MAGGIO 2021 ANNO XLVI - 228 SIVAN 5781

 

 

 

Libri

 

 

 

Rassegna


a cura di Enrico Bosco (e), Fiorella Fausone (f) e
Silvana Momigliano Mustari (s), con la collaborazione della biblioteca
"E.Artom" della Comunità Ebraica di Torino

 

Haggadah di Pesach. Dario Coen dialoga con il rabbino Roberto Della Rocca e lo psicoanalista Alberto Sonnino. Illustrazioni di Micol Nacamulli – Ed. Salomone Belforte – 2021 (pp. 243, € 35) -  “… questa nuova Haggadah … rinnova anche le modalità di studio; con l’idea originale di affiancare al commento rabbinico la visione psicologica e psicoanalitica, riportando a casa tecniche di studio della mente e dei comportamenti umani che nascono dall’intuizione di una mente ebraica e che dovevano riguardare ogni uomo. Non sarebbe però un vero commento quello in cui non c’è la novità … ma su un testo tanto frequentato sembra difficile tirare delle novità soprattutto rabbiniche”. Dario Coen stila il testo delle domande, aggiungendo alla spiegazione basilare un’abbondanza di spunti, con la legenda: abbreviazioni (CD), le risposte del rabbino Roberto Della Rocca (RDR) e dello psicanalista Alberto Sonnino (AS). Come ogni Haggadah che si rispetti, vi sono incastonate le preziose e allegre illustrazioni di Micol Nacamulli. (e)

Michela Andreatta, Fabrizio Lelli (a cura di) – ‘IR HEFSI-VAH Studi di ebraistica e giudaistica in onore di Giuliano Tamani - Ed. Salomone Belforte&C. – 2020 (pp. 767, € 40) - Giuliano Tamani è stato insegnante e mentore di numerosi allievi come professore ordinario di filologia ebraica medievale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le sue lezioni spaziavano dalla filologia biblica al pensiero ebraico medievale, alla bibliografia, alla paleografia, alla letteratura ebraica come risulta dalla sterminata bibliografia (che qui si presenta all’inizio del volume). Nel testo del libro sono raccolti ventuno contributi di noti studiosi italiani, americani e israeliani riguardanti la linguistica, la filologia ebraica biblica, la cultura letteraria, l’ebraismo medievale e moderno, la storia degli ebrei italiani, la filosofia ebraica e la cultura degli ebrei veneziani. (e)

Ariel Viterbo – Talelei razon – Coop. Libraria Editrice Università di Padova – 2020 (pp. 68, € 12) - L’autore, nato a Padova nel 1965 è emigrato in Israele, ma legge e scrive in italiano. Questo è il terzo libro di poesie il cui titolo significa, in italiano, “rugiade propizie” e consta di due raccolte - la prima, Shirat rash (Il canto del povero) e la seconda, (Latte del padre) - che racchiudono la motivazione con il nome di Desiderio, cioè la voglia di esprimere ciò che è il senso di una vita che scorre per amore, che è umano e che è gratitudine al “Signore dei cuori”. (e)

Louise Gluck – L’iris selvatico – Ed. Il Saggiatore – 2020 (pp. 168, € 14) -  L’autrice è newyorkese, di famiglia ebraica, residente in Vermont, premio Nobel per la letteratura nel 2020 “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza dell’individuo”: una poesia che confida nella maturità e attenzione del lettore, complessa nella apparente semplicità, poco incline al lirismo e alle grandi scene, scabra, laconica, anche umoristica. Nell’occasione del premio, l’editore ha ristampato il presente testo di poesie  del 1992 per il quale ottenne anche il Premio Pulitzer. La poesia dell’autrice è molto intima e personale, parla di ciò che avviene tra le mura domestiche, oggetti di uso quotidiano (versi paragonati a quelli di Emily Dickinson). Nel giardino dell’iris selvatico ci si aggira tra piante e fiori e le voci sono svariate. (e)

