Storia

 

Aktion t 4
Eugenetica, medicina specialistica
e infanzia nella Germania di Hitler

di Bianca Bassi

 

Due persone molto differenti fra loro mi hanno di recenti introdotto a questo difficile argomento. La prima è la professoressa Anne Beaumanoir, insigne neurologa ed epilettologa, già responsabile della struttura di Neurofisiologia presso l’Ospedale Universitario di Ginevra e Giusta fra le nazioni. Poco più che ventenne, negli anni 1944-45, tenne nascosti nella casa dei suoi genitori Jean e Marthe Beaumanoir, in Francia, i fratelli Daniel e Simone Lisopravski, salvandoli dallo sterminio nazista. Dopo la guerra, ha proseguito il suo impegno per la difesa dell’umanità e dei suoi diritti, combattendo duramente per l’affrancamento del popolo algerino dalla Francia. Anne, anche in nome dei suoi genitori, ha ricevuto dallo Stato d’Israele nel 1996 il riconoscimento di Giusto fra le Nazioni. Ora che si è ritirata dalla professione, prosegue le sue approfondite ricerche sul ruolo fondamentale dato dalla classe medica in Germania, in particolare dai neuropsichiatri e dai pediatri, all’applicazione pratica delle teorie e della legislazione sull’ eugenetica, negli anni tra il 1933 e il 1945. La Beaumanoir si è documentata su tali crimini, commessi nel periodo del nazismo in Germania, tramite testi francesi e fonti documentarie tedesche che ha consultato in biblioteche a Berlino. A gennaio, nella sua lezione magistrale presso l’Ospedale Infantile di Torino, si è soffermata sulle vite di tanti pediatri, neurologi, psichiatri, alcuni divenuti poi famosi anche grazie ai loro nefandi esperimenti su bambini e giovani; ha così dato vita al ricordo di tanti bambini torturati e uccisi dal gruppo di medici attivi negli ani 1933-42 nel programma EU-Aktion T4.

Un’altra persona che in Italia ha studiato e divulgato tali ostiche tematiche è Marco Paolini, attore e drammaturgo che, con grande sapienza e vigore, ha messo in scena nel 2011, presso l’ex-ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano, la rappresentazione teatrale Ausmerzen (Abbattere): Vite indegne di essere vissute, riproposto quest’anno da La 7 in occasione della giornata della memoria. T 4, Tiergartenstrasse 4 è l’indirizzo della villa di Berlino sequestrata ad una famiglia ebraica allo scopo di collocarvi il quartier generale del programma di eutanasia ed eugenetica rivolto in particolare ai piccoli di famiglie ebraiche ed in generale ai malati giudicati “inguaribili”, nell’ambito del folle e criminale disegno hitleriano di riscrittura genetica dell’umanità. Qui si perpetuò negli anni 1933-1941 il massacro di giovani “vite di nessun valore” (Lebenunwertes Leben), tutta la città essendone al corrente.

All’inizio del XX secolo in molte nazioni - tra le quali spiccavano Stati Uniti, Germania e Regno Unito - si discuteva di eugenetica, una disciplina strettamente correlata al darwinismo sociale, volta a migliorare la specie umana attraverso la selezione dei caratteri genetici ritenuti positivi (eugenetica positiva) e l’eliminazione di quelli negativi (eugenetica negativa). Il darwinismo sociale, inteso come la lotta per la sopravvivenza e il prevalere degli individui più adatti, divenne ben presto una componente essenziale delle teorie razziali, in stretta connessione con il problema della eugenetica. La scansione storica della teorizzazione e della legislazione sull’eugenetica appartiene alla seconda metà dell’ ottocento ed è legata a diversi autori quali Gordon Lincecum, biologo e medico texano, Joseph Arthur De Gobineau, francese, Shemann in Francia e poi in Germania, Alfred Jost, tedesco; nel 1900 Houston Stewart Chamberlain, scrittore e filosofo britannico naturalizzato tedesco, ispirò successivamente l’ideologia del Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. In Germania negli Anni ’20 Alfred Hoche e Karl Binding teorizzarono la questione della “vita indegna di essere vissuta”; nel 1925 Hitler scrive in prigione il Mein Kampf in cui afferma che “tutte le grandi civiltà dell’antichità sono decadute perché la razza originaria è morta per la contaminazione del suo sangue”: lo sfondo successivo è quello della crisi economica del 1929 in USA e in Europa. La questione economica dopo la crisi del ’29 che si ripercosse dall’America in Europa e lo stato di necessità dettato dall’entrata in guerra, ponevano esigenze sempre più forti: i criteri dell’eliminazione degli individui inquinanti la pura razza ariana sembravano più improntati ad una logica economica che scientifica. Il denaro risparmiato poteva essere speso con più profitto per il progresso del popolo tedesco “sano e puro” e le “esistenze zavorra” dovevano essere distrutte per direzionare le spese statali verso altri fini più meritevoli. Che cosa accadeva nel frattempo in USA e in altri Stati europei? Nel 1909 le prime raccomandazioni eugenetiche sono adottate in USA, California. Circa 60.000 americani furono sterilizzati. Nel 1932 ha luogo a New York il 3° Congresso internazionale di Eugenetica presso il Museo di storia naturale. L’inglese sir Bernard Mallet, presidente della British Eugenics Society tenne una relazione su: “Riduzione della fecondità dei socialmente inadeguati”. Si trattava, dei “pazzi, epilettici, poveri, criminali specie se recidivi, non-impiegabili, barboni abituali, alcolizzati, prostitute” di cui occorreva “limitare la fertilità” attraverso “la sterilizzazione volontaria”. Nel 1935 ventisei Stati degli USA approvano la legge che stabilisce la sterilizzazione forzata di persone “socialmente indesiderabili”. Famosi scienziati americani come William Lennox e Foster Kennedy si dichiararono a favore dell’eutanasia per i bambini con ritardo mentale. Nel 1939 viene chiuso l’Eugenetics Record Office in USA. Anche in Svezia e Svizzera tra il 1934-1976 vigevano e venivano applicate leggi sulla sterilizzazione; in Svizzera attraverso il programma “Enfants de la grand-route” nell’arco di quasi mezzo secolo, oltre seicento bambini jenisches furono sottratti a forza alle loro famiglie, allo scopo di eradicare il nomadismo.

