Libri

 

 

Rassegna

 

Moseh Zacuto - a cura di Michela Andreatta - L’Inferno allestito. Poema di un rabbino del Seicento sull’oltretomba dei malvagi - Ed. Bompiani, 2016 (pp. 221, € 20) Testo ebraico vocalizzato a fronte per una perfetta fruizione di quest’opera singolare, strutturalmente affine all’Inferno dantesco, in un connubio stilistico e contenutistico tra ebraismo e cristianesimo, tra cabbalà e umanesimo. Poema in versi destinato alla lettura individuale o forse anche a quella pubblica e alla rappresentazione teatrale. Parafrasando nel titolo il Shulhan Aruk (Mensa apparecchiata), questo Tofeth Aruk presenta lo scenario che attende le anime dei peccatori e il racconto di un morto risvegliatosi dalla Ghehenna viene integrato dalla requisitoria di un demone: severo monito agli umani affinché non cedano alle debolezze del peccato. Metaforico viaggio nelle bolge a fini didascalici e religiosi, con l’invito ad ammettere le proprie colpe nell’accettazione della punizione quale manifestazione della volontà divina . (s)

Sabine Mayr, Joachim Innerhofer - Quando la patria uccide. Storie ritrovate di famiglie ebraiche in Alto Adige - a cura di Museo Ebraico di Merano - Ed. Raetia, 2017 (pp. 543, € 24,90) Corposo saggio di ricerca storica in ambito regionale altoatesino nella traduzione italiana dall’originale tedesco. L’obiettivo è quello di rendere noto il destino a cui 150 persone, da sudditi onesti operosi e industriosi, sono diventate vittime perseguitate , espropriate, cacciate e sterminate. (s)

Fatina Sed - Biografia di una vita in più - a cura di Anna Segre e Fabiana Disegni - Ed. Lit. 2017, (pp. 92, € 13,50) L’indicibile trova finalmente le parole nel semplice racconto, destinato alle figlie, in cui Fatina Sed fornisce una ulteriore tessera al mosaico dell’orrore. Le ricadute sulla seconda e terza generazione si abbattono su vittime inconsce che, fino ad ora, non sono state calcolate nel computo generale della Shoah ma che gli psicoterapeuti si trovano sempre più spesso di fronte. (s)

Silvano Petrosino - Emmanuel Levinas - Ed. Feltrinelli, 2017 (pp. 119, € 12) Analisi del pensiero del filosofo lituano, ebreo, francese, sviluppata appunto per chiarire l’identità e la qualità /entità del rapporto tra le sue molteplici anime e la chiave della sua riflessione filosofica. Fatto conoscere dal correligionario Derrida, Levinas afferma tra l’altro: “la Bibbia …non è un libro che ci conduce verso il mistero di Dio, ma verso i compiti dell’uomo. Il monoteismo è umanesimo…”aprendo così la strada a profonde perplessità e a riflessioni su etica e conoscenza. (s)

Renato Assin - Il Nilo non finisce nel mare - Ed. Alter Ego, 2016 (pp. 202 ,€ 14) Titolo significativo ad indicare il rovesciamento della situazione geo-politica mediorientale allo scoppio della Guerra dei Sei Giorni, quando Israele accerchiato anticipò l’attacco e distrusse al suolo la temibile aviazione egiziana. Attorno al fatto storico si intrecciano vite e accadimenti schematicamente romanzati in una struttura semplice quanto ineccepibile. Di grande interesse lo spaccato di vita degli ebrei in Egitto prima dell’avvento e all’avvento di Nasser. (s)

Emanuel Bergmann - L’incantesimo - Ed. La nave di Teseo, 2017 (pp. 381, € 18) La fascinazione per la magia accomuna due personaggi provenienti da mondi lontani tra loro fino a farli incontrare. L’ebraismo dell’Europa orientale, con la sua terribile storia, trasferito negli USA sembra assumere connotazioni diverse, ma non poi troppo. Un’idea originale per trattare un argomento di cui sembra si sia già detto tutto… Un romanzo di formazione per il figlio del rabbino , il punto su magia/illusionismo/mentalismo non così avulsi da numerologia e cabala, il rapporto tra un adolescente spaesato e un vecchio… molteplici sono le trame e scorrevole il racconto. (s)