Liliana Segre – Scegliete sempre la vita. La mia storia raccontata ai ragazzi – Ed. Casagrande – 2020 (pp. 70, € 12) - Liliana Segre, nata a Milano nel 1930, deportata ad Auschwitz-Birkenau all’età di tredici anni, ha perso nel lager il padre e i nonni paterni. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita. Nel libro ha pubblicato il discorso che ha tenuto a Lugano presso l’Università della Svizzera italiana a cui hanno assistito centinaia di ragazzi dei licei del Canton Ticino, raccontando la propria storia dal tempo della persecuzione razziale, della tentata fuga in Svizzera, della deportazione e, alla fine, al ritorno in patria. Nell’ultima parte del libro è riportata la conversazione con i ragazzi, con alcune fotografie dell’evento nonché l’intervista rilasciata al giornalista Bruno Boccaletti. (e)

Gherardo Colombo, Liliana Segre – La sola colpa di essere nati – Ed. Garzanti – 2021 (pp. 121, € 16) - Il magistrato, ben noto nella stagione di “mani pulite”, in una lunga intervista dialoga con Liliana Segre, senatrice a vita, che racconta la sua vita, le leggi razziali, la fuga non riuscita, la deportazione ad Auschwitz, la liberazione, i ricordi, la sua testimonianza davanti alle discriminazioni anche nelle scuole, le sue riflessioni sulla Costituzione repubblicana, la giustizia e la legalità. (e)

Catherine Chalier – Le figure del femminile in Levinas – Ed. Morcelliana – 2020 (pp. 157, € 14) - Il filosofo Levinas si caratterizza soprattutto come “alterità” – il carattere di ciò che è o si presenta come “altro”, cioè come diverso, non identico – in riferimento all’altro essere umano, in un percorso dominato dall’esigenza profonda di ripensare il vero legame che ogni uomo ha necessariamente con l’altro. L’autrice, in questo libro, indaga l’evoluzione del pensiero di Levinas nei confronti delle figure radicalmente “altre” del femminile che egli tende a relegare in una dimensione subordinata ed escluse dal discorso etico per la sua debolezza e intimità. Un testo, va detto, peraltro, veramente difficile da interpretare per chi non sia avvezzo alla profondità del discorso filosofico. (e)

Edith Bruck – Il pane perduto – Ed. La nave di Teseo – 2021 (pp. 123, € 16) - L’autrice, d’origine ungherese, nata nel 1931, sopravvissuta alla deportazione, ha scritto romanzi, racconti, poesie, teatro; è stata anche regista di film, sceneggiatrice e, persino, attrice. Nel libro racconta, in forma di romanzo, la propria vita, dalla deportazione nei campi di concentramento, le sue peregrinazioni che l’hanno portata in Italia, a Roma, dove di è sposata con il regista e poeta Nelo Risi. Alla fine del volume, scrive la “lettera a Dio”: Scrivo a Te, che non leggerai mai i miei scarabocchi, non risponderai mai alle mie domande, ai miei pensieri di una vita…”. (e)

Piero Terracina (con una postfazione di Lisa Ginzburg) - Una testimonianza– Ed. Ponte alle Grazie – 2021 (pp. 97 € 12) - L’intervista è stata condotta dell’anno 2000 con una testimonianza ascoltata da Piero Terracina in forma di racconto diretto e circostanziato. Una testimonianza che egli riprese, dopo un lungo silenzio, a partire dagli anni 1980 nelle scuole, in trasmissioni radiofoniche e televisive, in istituti militari. (e)

