Storia

 

Premio in memoria di Guido Fubini

 

Il Comitato scientifico, costituito Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, Gastone Cottino, Guido Neppi Modona, Gustavo Zagrebelski, ha esaminato tredici tesi di dottorato pervenute in conformità con i requisiti richiesti dal bando di concorso; dopo aver espresso soddisfazione per il buon livello dei lavori pervenuti ha assegnato il premio al lavoro di Stefano Gagliano.

Un premio speciale fuori concorso a cura della Famiglia Fubini è stato assegnato alla tesi di Pierina Ferrara, che non era stato possibile ammettere in quanto non conforme ai requisiti cronologici di stesura fissati dal Bando di concorso.

La cerimonia di premiazione che si è svolta il 26 marzo, a circa due anni dalla scomparsa di Guido Fubini, ha visto un’ottima partecipazione di pubblico e gli interventi di Franco Segre, Presidente del Gruppo di studi Ebraici e Marco Brunazzi, Vice-Presidente dell’Istituto Gaetano Salvemini.

Le opere premiate (qui sotto pubblichiamo una sintesi del contenuto tratta dalle motivazioni del Comitato Scientifico) si possono consultare presso l’Istituto Salvemini.

Poiché durante la cerimonia è stato esposto il contenuto dell’opera di Gagliano, mentre è mancato il tempo per quello della Ferrara, le abbiamo chiesto di scriverci una sintesi più ampia, che pubblichiamo nella pagina seguente.

 


 

Stefano Gagliano, Egualmente liberi? Libertà religiosa e Chiese Evangeliche in Italia (1943-1955), Scuola Normale Superiore - Pisa, a.a. 2010-2011, Relatore Prof. Daniele Melozzi

Il periodo considerato, con i necessari riferimenti alla fase anteriore - cioè a quella che inizia nel 1929 con il Concordato con la Chiesa cattolica e la Legge sui culti ammessi - è quello decisivo, dall’entrata in vigore della Costituzione, con la proclamazione nell’art. 8 della “eguale libertà” di tutti i culti, fino all’entrata in funzione della Corte costituzionale che, a poco a poco, ha “scongelato” quel principio costituzionale. Il punto di vista è quello della condizione di diritto e di fatto delle confessioni diverse da quella cattolica, in un lasso di tempo in cui il predominio confessionale cattolico restava comunque la pregiudiziale con la quale anche il dato costituzionale doveva fare i conti. Una particolare attenzione è assegnata alla posizione delle Chiese evangeliche e valdese soprattutto, e alla storia interna a tali confessioni, a proposito delle discussioni circa l’auto-considerazione della propria natura quali ordinamenti originari di origine divina, parallela alla definizione che la Chiesa cattolica dà di sé di sé e che la Costituzione, soprattutto in esito all’elaborazione da parte di Giuseppe Dossetti, nell’art. 7, ha recepito. La storia di quelle vicende è esaminata collocandole nel tempo, il tempo dell’anticomunismo nazionale e internazionale, che necessitava la mobilitazione di tutte le forze disponibili in una battaglia “di civiltà”. La Chiesa cattolica era un naturale e importante alleato per la tenuta del fronte interno, cioè di una società cattolica compatta, mentre nelle Chiese evangeliche si vedeva il pericolo della disgregazione, tanto più che i Valdesi erano accusati di fiancheggiamento del comunismo. La questione della libertà religiosa in Italia risulta così molto opportunamente inserita nella grande politica europea e mondiale, come del resto, nel corso dei secoli, la storia dei Valdesi è sempre stata.

 


 

Pierina Ferrara, Cattolici ed ebrei nelle carte degli archivi romani: territorialità e identità sociale nella Roma di antico regime, Università degli studi di Roma Tor Vergata, a.a. 2006-2007, Relatore Prof. Roberta Morelli

Per l’oggetto trattato, questo lavoro si differenzia notevolmente dagli altri. Qui, si tratta della determinazione del rapporto tra localizzazione e identità di comunità umane, nella Roma del XVIII secolo. Potremmo dire: un lavoro di geografia umana, concentrato su una esperienza concreta. Studio sulla vita, non sulle idee. La prima parte è un trattatello sulle fonti documentarie, in particolare archivistiche, da cui attingere dati, anch’essi frutto di particolari congiunture ed esigenze storiche. La seconda parte è un’impressionante descrizione della decadenza demografica, economica, politica, culturale e sociale della città - fatta per un terzo da preti, un terzo di gente che lavorava poco e un altro terzo di gente che non lavorava affatto - in un tempo in cui le grandi capitali europee, sotto l’impulso del pensiero razionalista e la forza dei sovrani illuminati, si ristrutturavano e si modernizzavano secondo idee sociali e urbanistiche nuove. Tutto questo, pur restando Roma una città inimitabile, per la concentrazione di storia e arte dispiegate nei secoli, un “Gesamtkunstwerk”. L’esame procede attraverso indagini sulla struttura urbanistica e sulla composizione della popolazione per età, sesso, professione, parrocchia per parrocchia; si sviluppa con lo studio della morfologia del ghetto nel Rione Sant’Angelo e delle sue strutture sociali e di auto-governo; tocca la discussione circa il rapporto norme-prassi, nella vita degli ebrei “ghettizzati”, per quanto riguarda i rapporti con il mondo cattolico circostante e l’amministrazione papalina. Si conclude “lungo i percorsi della conversione: i neofiti”. Si tratta d’un lavoro di straordinaria accuratezza, che utilizza una documentazione amplissima e si esprime in modo semplice, convincente, accattivante in un terreno d’indagine difficile, che richiede capacità di muoversi tra discipline diverse, archivistiche, urbanistiche, sociologiche, storiche. Con la modestia che si addice allo studioso, l’A. dichiara trattarsi di uno studio relativamente nuovo, di un primo passo, ma - e questo lo può aggiungere il lettore interessato - di un passo ben compiuto.

   

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