Quanto alla Germania, dopo la fine della Repubblica di Weimar, nel 1933, con la salita al potere del partito nazista, venne promulgata la “Legge per la prevenzione della prole geneticamente malata”. Per mantenere la purezza della razza ariana vengono sterilizzati: 200.000 insufficienti mentali o poveri di spirito, 80.000 schizofrenici e maniaco-depressivi, 60.000 epilettici, 600 affetti da Corea di Huntington, 4.000 affetti da cecità ereditaria, 16.000 affetti da sordità ereditaria, 20.000 affetti da malformazioni corporee gravi, 10.000 alcoolisti cronici. Il progetto preliminare si incrementò passando da 410.600 a 500-600.000 a seconda delle fonti. Nel 1935 si passa ad un livello “superiore”. Mediante le Leggi di Norinberga si dà il via all’ eutanasia dei neonati malformati e dei bambini di età inferiore ai tre anni riconosciuti affetti da malattie neurologiche non guaribili. Nel 1936 questa legge si applica a tutti i bambini di età inferiore ai 16 anni, quelli che oggi definiremmo “casi sociali”. Dal 1938 solo dottori “ariani poterono curare i tedeschi “ariani”. La cura dei pazienti ebrei era, di fatto, già impedita dalle precedenti leggi che escludevano i medici ebrei dalla professione. La Direzione Sanitaria del Reich guidata dal medico svizzero Leonardo Conti si mise in moto per eliminare i bambini giudicati fisicamente o psichicamente disabili. Venne creata la Commissione per le malattie genetiche ed ereditarie che disponeva di una rete di 500 medici sparsi in tutta la Germania e l’Austria e organizzati in quei “consultori della morte” che erano i “Centri di consulenza per la protezione del patrimonio genetico e della razza”. Nel 1938 Hitler prese a pretesto il caso del neonato di una famiglia di nome Knauer per attivare il progettato programma di eutanasia. Questi fu il primo bambino affetto da gravi malformazioni che ricevette l’autorizzazione personale di Hitler ad essere ucciso su richiesta dei genitori. Successivamente circa 5000 bambini furono uccisi con questo programma. Poi si passò agli adulti disabili.

Tra i medici che presero parte attiva alla realizzazione del progetto 12 furono grandi nomi della neuropsichiatria tedesca dell’epoca, veri scienziati che si servirono del materiale umano e anatomico ricavato per costruire la loro fulgida carriera scientifica e che rimangono nella storia della medicina per aver dato il loro nome ad importanti scoperte o a nuove malattie e spesso salirono in cattedra prima o dopo la guerra. Karl Brandt, medico personale di Hitler e iniziatore del programma; Hermann Pfanmuller, medico e fervente nazista; Helman Hunger medico nazista che produsse anche un ottimo film di propaganda sulle “uccisioni pietose”; Viktor Brack; Leonardo Conti, medico e politico svizzero naturalizzato tedesco, generale delle SS, Segretario di Stato alla Sanità presso il Ministero degli Interni e capo del programma di eugenetica nazista; Artur Ploezt, antropologo e genetista; Emil Kraepelin, professore di clinica psichiatrica all’università di Monaco, prese l’ebreo come paradigma della degenerazione neurologica e psichiatrica; Alois Altzheimer, medico nella clinica di Kraepelin, insigne ricercatore di patologia cerebrale ed istopatologia, libero docente a Monaco, professore ordinario di psichiatria presso la Clinica Psichiatrica e Neurologica dell’Università di Breslavia (oggi in Polonia); Eugen Fischer, medico, antropologo, uno degli artefici della soluzione finale del popolo ebraico e degli esperimenti sulle persone detenute nei campi di concentramento nazisti del Terzo Reich; Heinrich Gross, codirettore dell’istituto pediatria di Vienna, lo Spiegelgrund, dove si svolse il programma di eutanasia nazista sui bambini; Friedrich Mauz psichiatra; Hallervorden e Spatz, due medici che diedero il nome ad una a malattia neurodegenerativa sino ad allora sconosciuta, quella da cui era affetto il cervello delle le due sorelline Martha e Alma.

Anne Beaumanoir come Marco Paolini, pur di generazioni differenti e con modalità comunicative diverse, vogliono entrambi consegnarci il messaggio di vigilare sempre, non solo sugli altri ma soprattutto su noi stessi, nella nostra pratica quotidiana, pensando che non siamo immuni dal poter essere coinvolti in vie perverse di pensiero e azione, e che la sorveglianza e la lotta passano anche attraverso piccole-grandi azioni quotidiane atte ad ostacolare e segnalare il male, fornire aiuto e sostenere chi si trova in difficoltà.

Bianca Bassi

   

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