Alessandro Hoffmann – Gli amici di Moise. Cento e più storie di ebrei di Sicilia – Ed. Kalòs – 2020 (pp. 319, € 18) - L’autore, docente universitario e giornalista, segue un percorso di ricostruzione storica in una ricerca accurata e articolata tra testimonianza e documenti d’archivio al fine di non di disperdere la memoria di quanto è accaduto a seguito delle leggi razziali del 1938. Di qui si snoda il racconto delle vicissitudini di 113 personaggi che furono coinvolti in queste pagine ingloriose della storia d’Italia in terra di Sicilia dove vivevano, ripercorrendo prima le loro diverse abitudini personali e poi il modo in cui quel tragico momento storico incise sul loro vissuto. Sono appartenenti ad ambienti diversi tra cui personaggi di rilievo (come il Premio Nobel Emilio Segrè, docente di Fisica all’Università di Palermo), ma ci sono anche rappresentati racconti di vita di persone normali catturate anche a seguito di delazioni o solo per il fatto di essere legate ad altre di religione ebraica. Narrando le varie storie dei singoli, di non pochi è stato dato di sapere il destino: ci furono arresti, deportazioni nei campi di concentramento, carcerazioni, limitazioni dei diritti, il divieto di frequentare le normali scuole non avendo più accesso all’istruzione ma anche fughe ed emigrazioni. La struttura del libro prevede sezioni e raggruppamenti di tipo diversi: la prima sezione individua i “maestri”, cioè professori d’Università, medici, musicisti; la seconda, le persone individuate nel periodo 1938-1943; la terza, gli studenti; la quarta quelli individuati nel periodo successivo, dal 1943 al 1945, negli anni della deportazione; la quinta, gli appartenenti all’élite economica; la sesta, i “grandi vecchi”, i professori della scuola umanistica e i quelli degli istituti tecnici delle città di Palermo, Catania e Messina; la settima, i “profili di signore” (come le gemelle Luisa e Margherita Ancona, l’una, tra le prime donne medico del Regno d’Italia, la seconda personaggio di rilievo del femminismo italiano); infine, l’ottava, i “Giusti di Sicilia” dichiarati da Yad Vashem (e)

Masal Pas Bagdadi - Il filo della matassa - edizioni Salomone Belforte & C. (pp.127 - €18) - L'autrice, nata a Damasco nel 1938, a soli cinque anni arriva dalla Siria, nella Palestina mandataria e cresce in un kibbutz. Da adulta, divenuta psicoterapeuta e scrittrice, innamorata e sposata ad uno psicologo italiano, si trasferisce a Milano, dove fonda il “Centro giochi di Masal”.
In questo libro si “srotola”o meglio “sbroglia”, come una matassa, la vita dell'autrice con lo scopo principale di tenere vivi i ricordi poiché muoversi in un mondo senza memoria è, sostiene, come muoversi in un mondo vuoto, senza senso e privo di amore.
Ne Il filo della matassa si percepisce il coraggio dell'autrice di raccontare sé stessa in modo autentico e, contestualmente, il bisogno di riflettere sull'infanzia e sull'adolescenza in generale. La storia narrata da Masal parte dalle proprie esperienze di moglie, anche quelle più intime, di mamma e soprattutto di nonna. Grazie alla sua esperienza di psicoterapeuta la scrittrice cerca una sorta di canale di comunicazione per affrontare ciò che può toccare da vicino ogni lettore, per insegnare a ciascuno ad ascoltare se stessi, i figli, i nipoti ma anche ad imparare a stare in silenzio quando è necessario.
Poiché il senso delle parole usate dagli scrittori è fondamentale per intendersi con i lettori, nel raccontare le sue emozioni Masal cerca le parole giuste per esprimersi in maniera chiara, così che chi legge possa identificarsi e trarre insegnamenti per la propria vita.
Un esempio su tutti: nel libro l'autrice racconta del proprio nipotino di tre anni in vacanza lontano da lei a cui ella disse che aveva nostalgia di lui, consapevole che il bimbo non sapesse e non comprendesse il significato di ciò che gli veniva esposto. Dopo mesi, in modo occasionale, sentì che il bambino diceva al padre, lontano per lavoro, che aveva nostalgia di lui. Questo sta a significare che si possono trasmettere emozioni anche in modo inconsapevole, “sbrogliando” i fili della matassa della propria vita, esponendo apertamente e semplicemente le proprie emozioni.(f)

