Libri

 

Rassegna

 

Joseph Kertes - Gratitudine - Ed. Elliott 2011 (pp. 537, 19,50) Non inganni la quasi omonimia: non abbiamo tra le mani un’opera del Nobel ungherese 2002, quell’IMRE KERTES capace di riconoscere la “felicità della mera sopravvivenza” ad Auschwitz. Questo ponderoso romanzo, ambientato nell’Ungheria delle Croci Frecciate, affronta, con mano persino troppo lieve, la situazione in cui, il Giusto tra le Nazioni, Raoul Wallemberg, seppe mettere in atto una delle reti di salvataggio di ebrei, tra le più clamorose ed efficaci. (s)

Fred Wander - Hotel Baalbek - Ed. Einaudi 2011 (pp. 223, 14) Uno straordinario caravanserraglio di esuli, profughi, fuggiaschi, sbandati, smarriti esseri umani confluiti in un hotel di terz’or­dine di una Marsiglia stravolta dalla fiumana in fuga e dai loschi traffici di sempre. Tra il reportage e il romanzo, quest’opera è destinata ad aggiungere un’altra tessera al mosaico, incompleto e incompletabile, di ciò che avvenne in Europa attorno alla metà del XX secolo. (s)

Yeshayahu Leibowitz - Le feste ebraiche - Ed. Jaca Book 2010 (pp. 195, 24) Trascrizioni delle conversazioni tenute per sette anni alla radio israeliana, pubblicate nel 2003 ed ora tradotte in italiano. Maestro di eccelsa levatura, riverito e criticato per certe sue prese di posizione sullo Stato d’Israele, di cui, peraltro, si è proclamato orgogliosamente cittadino, Leibowitz offre, ora ad un più vasto pubblico, approfondimenti di grande interesse sull’essenza dell’ebraismo. (s)

José Manuel Fajardo - Il mio nome è Jamaica - Ed. Guanda 2011 (pp. 311, 18) Una alterazione della personalità, dovuta alla “sindrome di Gerusalemme” aggravata dal “delirio mistico” scatenatosi a Safed, producono una irrefrenabile pulsione a realizzare la “giustizia nel mondo”(tiqqun olam) che fa agire il protagonista in scenari diversi per tempi, luoghi ed eventi. Un percorso individuale attraverso cui si rivivono le vicende del popolo ebraico (ma anche molto altro) a partire dalla conquista dell’America meridionale da parte di Spagnoli e Portoghesi. (s)

Gioele Dix - Si vede che era destino - Ed. Mondadori 2010 (pp. 318, 17,50) Terza prova narrativa del caustico autore e comico milanese che, tra il 15 agosto e il 16 settembre di un’estate qualunque, tenta di realizzare l’insano proposito della messa in scena dell’apoteosi dell’ ego mascolino… (s)

Ludmilla Helga Siersch - Addio Vienna - Ed. Fazi 2011 (pp. 219, 17,50) Racconto autobiografico di una romana d’adozione, scritto “senza moralismi né aggiunte” per riandare, con stile asciutto e quasi distaccato, a vicissitudini comuni a tanti perseguitati, ma peculiari e dolorosissime per l’abbandono da parte della madre e il carcere minorile. Mario Monicelli, insieme ad altri intellettuali operanti a Cinecittà, rappresentano la famiglia che l’ha accolta, apprezzandone le doti umane e artistiche. (s)

Uwe Israel, Robert Jutte, Reinhold C. Micaella (a cura di) -“Interstizi”. Culture ebraico-cristiane a Venezia e nei suoi domini dal Medioevo all’età moderna - Ed. di storia e letteratura. Centro tedesco di studi veneziani - 2010 (pp. 600, 74) Il volume contiene gli Atti del convegno tenutosi nel settembre 2007 presso il Centro tedesco di studi veneziani e il Dipartimento di studi storici dell’Università di Ca’Foscari, volti a porre l’attenzione soprattutto sul problema della costruzione dell’identità sia dei gruppi emarginati sia della società maggioritaria. I saggi, buona parte dei quali in tedesco o inglese, spaziano tra economia e società, religione, cultura e scienze. Adatto soprattutto per studiosi della materia (e)

