Destra

 

Dieci domande agli ebrei che votano a destra

di Anna Segre

 

1. In Europa esistono forze sane, tenacemente impegnate nella difesa dell’identità dei popoli … contro … chi vorrebbe una società multietnica che cancellerebbe completamente la nostra storia e il nostro futuro! L’Europa che noi combattiamo è quella che … toglie i crocefissi dai muri … si legge in un opuscolo elettorale della Lega Nord. Non rievoca inquietanti memorie?

2. Con una storia come quella ebraica dell’ultimo secolo come si può accettare l’idea che l’immigrazione clandestina costituisca di per sé un reato?

3. Ritenete che le ronde di privati cittadini siano uno strumento efficace per garantire la nostra sicurezza?

4. Vi sentite in sintonia con i proclami del Presidente del Consiglio contro la società multietnica?

5. Vi sono piaciute le sue parole sull’inutilità del Parlamento? Non vi ricordano da vicino il mussoliniano disprezzo per l’“aula sorda e grigia?” trasformabile in “bivacco di manipoli”?

6. Vi è piaciuta l’accoglienza che i nostri governanti hanno riservato a un personaggio come Gheddafi?

7. Vi fa piacere che l’Insegnamento della Religione Cattolica abbia un peso sempre più significativo all’interno dei programmi scolastici e nella valutazione finale degli allievi? Vi pare una cosa normale o un’oggettiva discriminazione nei confronti di chi non si avvale di tale insegnamento?

8. Vi farà piacere se nei prossimi anni i vincoli orari più rigidi previsti dal ministero per “mettere in riga” gli insegnanti costringeranno un numero maggiore di ragazzi ebrei ad andare a scuola di Shabbat?

9. Ma egli [il re] non dovrà procurarsi un gran numero di cavalli… Non dovrà avere un gran numero di mogli, perche il suo cuore non si smarrisca; neppure abbia grande quantità di argento e d’oro. (Devarim, 17) Vi sembra che il nostro attuale primo ministro corrisponda a queste prescrizioni?

10. Secondo l’ebraismo esiste un unico precetto affermativo valido per tutta l’umanità: l’obbligo di istituire tribunali. Come si concilia con i continui attacchi a cui assistiamo contro giudici e giustizia?
 

È vero, se ne potrebbero rivolgere forse altrettante agli ebrei che votano a sinistra. E infatti ce le siamo poste spesso, e abbiamo cercato di trovare risposte o almeno sollevare dibattiti. Talvolta abbiamo anche ottenuto qualche risultato. In generale, quando si è trattato di criticare esponenti della sinistra non abbiamo fatto sconti, proprio perché si trattava della nostra parte politica. Non si può negare che in alcuni casi ci siano state prese di posizione giustamente ferme anche nei confronti della destra (per esempio l’intervista a Riccardo Pacifici apparsa sul Riformista del 13-6-2009). Di altre forse dalla periferica visuale torinese non si ha avuto notizia. Speriamo di vederne sempre di più.

Anna Segre