Prima pagina

I fili di Primo

 

Nel 1953 Primo Levi assunse il ruolo di direttore tecnico della SIVA di Settimo Torinese: “Sono approdato all’industria delle vernici per puro caso. Mi sono occupato piuttosto poco di vernici propriamente dette: la nostra fabbrica fin dai primi anni si è specializzata nella produzione di smalti isolanti per conduttori elettrici di rame. Di filo smaltato sono fatti gli animali che hai visto nel mio studio”. (Da: Intervista di Philip Roth a Primo Levi;Primo Levi,conversazioni e interviste, a cura di M. Belpoliti, Einaudi Torino, 1997)

Nei primi anni di produzione degli smalti speciali per fili elettrici, la qualità dei prodotti era controllata in laboratorio anche piegando in varie forme i fili verniciati prima di sottoporli a diverse prove tecniche. Forse anche di qui era nata l’idea di utilizzare i campioni, gli scarti di lavorazione e gli avanzi non utilizzabili dei fili per costruire, nel tempo libero, sculture, soprattutto di animali, da tenere in casa o regalare a parenti ed amici.

Con le fotografie che corredano le pagine di questo numero (realizzate per la maggior parte da Renzo Levi) di queste sculture vogliamo proporre ai lettori un saggio di questa attività inusuale e forse poco nota di Primo Levi, in questo numero di Ha Keillah dedicato in gran parte a lui a venticinque anni dalla scomparsa. Lo ricordiamo attraverso le voci di chi lo ha conosciuto, ha lavorato con lui, lo ha studiato, di chi si occupa di approfondire e divulgare la sua opera nel Centro Internazionale a lui dedicato; lo ricordiamo anche con la sua stessa voce, attraverso un’intervista inedita realizzata negli anni ’70 da un giovane poi prematuramente scomparso. Inoltre, in un dialogo ideale con l’attività lavorativa esercitata per decenni da Primo Levi, così centrale nella sua opera, abbiamo deciso di dedicare la rubrica Storie di ebrei torinesi a due chimici.

Share |