Sannicandro

 

Fonte di ogni bene
Canti di risveglio ebraico a Sannicandro Garganico (1930-1945)

 di S.F.

 

I canti composti tra il 1930 ed il 1945 da Donato Manduzio e da altri membri della comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico, pubblicati nel libro Fonte di ogni bene (Editrice Rotas, Barletta - marzo 2009 - pp. 127 + Cd), ci riportano indietro nel tempo e ci conducono verso luoghi inusuali. Il volume è curato da due musicisti, Francesco Lotoro e Paolo Candido, e da uno studioso di musica biblica, Pasquale Troìa. Leggendolo ed ascoltando gli inni eseguiti dalle donne ebree sannicandresi scopriamo l’espressione di una fede in Dio e di una fedeltà alla Torah non tramandati midor ledor, di generazione in generazione, ma frutto di un evento straordinario, quasi un miracolo secondo qualcuno, una bizzarria della storia se analizzato con occhi più disincantati.

I canti del risveglio ebraico, che troviamo ordinati e descritti in questa raccolta, sgorgarono dal cuore di questa piccola ed anomala comunità. La loro straordinaria semplicità impregnata di passione testimonia una forma di ebraismo quasi caraitico, privo di tutta l’elaborazione talmudica che connota la religione ebraica e che costituisce la base su cui si è andato elaborando il suo pensiero nel corso dei secoli. Inni, canti e stornelli sono ispirati a passi biblici, alcuni appaiono ispirati a sogni che diventano strofe, ma tutti esprimono una fede autentica e genuina, in cui si manifesta l’amore per Dio e per la Terra Promessa. In certi testi si possono forse riscontrare affinità con inni in uso presso alcune chiese evangeliche che legano la propria discendenza spirituale all’Antico Israele, mentre le melodie ricordano talvolta arie devozionali di matrice cattolica, un accostamento che è però da intendersi esclusivamente sotto l’aspetto lessicale e musicale e che non comporta altre analogie sul piano spirituale. La vocalità si richiama alla tradizione popolare dei contadini meridionali. Leggere le parole di ciascun inno o canto direttamente dalla copia di quei documenti originali, scritti su semplici fogli di quaderno con la grafia propria di chi ha imparato a scrivere da sé e con errori grammaticali dovuti alle influenze dialettali, suscita stupore e commozione. Il volume Fonte di ogni bene si sofferma su 11 canti, in parte gli stessi raccolti da Leo Levi, il musicologo che tra il 1954 ed il 1962 procedette per primo ad una classificazione dei canti in uso presso le comunità ebraiche italiane. Per ognuno di essi viene presentato il testo originale affiancato da una versione rielaborata oltre allo spartito musicale. Le foto d’epoca riprodotte nel volume accompagnate dall’audizione del Cd allegato, realizzato dall’Istituto di Musica Concentrazionaria di Barletta, consentono al lettore di immergersi nel contesto in cui si svolse questa storia straordinaria che ha quasi il sapore di una favola. Il seme piantato da Donato Levi Manduzio continua a germogliare sino ai nostri giorni.

 S.F.