invece più memoria. Ma la cartolina, a noi consegnata da Giuseppe Tedesco, ci ricorda l’appello del testo della lapide: “ACCOLGA IL SIGNORE IL SACRIFICIO DEGLI EBREI TORINESI CHE CON SICURA COSCIENZA DEL DOVERE COMBATTERONO E CADDERO PER L’UNITÀ E LA GRANDEZZA D’ITALIA E PER L’AVVENTO DELLA GIUSTIZIA NEL MONDO”. Ancora una volta un documento prezioso ci fa ritornare, con la memoria, alle significative testimonianze di quegli ebrei che, dopo il 1848, non solo diedero il loro importante contributo di operosità, intelligenza, creatività nella costruzione dell’Unità d’Italia, ma si sentirono così profondamente italiani da sacrificare la loro vita nella terribile guerra del 1915-1918.

Lucetta Levi Momigliano

   

Share |