Aharon Appelfeld - Il partigiano Edmond - Ed. Ugo Guanda, 2017 (pp. 332, € 19) Nuovo romanzo come i precedenti parzialmente autobiografico. Vi si narra di un gruppo di combattenti ebrei nelle foreste polacche impegnati a sopravvivere, a soccorrere gli scampati e a sferrare attacchi di disturbo ai nazisti. Ma sopra ogni altra cosa Appenfeld insiste sul recupero dell’umanità, cancellata dalla barbarie e sull’identità ebraica in persone che vi si riconobbero solamente a fronte della bieca contabilità demografica dello sterminio. Atei, agnostici, sionisti talmudisti, cabalisti, ortodossi, comunisti o semplicemente assimilati si ritrovano nella speranza della comune salvezza in terra d’Israele. (s)

Eric H. Cline - Gerusalemme assediata. Dall’antica Canaan allo Stato d’Israele - Ed. Bollati Boringhieri, 2017 (pp. 421, € 26) “Città della pace” “Città santa” “ Città d’oro, d’argento e di luce” molti sono gli appellativi di questa città da sempre contesa per motivazioni spirituali e simboliche… non certo strategiche. In questo corposo saggio il passato si interseca con il presente in una visione quasi atemporale del luogo in cui, attraverso i millenni,” il passato continua a ripetersi”. (s)

Maurizio Molinari, Amedeo Osti Guerrazzi - Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata - Ed. Rizzoli, 2017 (pp. 265, € 20) Nel microcosmo di varia umanità racchiusa nel ghetto si staglia la figura del Moretto. Il coraggio di un individuo che non concepisce la resa e , ricorrendo a qualsiasi mezzo, ingaggia una rischiosissima resistenza con il nemico. Impresa epica , oggetto di ricostruzione accurata quanto di una narrazione scorrevole e godibile, nel mettere in luce situazioni e comportamenti non ancora conosciuti. (s)

Amos Oz - Tocca l’acqua, tocca il vento - Ed. Feltrinelli, 2017 (pp. 197, € 16) Una storia sostanzialmente d’amore offre spunto per tornare sugli sconvolgimenti prodotti dalla seconda guerra mondiale, nella fattispecie sugli ebrei fortunosamente sopravvissuti. La necessità di fuggire dall’Europa stravolta porta ad est, verso la Russia sovietica, e a sud verso la Palestina, non ancora stato ebraico ma approdo fisico e ideologico per molti. Lo stile di questo particolare romanzo alterna elementi di realismo magico a delicate pagine di poesia naturalistica. (s)

Elena Lappin - In che lingua sogno? - Ed. Einaudi, 2017 (pp. 299, € 20) Questione puramente linguistica oppure profondamente identitaria? Il patrimonio culturale accumulato nel corso di una vita trascorsa in vari paesi ha prodotto una personalità così cosmopolita e poliglotta da renderla quasi a rischio di smarrimento identitario. Un mémoir per ritrovarsi e per redigere, con passione tipicamente ebraica, la genealogia familiare altrimenti frammentata e dispersa. (s)

Stella Bolaffi Benuzzi - Ridammi la vita. Dai Salmi di Davide a una visione etica contemporanea - Ed. Salomone Belforte&C, 2017 (pp. 241, € 20) Psicanalista freudiana “fiorita nell’inverno dei suoi ottant’anni”, Stella Bolaffi , figlia del comandante partigiano Giulio (Laghi) e nipote del fondatore dell’omonima ditta filatelica, interpreta, in chiave moderna, un testo antico quanto attuale. Il suo approccio, forte di studi ebraici e di prolungate e significative esperienze professionali, si avvale anche degli illuminanti colloqui con il cardinale Martini e con il rabbino Laras. (s)

Walter Benjamin, Gershom Sholem - Linguaggio - a cura di Tamara Tagliacozzo - Ed. Mimesis, 2016 (pp. 119, € 20) Studiosa del pensiero di Benjamin, specie in materia di messianesimo,musica e riflessione teologico-politica, T. Tagliacozzo dedica la presente raccolta ad approfondire l’analisi delle teorie elaborate dai due pensatori in materia di linguaggio ( come comunicazione), cabbalà, numerologia e dell’arduo problema della traduzione in tedesco dallo yiddish. (s)

Massimo Giuliani - La filosofia ebraica - ed. La Scuola, 2017 (pp. 295, € 17,50) “Ciò che sta tra Gerusalemme e Atene è filosofia ebraica”. In un sintetico ma illuminante excursus storico-cronologico si analizza quali siano stati gli apporti offerti in ogni epoca dai pensatori ebrei al cammino dell’uomo nella ricerca della verità e dell’assoluto. (s)