Vittorio Robiati Bendaud - Il viaggio e l'ardimento - edizioni Liberilibri – 2020 - pp. 144 - € 14 -I Nove racconti contenuti in questo libro sono ambientati ad Ancona e, più in generale, nelle Marche. Ancona fu la porta dell'Oriente ed anche il passaggio per migrazioni provenienti da tutti i punti cardinali.
Nei nove racconti brevi di cui è composto il libro, tracciati con profondo realismo, emergono affascinanti vicende fondate su disperazione, speranza e fede. Si può considerare Ancona come centro di un'Odissea e una meta di passaggio nel complicato mondo della diaspora tra rotte marittime e percorsi appenninici.
Se si volesse tentare di classificare questo libro tra “storia” e “fiction” non sarebbe possibile inserirlo né in una né nell'altra categoria. Si tratta infatti di storie vere, accadute nelle Marche, un po' romanzate per renderle più gradite ai lettori.
Uno dei protagonisti più interessanti è Manoello Giudeo, amico di Dante Alighieri che conobbe alla corte di Cangrande della Scala, e che introdusse nella letteratura ebraica il sonetto, oppure Sansone Morpurgo, rabbino capo ad Ancora nel '700, che salvò la città da un'epidemia di influenza fortissima.
Sono storie poco conosciute anche dalla maggior parte degli ebrei, molte sono state dimenticate con il rischio di perdere un'enorme ricchezza per la storia ebraica delle Marche.
Nel libro si ricorda che al Cardeto di Ancona c'è uno dei cimiteri ebraici più antichi d'Europa e che è uno dei più belli ed importanti del mondo, paragonabile solamente a quelli di Gerusalemme o di Praga. Purtroppo attualmente il sito è lasciato in completo abbandono mentre occorrerebbe valorizzare questo luogo, anche per averne un riscontro turistico, poiché più che un cimitero è “una cattedrale ed un anfiteatro a picco sul mare” (f)

Lia Levi – Ognuno accanto alla sua notte – Ed. e/o, 2021 (pp. 265, € 18) - Romanzo “frutto d’invenzione per quanto riguarda le vicende private” ma ancorato alla Storia, ormai tragicamente assodata. Tuttavia poiché la tragedia della comunità ebraica di Roma è già stata documentata e narrata, l’autrice addita alla riflessione il comportamento dei dirigenti, sia laici che religiosi, incerti sul da farsi e forse indirettamente e inconsapevolmente responsabili. Destino ineluttabile… ma fino a che punto, sembra chiedersi Lia Levi, riportando alla mente situazioni analoghe verificatesi in molte comunità europee: tasto dolente e controverso, difficilmente affrontabile e tuttora non chiarito. (s)

Henriette Roosenburg – Ora che eravamo libere – Ed. Fazi, 2021 (pp. 276, € 18) - L’attendibilità del racconto è suffragata dalla data della pubblicazione negli Stati Uniti (1957) e spiega il realismo della narrazione, basata su dettagli anche minimi, ancora vividi ricordi nella memoria e tali da poter essere messi in dubbio solo qualora risalissero ad un ricordo sbiadito dal tempo. Si tratta di una testimonianza a caldo, non influenzata né manipolata ed è contemporanea e in qualche modo analoga a La tregua di Primo Levi. Ricevuta la libertà per mano dei russi, le sofferenze dei prigionieri politici (non ebrei) non sono finite poiché i sopravvissuti non sono stati presi in carico dai liberatori: libertà ha significato arrangiarsi, procurarsi un tozzo di pane e un ricovero per la notte implorandolo da quei tedeschi, variamente complici del regime nazista appena abbattuto. “Il corpo umano è capace di sopportare molte più privazioni di quante si pensi, a patto che la mente abbia qualcosa a cui appigliarsi”. Questa la sintesi della storia di coraggio e resistenza di un gruppo di prigionieri politici olandesi, destinati alla eliminazione a mezzo del programma “Nacht und Nebel” Notte e nebbia. (s)

Daniele Gouthier – Ci sono giorni da ricordare – Ed. bookabook, 2020 (pp. 282, € 14) - Un incidente durante una partita di pallavolo scompiglia la vita di Emma che, sul punto di smarrire il senso stesso della vita, stringe amicizia con il sopravvissuto novantenne andato a rendere testimonianza agli studenti del suo liceo. Ambientato nei luoghi classici della Torino letteraria, il romanzo è destinato agli young-adults per indurli a prendere coscienza di ciò che è stato e considerare la memoria quale mezzo indispensabile alla progettazione di un futuro migliore. (s)