Thomas Geve - Qui non ci sono bambini. Un’infanzia ad Auschwitz - Ed. Einaudi - 2011 (pp. 180, 24) 79 disegni eseguiti e colorati da un ragazzo ebreo di 15 anni, nel 1945, dopo la liberazione dal campo di concentramento per ricordare i vari aspetti della vita nel campo, visti dagli occhi di un bam­bino, ora raccolti e conservati nel museo Yad Vashem. L’autore vi ha aggiunto qualche riga di commento ma i disegni, da soli, costituiscono una esplicita testimonianza (e)

F. Abbate, E. Affinati, M. Rossi-Doria, G.Goretti, E. Mo, E. Stancanelli, E. Trevi (a cura di Lia Tagliacozzo e Sira Fatucci); fotografie di Luigi Baldelli - Parole chiare. Luoghi della memoria in Italia 1938 - 2010 - Ed. Giuntina - 2010 (pp. 154, 16) Sette tragici luoghi della memoria oggi trasformati o abbandonati (San Domino delle Tremiti, Foggia; Agnone, Isernia; Ferramonti, Cosenza; Fossoli, Modena; Meina, Novara; Via Tasso e le Fosse Ardeatine, Roma; la risiera di San Sabba, Trieste) ritratte nel loro stato attuale nelle fotografie di uno dei più significativi fotoreporter italiani e raccontati da sette scrittori in altrettanti reportage letterari (e)

Leon De Winter - Il diritto di ritorno - Ed. Marcos y Marcos - 2011 (pp. 447, 18) Sullo sfondo del conflitto tra ebrei e mussulmani, israeliani e palestinesi, un corposo romanzo che assume i contorni del “giallo” ed è scritto già come la sceneggiatura del film che quasi certamente ne verrà tratto data “l’anima cinematografara” dell’autore che è anche produttore (e)

Franca Tagliacozzo - Gli ebrei romani raccontano la propria Shoah. Testimonianze e memorie raccolte e organizzate a cura di Raffaella Di Castro - Ed. Giuntina - 2010 (pp. 324, 20) Precedute da un excursus storico sulla vita della comunità ebraica romana dalle origini (II, I secolo a.e.v.) fino al fascismo e alle leggi razziali del 1938, nel libro sono narrate le vicende vissute nel periodo della persecuzione fascista e nazista sulla base delle testimonianze autobiografiche degli ebrei romani sopravvissuti alla Shoah, raccolte nel corso dell’esecuzione del progetto per la distribuzione del Fondo svizzero per vittime della Shoah in stato di bisogno tra il 1999 e il 2001. Si tratta, per lo più, di appunti presi dai collaboratori nel corso delle interviste (1163 questionari). Testimonianze brevi, scarne e ripetitive che assumono, quindi, un valore rappresentativo diverso dagli apporti autobiografici e memorialistici dello stesso periodo trattandosi, per la maggior parte, di persone di origine modesta quanto a estrazione economica, sociale e culturale, talora ai limiti della sopravvivenza, che, spontaneamente, non avrebbero voluto o saputo raccontare quel che avevano subito (e)

Daniele Melozzi, Andrea Mariuzzo (a cura di) - A settant’anni dalle leggi razziali. Profili culturali, giuridici, istituzionali dell’antisemitismo - Ed. Carocci - 2010 (pp. 377, 35) Il volume raccoglie gli atti di una serie di convegni tenuti nelle Università toscane nel 2008, in occasione del settantesimo anno dall’introduzione delle leggi razziali. Precedute da una introduzione dello storico Enzo Collotti, le tre parti in cui è diviso il libro riguardano: le ideologie e le mentalità dell’antisemitismo; le leggi razziali italiane e la loro applicazione; la persecuzione ebraica nelle istituzioni culturali. Esse, peraltro, sono centrate, essenzialmente, su tre aspetti fondamentali: se le leggi razziali abbiano costituito una improv­visa discontinuità nella politica del fascismo o siano state il frutto di una lunga tradizione antisemitica e razzista; quale fu veramente la ricezione della legislazione antiebraica nella popolazione italiana; il successivo processo di rimozione e di autoassoluzione di ampi settori culturali e sociali (e)