Eshkol Nevo - Tre piani - Ed. Neri Pozza, 2017 (pp. 255, € 17) Storie di condominio diverse dallo stereotipo corrente di meschine ripicche e litigiosità: i residenti nella palazzina borghese hanno incontri casuali e ciascuno è portatore di un suo mondo complesso e dolente. Un romanzo oppure tre racconti? Varia umanità la cui narrazione è strutturata su base dialogica in cui però l’interlocutore è assente e la “confessione” viene raccolta dal lettore. (s)

Marco Belpoliti - La prova. Un viaggio nell’Est Europa sulle tracce di Primo Levi - Ed. Guanda - 2017 (pp. 214, € 14) Un taccuino di viaggio che si snoda lungo il percorso seguito da Primo Levi nel viaggio di rimpatrio attraverso la Bielorussia, l’Ucraina, la Romania, l’Ungheria e l’Austria descritto nel suo libro La tregua, con lo scopo precipuo di trarne un film. Il libro, arricchito di disegni e fotografie, ha tutti i pregi e i difetti dei taccuini di viaggio e piacerà molto agli amanti del genere. (e)

Edith Bruck - La rondine sul termosifone - Ed. La nave di Teseo - 2017 (pp. 140, € 16) La storia dolorosa di una donna - già tanto provata dalla vita con la deportazione nei campi nazisti - e di una scrittrice che racconta il calvario del suo accompagnare alla fine della vita il marito, un acclamato poeta e regista, “il mio travaglio con il parto di un vecchio bambino di cui sono diventata madre, moglie sorella, infermiera, medico, prigioniera, memoria, con la pazienza di Giobbe a fare la fatica di Sisifo”. Lettura tormentosa ma intensa e coinvolgente. (e)

Massimiliano Boni -Il museo delle penultime cose - Ed. 66THA2ND - 2017 (pp.373, € 18) “Un’opera di fantasia” - dice l’autore - “ma, per scriverlo, ho costantemente pensato a tutti gli uomini, le donne i bambini che sono stati davvero ingoiati dalla Shoah”. In effetti è un romanzo “quasi giallo” che affronta in maniera originale il problema della lotta per conservare la memoria della Shoah nel momento in cui ne scompaiono gli ultimi testimoni, situato in un futuro (il 2030) in un’Italia ancora percorsa da un’inquietante deriva antisemitica. Una lettura che consente di superare il convenzionalismo che ormai spesso insidia il giorno della memoria istituzionalizzato. (e)

Telma Eligon Roz (a cura di) - Il mare di Gerusalemme. 18 scrittori israeliani raccontano - Ed. Stampa Alternativa Banda Aperta - 2017 (pp. 293, € 18) Ofra Eligon, giornalista e scrittrice israeliana, nata a Varsavia, immigrata in Israele nel 1933, morta nel 2012, ha lasciato 1500 racconti brevi. Per onorarne la memoria, la figlia Thelma Eligon-Roz le ha intitolato un corso di scrittura e pubblica raccolte di racconti brevi, come questa antologia che propone, in una varietà di stili e di possibilità letterarie, 18 scrittori israeliani il più noto dei quali in Italia è Eshkol Nevo. I racconti brevi, come le poesie, normalmente non attirano il grande pubblico ed è un peccato: “Nella sua forma migliore, il racconto breve invita il lettore a tuffarsi senza preamboli e cerimonie in una pozza di acque limpide e profonde e a nuotare velocemente verso un varco di narrativa uniforme, compatta e conchiusa. La voce dell’aedo di un racconto breve deve ammaliarci con forza e convincerci a crederle. Subito. Presto. Ora. Il racconto breve consente al lettore di navigare verso terre lontane senza provviste per i tempi lunghi. Ci mettiamo in strada, ci allontaniamo molto ma arriviamo in fretta. Anche alla fine della lettura, la formula serrata del racconto breve rimane saldamente ancorata al cuore del lettore e tende a risvegliarsi improvvisamente nel lampeggiare di un attimo. Come un sogno dimenticato. E, si sa, che anche il sogno è un breve racconto”. Provate per credere. (e)