Amy Levy – Reuben Sachs – Ed. L’Iguana Feminist Publishing, 2020 (pp. 288, € 18) - Arricchito dal testo inglese a fronte, il romanzo è ambientato in una comunità ebraica inglese ortodossa, in epoca vittoriana. La storia di un grande amore contrastato sembra essere al cuore della vicenda, tuttavia l’autrice intende soprattutto mettere in luce la condizione femminile in quell’ambito chiuso e conservatore, dove il destino di una fanciulla si gioca nell’alternativa obbligata tra un matrimonio (spesso combinato per ragioni patrimoniali) e l’acido nubilato. Il peso di quelle convenzioni, di apparenze strenuamente difese… sembra trovare riscontro nel suicidio della giovane scrittrice le cui critiche dal di dentro, nate dall’ esperienza diretta, potrebbero avvicinarla a molti scritti di Irène Némirowsky. (s)

 Vincenzo Pinto – The Believer. Un film per tutti e per nessuno – Ed. Free Ebrei, 2020 (pp. 241, e.book € 6,99) - Amare e odiare l’ebraismo è possibile? Questo il tema del film, premiato dal Sundance Festival, la cui sceneggiatura compare interamente nel volume, preceduta da una riflessione sull’edizione italiana e seguita da testi di critica cinematografica, in cui il protagonista è definito “volutamente provocatorio” e il film “spiacevolmente efficace”. L’odio di sé è stato variamente presente in alcuni individui in seno all’ebraismo e nel film si arriva a formulare interrogativi paradossali al punto da ipotizzare l’ebraismo quale terreno di coltura dell’antisemitismo… un fenomeno endogeno quindi… Il protagonista, studente di yeshivà, divenuto fervente naziskin, porta a termine attentati terroristici contro ebrei singoli e intere famiglie, per strada… salvo poi… (s)

 Gila Almagor – L’estate di Aviha – Ed. Acquario, 2021 (pp. 123, € 12) - Tutto vero, tutto autobiografico e scritto “per superare un periodo difficile” affrontando finalmente la verità. Gila Almagor appartiene alla Dor Shenì (Seconda generazione) degli israeliani ashkenaziti tormentati dal l’impenetrabile silenzio dei genitori. Per Aviha (Gila) il passato affiora anche per mezzo di una camicetta estiva che scopre il braccio tatuato della madre: una madre catturata, torturata, coraggiosa, partigiana…? Una madre strana, mentalmente disturbata… e il padre? L’infanzia in un istituto per orfani ma Aviha non è orfana… Scritto con ”la lingua del cuore” attraverso gli occhi attenti e curiosi di una bambina di dieci anni, sensibile e fantasiosa ma profondamente infelice, questo racconto fa conoscere l’infanzia di una donna di talento, bellezza e intraprendenza quale Gila Almagor. (s)

 

Martina Merletti – Ciò che nel silenzio non tace – Ed. Einaudi, 2021 (pp. 263, € 18) - Romanzo d’esordio di una giovane dotata di indubbio talento narrativo e assillata dall’interrogativo posto in exergo: “Puoi fuggire alla Storia quando ti accorgi di farne parte?” Ispirato ad un fatto accaduto nelle Carceri Nuove di Torino al tempo di guerra e testimoniato dai famigliari e dallo stesso bambino ebreo torinese, il racconto si sviluppa con documenti e finzioni romanzate a comporre il quadro delle vicende del 1944, con i bombardamenti, l’occupazione nazista, lo sfollamento, le persecuzioni antiebraiche… La consultazione attenta, e sapientemente guidata da molti amici e consiglieri esperti, dell’Archivio Museo “Carceri Nuove”, del Centro Studi Piemontesi e di molte altre fonti, hanno contribuito alla ricostruzione storica accurata e attendibile. (s)

