MAGGIO 2021 ANNO XLVI - 228 SIVAN 5781

 

 

Israele

 

Verso un nuovo governo?

di Israel De Benedetti

 

Scrivo queste righe il 9 maggio, all'inizio di una settimana che potrebbe essere decisiva per la costituzione di un governo, un governo di unità nazionale, senza Likud e senza Bibi. Il Presidente Rivlin ha passato il mandato per un nuovo governo a Yair Lapid, dopo che Bibi non era riuscito a formarne uno suo. Yair Lapid è riuscito ad avere 1`appoggio di due partiti della destra, "La nuova speranza" di Ghidon Saar composta da ex likudnikim in opposizione a Bibi, e "Yamina" di Naftali Bennett, in tutto 13 seggi. Al centro della nuova formazione il partito di Lapid e Kahol Lavan di Benny Gantz con 26 seggi, la sinistra di Avodà e Meretz (15 seggi) e infine il partito di Lieberman (i russi) con 8 seggi. Il tutto nella speranza che quattro arabi del partito religioso arabo di Abbas appoggino da dentro o da fuori il possibile nuovo governo. Nel ruolo di Primo Ministro si succederanno Bennett per i primi due anni e Lapid per gli altri due. Sarebbe la prima volta che Israele ha un Primo Ministro con la kippà (odiato dagli ortodossi!). Lapid deve riuscire a mettere insieme partiti diversi chiamati per ora a mettere da parte le loro singole ideologie, per formare un governo che si occupi quasi esclusivamente di riportare Israele sulla via democratica, di difendere l'apparato giudiziario, di aumentare i fondi per educazione, salute pubblica e soprattutto per uscire dall`empasse dell’economia del paese. Sono tutti compiti decisivi che potrebbero essere accolti da tutti i partiti della Unità Nazionale che siano pronti a non occuparsi per ora delle loro particolari ideologie - nuove colonie, il processo di pace eccetera - e si trovino invece d'accordo a bloccare i tentativi del Likud di intervenire nel processo a Bibi, naturalmente in suo favore.

Questa settimana si dovrà decidere se formare o no questo Governo di unità nazionale, in caso contrario si dovrà andare alle quinte elezioni, che a quanto pare nessun partito desidera.

La tragedia del monte Meron, con i 45 morti tra cui vari bambini, ha scosso tutto il paese. Per ora, però, ogni inchiesta sui colpevoli è semi insabbiata, dando tempo ai vari responsabili di costruirsi alibi. Al di là delle colpe di chi ha mal costruito le strutture varie io mi domando fino a quando non si troverà un rabbinato che condanni queste idolatrie pagane, che non hanno nulla a che fare con l`ebraismo. Baciare la lapide di un rabbino famoso non porta a guarire i malati o a far sposare le zitelle. È una vergogna che da anni si celebrino queste "feste" da troppi giudicate come espressione di grande spiritualità in nome della religione.

11 maggio

A quanto pare fino ad oggi si è trovato un accordo sulle linee politiche generali, ora si discute sulla divisione dei dicasteri. Una sola cosa è certa: tutti i partiti sono d'accordo di limitare il numero dei ministri che Bibi aveva a suo tempo nominato.

Detto questo, da tre giorni ci sono forti disordini notturni a Gerusalemme e qualche missile da Gaza. In questi giorni gli arabi festeggiano la fine del Ramadan e gli ebrei la festa di Gerusalemme. La polizia agisce, qualcuno dice troppo duramente, e ci scappano molti feriti, specie da parte araba. Se i disordini continueranno c'è il pericolo che nessun parlamentare arabo appoggi il governo di unità nazionale e allora si andrà alla elezioni numero 5!!!

12 maggio

Dopo due giorni di bombardamenti (più di 1000 missili), dopo che tutta la zona di Tel Aviv e vicinanze ha passato la notte nei rifugi, chi ce li aveva, del governo di unità nazionale non si parla più. Quando tutto questo finirà si andrà alle quinte elezioni. Intanto il problema grosso sono i continui disordini tra ebrei e arabi nelle città a popolazione mista. Bibi ha provocato il tutto e ora probabilmente rimarrà al potere.

 Israel De Benedetti

 

Jonathan Ventura, Petra (Giordania)

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