Filip David - Pellegrini del cielo e della terra - Ed. Lit - 2016 (pp.154, € 17,50) L’autore, di famiglia ebraica, sfuggito alla persecuzione nazista, è uno degli scrittori più noti della letteratura serba contemporanea. Ha scritto sia racconti brevi sia romanzi (di cui questo è il primo). E’ un romanzo con struttura ad anello (in cui la situazione iniziale coincide con quella finale), il racconto di un viaggio ricco di avventure in cui è fondamentale l’elemento fantasy, e nel quale compaiono diversi narratori “di secondo grado”, diversi da quello principale, portatori di storie che arricchiscono il tessuto narrativo complessivo. Le avventure narrate contengono, tuttavia, messaggi che il lettore ha il compito di individuare e interpretare; messaggi che si rifanno a un pessimismo esistenziale che ha le sue radici profonde nel ricordo della Shoah e legato alla consapevolezza che il male è onnipresente e intrinseco alla natura umana. (e)

Frédéric Encel  - Israele in 100 mappe. Le sfide di una democrazia in guerra - Ed. Leg - 2016 (pp. 189, € 20) Un atlante geopolitico di Israele, dall’epoca biblica al sionismo fino allo Stato di Israele. Un concentrato di geografia, storia, demografia, sociologia, politica, economia, strategia, sicurezza, diplomazia, arricchito da una splendida cartografia, da importanti documenti allegati (la Dichiarazione Balfour, la Proclamazione dello Stato di Israele, l’elenco dei capi di Stato maggiore e grandi generali) e completato da glossario, cronologia e indicazione delle fonti.  I commenti dell’autore sono sintetici e precisi e consentono una analisi dei temi chiave della realtà israeliana. (e)

Cristian Virgil Bulai - La salvezza donata. Il Sacramentum e la Mitzvà - Ed. Salomone Belforte & C - 2017 (pp. 162, € 18) L’editore inaugura una nuova collana dedicata al Dialogo Ebraico-Cristiano con questo libro di un sacerdote cattolico rumeno che, per illustrare la somiglianza delle due fedi, parte dalla comparazione del Bar Mitzvà con la Cresima (o Confermazione: sacramento che conferma nel cresimando la definitiva appartenenza al corpo mistico della Chiesa imprimendogli il carattere indelebile di cristiano attraverso l’imposizione delle mani del sacerdote e l’unzione con l’olio santo). L’autore, nel primo capitolo, esamina il contesto di ognuna delle due fedi andando alla fonte delle due tradizioni, Mosè e Cristo; nel secondo, prende in esame la teologia sacramentale della Chiesa e, in particolare, della Cresima; nel terzo, analizza il ruolo dei precetti ebraici e, in particolare, il rito del Bar Mitzvà; nel quarto, prende in considerazione il paragone dei concetti di intenzionalità e unione con Dio tra la teologia cristiana e l’insegnamento ebraico. Nelle conclusioni, individua la caratterizzazione dell’Ebraismo nella realtà naturale all’interno dello storia e quella della Chiesa nella continuazione della naturalità storica attraverso la redenzione che propone il senso della Resurrezione come recupero dello stato di condivisione con Dio. (e)

Giuseppe Fresolone e Marcello Naimoli (a cura di) - Giovanni Palatucci e gli ebrei internati a Campagna. Memorie, rappresentazioni e nuove ricerche - Ed. EDUP - 2017 (pp. 237, €15) Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, deportato e morto a Dachau, è stato nominato nel 1990 “Giusto delle nazioni” ma, nel 2013, il Centro Studi “Primo Levi” di New York ne contesta la figura, descrivendolo anzi come “un volenteroso esecutore della legislazione razziale”. Il libro è una raccolta di saggi e testimonianze a conferma delle ragioni per cui gli è stata conferita la nomina grazie alla sua opera intesa a salvare ebrei anche grazie all’internamento nella Comunità di Campagna, luogo sicuro ove operava un suo zio Vescovo. (e)

Imre Toth - Il lungo cammino da me a me. Interviste di Péter Vàrdy - Ed. Quodlibet -  2016 (pp. 282, € 19) L’autobiografia (limitata ai periodi della infanzia e giovinezza), di Imre Toth, ebreo ungherese, sommo filosofo della matematica - nonché autore, alla fine degli anni ’90, del saggio “Etre juif- Après l’Holocauste” in cui si interroga su che cosa sia l’identità ebraica oggi - quale emerge da una serie di interviste del suo amico Péter Vardy. La narrazione che risulta dall’insieme di queste interviste non è tanto “la documentazione in prima persona degli avvenimenti che caratterizzarono la messa in atto della persecuzione antiebraica in un determinato luogo e tempo, né la trasfigurazione letteraria di un vissuto, non una manifestazione sulla disfatta dell’umano attraverso la ripresa a distanza di tempo di fatti inenarrabili, neppure il tentativo di ritrovare il paesaggio effettivo di una patria sconvolta dalla dismisura dell’accaduto… ma una narrazione tesa a restituire il vissuto di un mondo destinato in breve alla distruzione come pure di quello emerso dalla catastrofe”. (e)

