Storia

 

Dall’Archivio Terracini

Un epistolario interessante: ebrei stranieri a Torino nel 1939

di Benedetto Terracini

 

Il Comitato per l’Assistenza agli Ebrei in Italia (Comasebit) venne creato il 20 novembre 1938 (12 giorni dopo la notte dei cristalli) come evoluzione di un precedente, meno formalizzato, Comitato Esecutivo pro Ebrei di Germania. La storia del Comasebit è stata ben raccontata da Settimio Sorani in L’Asssitenza ai profughi ebrei in Italia (1933-1947) (Carucci 1983). Raffaele Cantoni ne fu l’animatore, ma rimase prudentemente nell’ombra per il suo antifascismo. La sede centrale, a Milano, era guidata al Comandante Federico Jarach e dall’artista Renzo Luisada. Il Comasebit venne sciolto (pare per volontà del duce) nell’agosto 1939, per evolvere nella Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei, Delasem, che fu attiva fino al 1947. Della delegazione del Comasebit di Torino, guidata dal prof. Giulio Bemporad (astronomo, recentemente ricordato da Ha Keillah), è rimasto un fondo trasmesso all’Archivio Terracini dalla Comunità di Torino nel 2006, riordinato allora da Chiara Pilocane e Luisa Sacerdote. Il fondo comprende un epistolario di circa 800 lettere, che ora vengono indicizzate (è ancora da indicizzare un quarto delle lettere). Il Comasebit soccorse gli ebrei stranieri in Italia in un periodo molto delicato. Da alcuni anni, i profughi dalla Germania ed altri paesi orientali potevano entrare in Italia come turisti. I profughi presenti al 31 dicembre 1938 erano 1230, ai quali se ne aggiunsero alcune centinaia nei primi mesi del 1939. Secondo i decreti razziali del settembre 1938, gli ebrei stranieri arrivati in Italia dopo il 1919 avrebbero dovuto lasciare il paese entro il 12 marzo 1939 (scadenza in realtà attenuata nella sua applicazione grazie a una nota informale proveniente da Galeazzo Ciano). La parte più interessante dell’epistolario sono le lettere dei o relative ai singoli, con nomi e cognomi di profughi in Italia alla ricerca di aiuti per andare in Francia, Gran Bretagna o oltreoceano. Ma non mancano messaggi di gratitudine (a Bemporad e ad altri ebrei torinesi) di persone che erano riuscite a campare in Italia e a uscire dal paese grazie all’intervento del Comasebit. Molte lettere testimoniano che la delegazione di Torino era in continuo contatto con il commerciante Ettore Bassi di Ventimiglia che gestiva i passaggi in Francia. La storia è stata raccontata da Paolo Veziano dell’Istituto storico della Resistenza di Imperia in Ombre al confine (Fusta 2015). Dall’epistolario emerge un grande sforzo organizzativo da parte dei promotori della sede centrale e della delegazione di Torino, compresa la raccolta di contributi da parte degli ebrei torinesi, mai sufficienti a far fronte alle esigenze quotidiane. A lavoro ultimato, sarà interessante ricostruire – nei limiti del possibile – alcune storie individuali di persone soccorse dalla delegazione di Torino.Per questo lavoro, all’Archivio è stato assegnato un sostegno della Regione Piemonte. Il prodotto finale sarà pubblicato sul sito dell’Archivio.

 

Benedetto Terracini 

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