Israele

I giri di valzer di Gantz

di Dan Rabà

 

Probabilmente si farà un governo in Israele, il quinto governo Netanyahu. Non possiamo oggi esserne certi perché per fare il governo si devono votare prima alcune leggi che garantiscano per Netanyahu l'impunità nella seconda fase della "rotazione" (rotazia) quando dovrebbe coprire il ruolo di vice Primo Ministro. Attualmente la legge prevede che un ministro sotto inchiesta si debba dimettere mentre il Primo Ministro può governare anche durante il processo finché non venga emessa la sentenza. Questo il motivo per cui Netanyahu voleva essere il primo a coprire il ruolo di premier. Verrà quindi definito il ruolo di vice primo ministro che ora non c'è. 

Definiamo questo governo il quinto Netanyahu perché di fatto il partito Likud è egemone avendo il numero maggiore di seggi in parlamento.

Kahol Lavan si è dunque diviso durante la lunga e travagliata trattativa. Come noto era formato da tre partiti e un indipendente; Gantz e Askenazi sono entrati nel governo mentre Lapid e Ya’alon rimangono all’opposizione. La sigla Kahol Lavan rimarrà a Gantz e Askenazi mentre Lapid torna alle origini col suo nome Yesh Atid e Ya’alon è indipendente col suo partito Telem. 

Un passo indietro e un po' di "storia": Kahol Lavan si era presentato come il partito anti-Bibi, definito corrotto e anche peggio, con la garanzia assoluta di non allearsi col medesimo. Sebbene il Likud fosse il partito con la maggior quantità di seggi, la "coalizione" anti-Bibi - Kahol Lavan, la sinistra, il partito di Lieberman e il Partito Arabo Unificato - aveva la maggioranza assoluta (61 seggi contro 59).

Ma Kahol Lavan aveva garantito in campagna elettorale che non si sarebbe alleato con il Partito Arabo Unificato. Il Likud in campagna elettorale aveva attaccato fortemente Kahol Lavan per questa contraddizione affermando che in realtà Gantz e i suoi si sarebbero alla fine alleati con gli arabi. Infatti per evitare un quarto giro di elezioni si parlava di un governo  composto da Lieberman e Kahol Lavan con l'appoggio esterno arabo. 

Colpo di scena: due parlamentari di Kahol Lavan, Hauser e Hendel (della destra del partito che si riferisce a Ya’alon) dichiarano di non acconsentire ad un’alleanza con gli arabi, vanificando la possibilità di questa coalizione.

Intanto era stato nominato presidente del Parlamento Edelstein che si rifiutava di avviare i lavori per timore che si votasse una legge che impedisse la nomina di un Primo Ministro accusato di corruzione. Dopo un drammatico tira e molla la coalizione anti-Bibi ha votato come Presidente del Parlamento Gantz (il quale aveva come arma a suo favore la possibile legge che impediva a Bibi di essere nominato Primo Ministro incaricato). Qui si è verificata la divisione di Kahol Lavan: Lapid e Ya’alon volevano prima di tutto garantire che Bibi non potesse essere incaricato sperando in questo modo che all'interno del Likud fossero costretti a designare un altro candidato. Gantz voleva invece fare prima l'accordo di coalizione accettando la supremazia di Netanyahu. Lapid e Ya’alon sarebbero andati allo scontro provocando le nuove elezioni. Gantz e Askenazi hanno preferito il compromesso. 

Personalmente sono convinto che Gantz non avesse alternative, e rischiare le elezioni sarebbe stato gravissimo data la situazione di estrema emergenza del paese. Il fattore positivo sarebbe che Gantz dopo un anno e mezzo dovrebbe per rotazione divenire capo del governo (e Netanyahu suo vice). Ben pochi, però, credono che Netanyahu arrivi e rispetti questa scadenza (non poche volte ha mancato alle sue assicurazioni).

