Europa

 

 

Strabismo a destra

di Manfredo Montagnana

 

Il 5 aprile Luigi Di Maio si è detto preoccupato per "questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega, che addirittura, in alcuni casi, negano l'Olocausto".

Immagino che il leader grillino abbia giocato questa carta nella speranza di conquistare alle elezioni europee qualche voto nella pur sparuta diaspora ebraica; altrimenti dovremmo concludere che Di Maio sta volutamente ingannando i cittadini italiani.

Se anche si fosse dimenticato che il 18 ottobre 2014 a Milano leghisti e «fascisti del terzo millennio» sfilarono insieme nella manifestazione contro l'immigrazione intitolata «Stop invasione» e che nell’ottobre dello stesso anno ad Anzio l’europarlamentare leghista Mario Borghezio intervenne ai festeggiamenti in occasione dell’anniversario di fondazione di Avanguardia Nazionale, Di Maio non avrebbe certo potuto ignorare la partecipazione dei militanti di Casa Pound Italia alla manifestazione nazionale della Lega di Piazza del Popolo a Roma l'8 dicembre 2018.

Tuttavia è giusto sottolineare che il leader grillino non è stato l’unico a trascurare fino ad ora la vena fascista presente nella nuova Lega di Salvini. Eppure il quadro chiaro e documentato del libro di Elia Rosati sul fascismo italiano di oggi è così preoccupante da far pensare in termini meno ipotetici ad un ulteriore spostamento a destra dell’asse politico del nostro paese (Elia Rosati, Casa Pound Italia. Fascisti del terzo millennio, Mimesis).

Rosati presenta una ricostruzione non solo della nascita e crescita di Casa Pound, un partito ormai largamente presente in tutta Italia, ma dell’intera galassia neo fascista e neo nazista, non solo nel nostro paese. Si tratta di una ricerca storica assai dettagliata e documentata da cui emergono due elementi che a me paiono particolarmente significativi: da un lato, la persistente ed esplicita dichiarazione dei militanti di Casa Pound di essere fascisti, sostenitori di Mussolini e di Hitler come principali riferimenti ideologici; e dall’altro lato, il loro riconoscimento come validi interlocutori politici e culturali da parte non solo di politici in cerca di immagine come Salvini ma anche di importanti trasmissioni televisive.

Mi domando se è possibile accettare come forza politica appartenente al nostro sistema costituzionale chi si rappresenta idealmente con affermazioni del tipo: “Consideriamo amico nostro e della nazione chiunque operi nell’interesse del popolo italiano e ne abbia a cuore il destino, la bellezza, la dignità sociale.” (Programma 2011 di Casa Pound Italia), una ridicola raccolta di parole generiche e indefinite che costituiscono un evidente richiamo all’unica idea-guida: la fede cieca e totale in una entità volutamente imprecisata, in altre parole nel CAPO.

Un’idea più precisa e forse ancora più preoccupante è assicurata dalla lettura delle pagine di Il Primato nazionale, il quotidiano di Casa Pound Italia esaminato estesamente da Elia Rosati. E pensare che la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, ripeto “SOTTO QUALSIASI FORMA”.

L’aggressione del 15 aprile al bambino ebreo di Ferrara rappresenta un nuovo campanello d’allarme per la sinistra italiana ed europea, che non dovrebbe essere necessario dopo tanti episodi analoghi negli ultimi anni: quando vedremo grandi manifestazioni nelle piazze contro il fascismo di Casa Pound e di Salvini, accompagnate da una mobilitazione culturale e politica dei partiti antifascisti?

Manfredo Montagnana

 

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