Olinto Domenichini – “Le ricerche hanno dato esito negativo”. I giusti della Questura e le persecuzioni razziali a Verona, 1943-1945 - Ed. Cierre, 2021 (pp. 125, € 14) Proprio a Verona si era insediata la Centrale nazista per la deportazione di tutti gli ebrei dall’Italia, tuttavia solo 34 degli oltre 300 iscritti alla comunità di Verona furono deportati, mentre la maggioranza ebbe salva la via. Il saggio, pubblicato a cura dell’Istituto Veronese per la Resistenza e dell’Età Contemporanea, ricostruisce le svariate vicende di salvamento grazie all’intervento di quanti (comuni cittadini, religiosi, membri della pubblica amministrazione, funzionari della questura e altri) si mobilitarono, anche semplicemente non agendo, non applicando. L’attività clandestina svolta da quei giusti testimonia ancora una volta di più che qualcosa si poteva fare… purché non si fosse impediti dall’indifferenza (tante volte deprecata pubblicamente dalla senatrice Liliana Segre) e solleva nuovamente il dibattito sulle responsabilità italiane nella “soluzione finale”. (s)

Andrea Giuseppe Cerra - Gli ebrei a Catania nel XV secolo. Tra istituzioni e società – Ed. Bonanno, 2020 (pp. 246, € 20) - Legatori, armaioli, fabbricanti di polvere da sparo, scrivani, calderai, carradori, sellai, fabbri ferrai, tintori, cartai, droghieri, mercanti di panno e seta, prestatori ma anche medici, maestri di scuola…” gli ebrei catanesi, parte viva della società cittadina, cacciati alla fine del XV secolo, lasciarono un vuoto economico e culturale difficilmente colmabile. L’obiettivo di questo studio è l’elaborazione “di nuove ipotesi interpretative che diano ragione della sopravvivenza di modelli culturali e comunitari ebraici nell’area etnea”. (s)

Ursula Janssen – La Bibbia in tavola – Ed. Ursula Janssen, 2021 (pp. 95. e.book € 19,99) - Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’autrice non è una chef stellata né tantomeno una massaia cultrice delle tradizioni, bensì una archeologa e storica culinaria , specializzata nel Medio Oriente. Da segnalare il suo ricettario precedente “Garum”, sulle abitudini alimentari degli antichi romani e, via via, scorrendo i secoli , altri saggi sulla alimentazione nel Medioevo e nel Rinascimento. Coadiuvata dal valente fotografo Manoocher Deghati, presenta ricette che si ricollegano a brani biblici , i quali consentono di individuare, colture, animali allevati e cibi consumati nelle varie occasioni. Prendendo le mosse dalle famose Sette Specie (grano, orzo, fichi, uva, melagrane, olive e miele) si approda facilmente a tutti i paesi che si affacciavano, e tuttora si affacciano, sul Mediterraneo e che puntualmente ritroviamo nella dieta mediterranea tanto apprezzata dai dietologi contemporanei. (s)

Giordana Tagliacozzo – Il ritorno di Tosca. Auschwitz-Roma, Erez Israel-Roma – Ed. Silvio Zamorani, 2021, (pp. 299, € 24) - Tosca, ebrea romana, madre di quattro figli maschi, appare protagonista indiscussa dalla prima pagina all’ultima. La prima parte del volume è costituita dal diario della sopravvivenza e del ritorno, con spirito indomito nella certezza di riabbracciare i figli. In seguito troviamo il corposo scambio epistolare tra i membri delle due famiglie, Di Segni e Tagliacozzo, attraverso sofferenze, distacchi, lontananze ma sempre animati da un fortissimo senso di unità famigliare. Motore di tutto è Tosca che, non essendo riuscita ad ambientarsi nella nuova patria (Erez Israel) decide con risolutezza di tornare a Roma portando con sé i figli. Straordinarie le doti umane e la personalità dei figli, ancora ragazzi e adolescenti, capaci di esprimere sentimenti ed emozioni nel costante scambio epistolare con la madre. Notevole poi il confronto tra il primogenito, quasi maggiorenne e convinto sionista, e la madre che lo vuole con sé: le ragioni dell’uno e dell’altra si confrontano per l’affermazione dei propri diritti. Il figlio, sempre rispettoso, ma convinto della propria scelta…Tosca, animata dall’amore sublime di madre, che la vedrà vittoriosa. (s)

 

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