Secondo fatto positivo è che il governo è paritetico, cioè vi sono 16 ministri per la destra (blocco di estrema destra di Netanyahu che comprende i due partiti religiosi e il partito di destra Yamina) e 16 ministri per la "sinistra" (che in realtà è un centrodestra). Si crea così un asse assai sbilanciato tra i 59 parlamentari della destra e i 17 della "sinistra" di Kahol Lavan (la sigla è rimasta a Gantz e Askenazi).

Ai margini di questa vicenda c'è la triste fine del partito Avodà che una volta avvenuta la "svolta" di Gantz ha ritenuto d'uopo entrare anch'esso nel governo. I membri del partito Avodà sono 3 (da 24 che erano ai tempi di Herzog e Tzipi Livni), due a favore dell’entrata nel governo e una contraria. Il segretario Peres e Itzik Smuli entreranno come ministri nel quinto governo Netanyahu. Merav Michaeli si è opposta. Ha convocato il partito al voto e ha perso ottenendo solo un terzo dei consensi. Credo che con ciò si possa definire estinto definitivamente il glorioso partito Laburista di Ben Gurion Perez e Rabin. La Sinistra resta con soli 3 deputati, due di Meretz e uno indipendente. Vi è poi la vicenda individuale di Orly Levy-Abecassis che, alleatasi con Avodà e Meretz, con la sua sigla Ghesher anch'essa ha lasciato la "sinistra" per rientrare nella destra, anche per via della sua non accettazione dell’alleanza con il Partito Arabo Unificato.

Grande delusione quindi per quelli come me che speravano nella vittoria dell'Alternativa (a Bibi).

Chi ha raggiunto un risultato eccezionale è il Partito Arabo Unificato con i suoi 15 seggi, massimo storico. Oltre al risultato positivo si mostra chiaramente che per un vero cambiamento nel paese si deve tener conto del 20% della popolazione. Si  può dire che è un passo avanti verso la legittimità della rappresentanza araba. 

Oggi come oggi non possiamo esprimerci sulla composizione del governo che non è stato ancora formato. 

Si può dire che l'emergenza del Coronavirus non è stato il punto forte della trattativa: poche parole sul programma economico che ci si prospetta con un milione e 200 mila disoccupati (27%); poche parole sul sostegno al sistema sanitario, che si è rivelato inadeguato a una simile pandemia.

Crisi totale del sistema scolastico, che dovrà rivoluzionare almeno le strutture che sono sovraffollate. Si diffonde l'uso dell'apprendimento esterno tramite computer contro l'insegnamento frontale. La cosa pone il problema delle classi povere che non dispongono di computer. Anni fa esisteva un programma per dare ad ogni studente un computer ma è fallito miseramente. 

Credo si possa dire che il governo è inadeguato ai problemi del paese, essendo stato concepito come paritetico e quindi facilmente paralizzabile nei punti chiave da veti incrociati. Sarà molto importante scoprire chi sarà il ministro del tesoro responsabile di risolvere una crisi economica epocale e chi il ministro degli esteri che dovrà affrontare il problema del piano Trump e dell’annessione di vasti territori richiesta dalle destre.

Di queste ore la notizia che il ministro della sanità, il religioso Litzman, ha chiesto di passare al ministero dell'edilizia; è stato ministro per otto anni e possiamo dire che lascia il settore in una crisi evidente. 

Kahol Lavan ha voluto il ministero della giustizia sperando di poter garantire un equo processo al Primo Ministro in carica con un processo articolato in vari punti. 

Israele è un paese di destra; abbiamo sfiorato una alternativa che purtroppo è rimandata. 

Il Coronavirus ha congelato la situazione della sicurezza. È da alcune settimane che non si parla dell'Iran, anche se Israele ha fatto ancora alcune incursioni nel sud della martoriata Siria. Si dice che la situazione in Iran sia molto grave per il virus. 

Mentre a Gaza hanno proposto una trattativa per uno scambio di prigionieri ...

Dan Rabà

27 aprile

Share |