Prima pagina

 

Un mondo incomprensibile

di Aldo Zargani

 

Ha Keillah dedica da anni le sue pagine soprattutto alla ragione. A quella ragione universale che, congiunta ai valori della nostra cultura, ai valori di chi persevera nell’osservanza, ai ricordi di coloro che sono abbastanza vecchi per aver visto il peggio, si è trasformata in quel sentimento che ognuno di noi porta dentro di sé: essere contenti dell’essere ebrei. Guai all’esserne orgogliosi, tutti lo sappiamo, perché l’orgoglio ottenebra la mente.

Ma adesso sembra verificarsi un fenomeno pauroso: il tramonto della ragione. E purtroppo anche nelle nostre Comunità. Pauroso perché contro l’irragionevolezza nulla può la forza dell’intelletto. Come può agire questo nobile strumento con chi premeditatamente lo rifiuta? O lo ignora del tutto? Ed è così che il nostro modo di pensare si trasforma nelle inani ripetute proteste che denunciano solo la nostra impotenza.

Ho il cuore spezzato perché non riesco più a sopravvivere in un mondo incomprensibile nel quale, a Roma, l’unirsi alle condoglianze per l’eccidio di Tolosa di un innocente sionista di sinistra come Giorgio Gomel viene svillaneggiato perfino dentro il Tempio. E chi come lui ha dedicato la sua intera vita all’ebraismo viene seguito e insultato per via, mentre coloro che dovrebbero intervenire con subitanea severità attendono quieti che l’affare si smorzi… “Passata Pesach magari ci penseremo…” Sono state sufficienti generiche affermazioni di rifiuto di ogni violenza?

E intanto, a Torino, in un’altra nostra Sinagoga, vengono citate le ipocrite condoglianze di un Borghezio. Al di là di ogni confronto fra i due fatti, mi sembra che sia giunto il momento per tutti noi di una riflessione su come intendere la difficile realtà nella quale viviamo e tornare a una vita comunitaria che, invece di essere teatro di risse, migliori come dovrebbe la nostra facoltà di conoscenza.

Aldo Zargani