Tania Crasniaski - I figli dei nazisti - Ed. Bompiani - 2017 (pp. 263, € 18) Gudrun Himmler, Edda Goring, Wolf Rudiger Hess, Niklas Frank Martin Adolf Bormann Jr., i piccoli Hoss, i piccoli Speer, Rolf Mengele: sono i nomi dei figli tra i più importanti gerarchi del Terzo Reich. L’autrice, dopo un’attenta ricerca d’archivio, quasi mai però condotta con interviste dirette, ha cercato di ricostruirne la storia, soffermandosi “dapprima sulla carriera dei padri nei ranghi del nazionalsocialismo, sul modo in cui il figlio è stato impregnato dagli ideali dell’epoca negli anni della sua infanzia e sul ruolo giocato dalla madre nella sua educazione”. Ognuno ha affrontato il peso del cognome che portava in modo diverso: alcuni rinnegandolo, altri cancellandolo, altri non mutando l’atteggiamento dei genitori; qualcuno si è convertito al cattolicesimo o, addirittura, all’ebraismo. Libro curioso: non sempre è vero che le colpe dei padri non ricadano sui figli. (e) 

Ilaria Briata (a cura di) - Due trattati rabbinici di galateo -Ed. Paideia - 2017 (pp. 187) Nel volume sono riportati due manuali rabbinici di savoir vivre, cioè un complesso di ammonimenti e istruzioni per condursi come si deve nella vita quotidiana e nella vita sociale. Partendo dall’accezione di “Derek eres” = buone maniere, i due trattati - tradizionalmente tramandati all’interno del Talmud babilonese come parte dei trattati minori- si intitolano, l’uno, “Derek eres rabah” e, l’altro “Derek eres zuta”, cioè, rispettivamente Trattato maggiore e Trattato minore delle buone maniere. Nel primo si ritrovano essenzialmente esortazioni sapienziali incentrate su motivi moraleggianti (umiltà, timor di Dio, studio della Torah); nel secondo, più variegato, una commistione di prescrizioni pratiche, interventi narrativi e spunti di esegesi scritturale. Al di là della lunga e sapiente introduzione sulla storia dei testi e della loro redazione, sulla loro collocazione nella formazione del galateo europeo, sulla loro specificità ebraica e rabbinica, sulle questioni redazionali dei testi (gioia per gli studiosi!), la lettura dei precetti (molti dei quali sono o sarebbero validi e importanti anche oggi), inframmezzata da aneddoti descrittivi, è piacevole e curiosa per tutti. (e) 

Tilar J. Mazzeo - La ragazza dei fiori di vetro - Ed. Piemme - 2017 (pp. 331, € 18,50) L’autrice, specializzata in storia, ha scritto questa biografia di Irena Sendler (denominata “La Schindler al femminile”) che nel 1965 è stata nominata fra i “Giusti delle nazioni”, per aver salvato, insieme con altri suoi aiutanti, dalla deportazione più di duemila bambini ebrei del Ghetto di Varsavia. Il libro ha forma narrativa ma l’autrice si è basata su documentazione e testimonianze che rendono certe le vicende narrate. Lo stile asciutto e il racconto avvincente, rendono piacevole e interessante la lettura. (e)

Baba Schwartz - I 3000 di Auschwitz. Una storia vera -Ed. Newton Compton - 2017 (pp.224, p. 9,90) Le memorie, raccontate in forma narrativa ma accompagnate da fotografie e da documentazione, di una ebrea sopravvissuta alla deportazione operata dai nazisti di tutti gli abitanti della piccola città ungherese di Nyìrbàtor nel 1944. Nella prima parte è descritta la vita serena dell’autrice nel suo villaggio ed essa fa contrasto con la seconda parte che racconta, invece, le traversie della deportazione e della prigionia mentre, in qualche modo, si raccorda con il lieto fine della vicenda umana della protagonista. (e)