Shmerke Kaczerinski - La notte è il nostro giorno. Diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna - Ed. Giuntina - 2011 (pp. 315, 20) Uno scrittore, un poeta: tale era l’autore di questo diario partigiano, originario di Vilna in Lituania, morto in un incidente aereo nel 1954 e sepolto a Buenos Aires. Una narrazione concitata ma lucida, come un romanzo di avventure che, però, descrive una guerra vera e pene autentiche (e)

Donald Bloxham - Lo sterminio degli ebrei. Un genocidio - Ed. Einaudi - 2010 (pp. 378, 28) La vastità e la complessità dell’argomento che l’autore si è scelto - inserire la Shoah in un più ampio sguardo sul genocidio in generale comparandola, pur mantenendone la assoluta singolarità, con altri esempi di genocidio e fondendo in un tutto unico “l’analisi delle dinamiche interne della soluzione finale, la considerazione di altre politiche razziali naziste e il più ampio contesto degli altri genocidi” - ha finito per far perdere un po’ il filo del ragionamento a lui stesso e, di conseguenza, anche al lettore. Né giova a farglielo ritrovare l’ordine delle ampie partizioni del volume: la prima stabilisce il contesto internazionale spaziando nel tempo a partire dalla Rivoluzione francese; la seconda discute il contesto della politica demografica tedesca nel suo complesso; la terza cerca di far luce sulla partecipazione al genocidio nazista usando il metodo comparativo; la quarta si propone di situare la Shoah nel passato umano; una quinta comprende una serie di tracce documentarie selezionate dal vasto archivio di fonti sullo sterminio. Comunque, il libro contiene una quantità notevole di notizie (e)

Laura Brazzo, Michele Sarfatti (a cura di) - Gli ebrei in Albania sotto il fascismo. Una storia da ricostruire - Ed. Giuntina - 2010 (pp. 198, 15) I saggi raccolti nel volume derivano dagli interventi al Convegno organizzato nel 2010 a Bari ad opera della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) sulla storia degli ebrei in Albania e sull’atteggiamento nei loro confronti delle autorità fasciste, italiane e albanesi. Dopo una introduzione di carattere generale sulla presenza degli ebrei nei Balcani e in Albania fra la fine dell’800 e la vigilia della seconda guerra mondiale, gli altri contributi sono più specifici o mirati alla ricerca d’archivio sui documenti che hanno permesso (e permetteranno) di fare miglior luce su un filone di studi finora trascurato dagli storici (e)

Gabriele Levy - Chissà cosa pensano i cammelli (pubblicato dall’autore) - 2011 (pp. 130, 18) Una scrittura naive e scanzonata per il diario di un’alyà, della vita in Kibbutz, del servizio militare in Israele, della guerra in Libano, del desiderio di pace e altro ancora, tutto, peraltro, di grande interesse (e)

Robert Gennazzano - 13 milioni. Prognosi riservata della comunità ebraica - Ed. Gaffi - 2011 (pp. 141, 9) Un pamphlet di un autore italiano che vuole rimanere anonimo in quanto “era un tempo consuetudine ebraica, di fronte a problemi gravi e urgenti, non proclamare la propria individualità, non gridare “io” davanti alla Sinagoga. A parlare dovrà essere, semplicemente, “qualcuno del popolo”: come tanti, come tutti”. Al di la della Shoah, l’autore volge lo sguardo al futuro e vede, con preoccupazione, il rischio della possibile estinzione delle comunità ebraiche della diaspora tenuto conto, oltre che dei rigurgiti di antisemitismo, del problema demografico e delle difficoltà opposte alle conversioni: tutti fattori che ne minano alla base la consistenza numerica cui è legata l’identità vera e profonda di una collettività (e)

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Mustari (s)
Con la collaborazione
della Libreria Claudiana

    

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