Memoria

 

 

 

Toponomastica e memoria


di Beppe Segre

 

Era il 25 aprile di qualche anno fa, e il nostro amico Carmine Bonino mi telefonò emozionato: “Ciao, sai chi abbiamo qui? Adesso ti passo la signora”.

La “signora” si rivelò essere la contessa Konstanze Schenk Gräfin von Stauffenberg, la quinta figlia del colonnello Claus von Stauffenberg, l’organizzatore del complotto per eliminare Hitler, fortunosamente sfuggita alla condanna a morte decretata per lei ed i suoi familiari da Himmler prima ancora della sua nascita avvenuta nel gennaio 1945 Francoforte sull'Oder.  

Si trovava in Italia, in quella occasione, per partecipare all’intitolazione a Boves di un giardino in memoria del colonnello Von Stauffenberg, suo padre, così come proposto da Carmine Bonino. Fu un’occasione eccezionale e un incontro impegnativo: quali sono le parole giuste per esprimere gratitudine e ammirazione verso un uomo che sacrificò la vita nel tentativo di restituire al mondo la pace e alla Germania la dignità?

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Carmine Bonino, per quindici anni consigliere comunale a Savigliano, insignito dal 2 giugno 2019 dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica, ha questa passione e questo impegno: individuare i personaggi della storia che possano servire come esempio e modello e trovare la forma più adatta per ricordarli e onorarli, con pubblicazione di francobolli commemorativi, intitolazione di un tratto di strada o di un giardino, posa di una targa.

L’uomo che suggerisce i francobolli” l’ha definito La Stampa e già per undici volte il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, oggi Ministero dello Sviluppo Economico, ha aderito alle proposte formulate dal signor Bonino ed ha pubblicato francobolli sui temi da lui indicati.

Soprattutto Carmine è interessato a lasciare segni che ricordino personaggi ed eventi storici, con particolare attenzione agli eroi della Resistenza, ai Giusti, ed ai protagonisti della storia del popolo ebraico. È riuscito ad entrare in contatto con Simon Wiesenthal a Vienna e poi con sua figlia Paulinka a Tel Aviv ed a scambiare informazioni con Yad Vashem a Gerusalemme e con i Centri Wiesenthal a Vienna ed a Los Angeles, ha corrisposto con Miep Gies, il sostegno della famiglia di Anna Frank, e con Buddy Elias, cugino preferito di Anna e custode del suo ricordo, ha invitato a Savigliano il figlio di Giorgio Perlasca ed ha ricevuto l’apprezzamento della cancelliera Merkel.

Ci spiega commosso che da quando ha incominciato a studiare la storia ha compreso che nessun popolo al mondo ha sofferto come il popolo ebraico e che alla tragedia della Shoah nulla è paragonabile. È dunque doveroso ricordare.

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A dicembre dell’anno scorso la Città di Torino ha ricordato Duccio Galimberti, Medaglia d’oro al Valore Militare, tra i primi a riconoscere la necessità di insorgere con le armi contro l’esercito tedesco ed organizzatore delle prime bande partigiane, con lo scoprimento di una targa commemorativa, murata sulla facciata di via Vigone 19 in Torino, nel luogo esatto, allora una panetteria, dove 75 anni fa il leader della resistenza fu catturato dalle Brigate Nere. Trasferito nella sua Cuneo, fu torturato e, il 3 dicembre 1944, fucilato.

Alla cerimonia ha preso la parola, dopo Francesco Sicari, Presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica di Torino, e altre autorità, anche Carmine Bonino, in rappresentanza dei promotori dell’iniziativa, che con poche commosse parole ha definito la commemorazione come la posa di un ulteriore tassello della storia della Resistenza nella Città di Torino.

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Oltre a quelli già citati, parecchi sono stati i Giardini che in questi ultimi anni sono stati dedicati agli uomini e alle donne proposti da Carmine Bonino.

