Libri

 

 

 

Nessuno ritorna a Baghdad

 

di Paola De Benedetti

 

 

Il titolo riassume una storia di esilio; o - meglio - le storie di diversi esìli, quello di Norma, il primo, e quello di ciascuno dei suoi tre figli, Flora, Ameer e Violetta. Sono questi i protagonisti nei quali il ricordo del profumo di gelsomino in primavera, del pesante sudore del fiume nella stagione calda, delle voci e dei suoni, del gusto e del profumo dei cibi è un costante richiamo alla città senza ritorno (soltanto Violetta una volta ci proverà, con una velleitaria e improbabile iniziativa).

Lasciare Baghdad non sempre significa avere un itinerario sicuro, una meta definitiva: non è facile trovare il luogo in cui ripiantare le radici se è un destino di diaspora quello che porta ai “quattro angoli della terra”, e così si può arrivare a Milano via Teheran o addirittura via Hong Kong; lasciare Milano per Madrid e poi per Londra, o per gli Stati Uniti; o, via Cipro, arrivare a Haifa, o ancora da Filadelfia a Safed e da Safed al nord dell’Islanda o a Degania.

La saga familiare, scandita nei capitoli intitolati a ciascuno dei quattro protagonisti collegati a una data - tra il 1941 e il 2019 con viaggi di andata e ritorno nel tempo - si estende dai figli ai nipoti di Norma, che all’inizio del racconto (2009) è ultracentenaria (il lettore può districarsi fra questa vasta parentela grazie all’albero genealogico premesso al racconto); e in brevi pagine quasi alla fine del libro, con un salto all’indietro di un secolo, quasi a chiudere il cerchio Elena Loewenthal racconta un viaggio a ritroso: il padre di Norma partendo da Granada era andato a cercare in oriente le sue origini sulla via degli avi marrani cacciati dalla Spagna cattolica e accolti dal Sultano a Costantinopoli, a Salonicco, e procedendo oltre era arrivato in Iraq.

Lettura interessante per gli accenni storici che costellano la cronaca familiare, piacevole nella descrizione dei caratteri e nel racconto delle avventure di personaggi che portano in giro per il mondo il loro essere ebrei come un destino, e non il loro ebraismo, accennato per lo più nei rituali (matrimoni e funerali; e la breve esperienza fatta da una delle nipoti di Norma nell’ebraismo ortodosso sa più di folklore che di fede).

                                                                                              Paola De Benedetti

 

Elena Loewenthal, Nessuno ritorna a Baghdad, Ed. Bompiani 2019, pp. 377, € 19

 

 

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