Paolo De Benedetti, Massimo Giuliani - Saper attendere. Il messia come speranza - Ed. Morcelliana - 2017 (pp. 84; € 10) Questo libretto contiene l’ultimo scritto, palesemente incompleto, scritto e pubblicato da Paolo De Benedetti, morto l’11 dicembre 2016, intitolato Il Messia come speranza. L’altro scritto che completa il volume si intitola Saper attendere. Sulla responsabilità di progettare il futuro senza l’ansia di portare a compimento ma oltre la falsa pace dell’inerzia, composto da vari capitoletti, abbastanza slegati fra loro, che affrontano alcuni aspetti legati al messianesimo (l’attesa, la noia, la speranza, il progetto) nella tradizione ebraica e in quella cristiana. (e)  

Piero Stefani - “Gli uni e gli altri”. La Chiesa, Israele e le genti. Una ricerca teologica -Ed. Dehoniane Bologna - 2017 (pp. 298, € 26,50) Un compendioso libro sul dialogo ebraico-cristiano. L’autore, riconoscendo che, in materia, molto resta ancora da fare, osserva che ciò è, in gran parte, dovuto al fatto che “per un cristiano è spesso difficile capire che gli ebrei non costituiscono solo una parallela comunità di tipo religioso, una specie di chiesa senza Gesù ma sono un’entità etnico-religiosa-culturale con una sua propria storia, legata a una terra precisa”. Il dialogo cercato è, dunque, difficile perché asimmetrico: “dal lato cristiano vi è un irrisolto bisogno di avanzare questioni teologiche mentre da parte ebraica prevalgono temi legati alla difesa dei valori comuni, all’istanza di lottare contro ogni manifestazione di antisemitismo quanto di antisionismo, al sostegno da riservarsi allo Stato d’Israele, al rispetto integrale dell’identità ebraica e quindi alla totale rinuncia a ogni forma, più o meno larvata, di proselitismo”. Il titolo del libro deriva da un passo della Lettera agli Efesini: ‘Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani / e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui, infatti, possiamo presentarci / gli uni e gli altri / al Padre di un solo Spirito” così che, conclude l’autore, “Nella riflessione su questa duplicità di origine ricondotta all’unità di un solo spirito si trova il cuore della presente ricerca teologica” (e)

Bernhard Casper - Levinas pensatore della crisi dell’umanità - Ed. Morcelliana - 2017 (pp. 55, € 6,50) Una chicca per filosofi e studiosi di filosofia: il breve commento di un filosofo ai testi postumi di Emmanuel Lévinas Carnets de captivité et autres inédits. Difficile lettura per tutti gli altri. (e)

Sayed Kashua - Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele - Ed. Neri Pozza - 2017 (pp. 315; € 20) L’autore, scrittore e giornalista arabo israeliano, ha scritto per anni una rubrica settimanale sul quotidiano Ha’aretz descrivendo con ironia e assoluta irriverenza se stesso, la sua famiglia, la loro vita quotidiana con pezzi che hanno avuto grande successo e dai quali trapelano i problemi incontrati dagli arabi in Israele e le difficoltà di conciliare le due realtà. In questo libro ha raccolto i pezzi che vanno dal 2006 al 2014, anno in cui è emigrato con la famiglia a Chicago. Come in tutte le raccolte di questo tipo, alcuni pezzi sono davvero esilaranti, altri meno anche per il riferimento a una realtà di cui il lettori hanno una conoscenza diseguale. (e) 

Dan Stone - La liberazione dei campi. La fine della Shoah e le sue eredità - Ed. Einaudi - 2017 (pp. 271, € 30) Il libro illumina un aspetto poco conosciuto della Shoah e, più in generale, del lunghissimo processo politico e organizzativo che portò a compimento lo smantellamento dei campi di concentramento e gli spostamenti che i sopravvissuti dovettero affrontare: “Liberazione non significò fine della Shoah. I sopravvissuti al lager e quelli che si erano salvati nascondendosi o esiliandosi dovettero affrontare anni di ulteriori sforzi per trovare un luogo da chiamare patria e ricostruire le proprie vite, ammesso che ci siano infine riusciti”. L’autore non si sofferma soltanto sugli aspetti individuali e psicologici ma anche, e soprattutto, sugli enormi problemi che dovettero essere affrontati per un ritorno a una quasi-normalità e sulle conseguenze anche di lungo periodo della geopolitica della liberazione. (e)

a cura di
Enrico Bosco (e) e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 

Share |