Nel 2013 la Città di Torino dedicò un Giardino alla memoria di Simon Wiesenthal che “sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, dedicò la vita alla ricerca della giustizia”. Secondo il messaggio inviato dalla figlia Paulinka, che vive a Tel Aviv, è stato il primo giardino dedicato alla memoria dell’infaticabile cacciatore di nazisti. Alla cerimonia prese parte il comandante partigiano Enrico Loewenthal, che aveva conosciuto personalmente Wiesenthal e collaborato con lui come interprete nelle ricerche che portarono all’identificazione del maggiore Joachim Peiper quale responsabile della strage di Boves.

Carmine Bonino è stato anche il promotore, a Savigliano, dei giardini dedicati rispettivamente a Oskar Schindler, industriale tedesco che riuscì a sottrare dallo sterminio oltre mille ebrei, ed a Ferenc Molnar, scrittore e giornalista ebreo ungherese, autore del libro I ragazzi della via Pal, ed a Cuneo dl un giardino in memoria di Etty Hillesum, intellettuale ebrea olandese, che non volle separarsi dalla sua comunità avviata ai campi di sterminio, e che lasciò scritto “Credo in Dio e negli uomini”.

 

Una proposta, ancora da realizzare, riguarda l’aggiunta, sui cartelli posti all’ingresso di Torino, della dicitura “Città Medaglia d’oro alla Resistenza”: dobbiamo esibire i valori in cui crediamo ed esprimere l’orgoglio della nostra storia.

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A Torino un Giardino è stato intitolato a Raoul Wallenberg, diplomatico svedese, che viene considerato il più inventivo, il più audace ed il più efficiente tra i soccorritori degli ebrei perseguitati dai nazisti, scomparso in circostanze misteriose dopo l’ingresso delle truppe sovietiche a Budapest.

L’idea originale era di intitolare in sua memoria un tratto di via dell’Arcivescovado, nel centro elegante della città, in prossimità del Consolato della Svezia, che ha sede appunto al numero 1 di quella via. Questa ipotesi non poté essere realizzata ma molto opportunatamente la Città di Torino scelse poi per ricordare Wallenberg un’area verde nella zona di Mirafiori Sud, presso una scuola, l’Istituto “Gaetano Salvemini”.

Mi piace immaginare che in futuro la lettura del nome sulla targa possa suscitare l’interesse degli studenti che andranno a questa scuola e che si chiederanno “Ma chi era questo signor Wallenberg? Che cosa ha fatto di così importante?” E che un docente risponda loro, stando in classe, andando per la via, che nella storia tanto tempo fa ci fu un periodo in cui un regime di odio e follia voleva conquistare il mondo con una guerra feroce. Il progetto prevedeva di uccidere tutte le persone che credevano nella pace e nella democrazia e tutti gli ebrei. Ma che ci furono uomini e donne che ebbero il coraggio di combattere contro i malvagi e di proteggere e aiutare le persone in pericolo, rischiando loro stessi di essere assassinati. Che l’esempio dei Giusti e degli Eroi della Resistenza sia d’insegnamento che al male ci si può opporre, ci si deve opporre.

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Oggi sono chiuso in casa, nella primavera del coronavirus, e sto pensando ad un articolo da proporre ad Ha Keillah.

 

Squilla il telefono, è Carmine, parla veloce, entusiasta e propositivo come sempre: “Perché non proponiamo di intitolare un tratto di strada a Moshe Bejski? È la persona che ha ideato il Giardino dei Giusti a Gerusalemme. Hai letto Il Tribunale del Bene, il libro che ha scritto su di lui Gabriele Nissim? Scampato alla deportazione grazie all’azione di Schindler, si impegnò per il riconoscimento dei Giusti, i benefattori che a rischio della propria vita salvarono dallo sterminio ebrei braccati dai nazi. Potrebbe essere l’occasione per ragionare sul bene, perché ai giovani dobbiamo presentare personaggi positivi, che possano costituire dei modelli di vita”.

Beppe Segre

 

 

 

Torino 2013, inaugurazione piazza Simon Wiesenthal

 

Raoul Wallenberg

 

Il conte Claus Schenk-von Stauffenberg
(da Universal History Archive
Universal Images Group
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