Lettere

 

Gaza
Dopo un incontro in Comunità con Israel De Benedetti

 

Caro Israel,

Mi aspettavo che Gaza fosse l’argomento principale, ha sollevato questioni morali, che a mio avviso hai minimizzato. Mi interessa il tuo giudizio morale, molto di più di quello politico.

Avrei dovuto/potuto dire/domandare ma sentivo contraria l’atmosfera della sala e non ce l’ho fatta.

Consideri giusto l’attacco di Gaza, tutti quei morti? Dire: non poteva essere diverso data la densità della popolazione è già una risposta. Regole di ingaggio. Non avevo letto che fossero cambiate. Ma qualche giorno fa su Haaretz hanno fatto vedere delle magliette che venivano proposte ai soldati che uscivano dall’addestramento. Una ritraeva una donna musulmana (col foulard in testa) incinta e una scritta diceva: con un colpo nei fai fuori due. Ho letto che pattuglie hanno lasciato escrementi sui pavimenti, nei letti delle case che avevano occupato. Dopo Sabra e Chatila c’era stata un’inchiesta che aveva considerato Sharon responsabile, adesso il capo di stato maggiore la nega dicendo ’siamo l’esercito più morale del mondo’. Possiamo accontentarci?

L’opinione egemone su Ha Keillah è che l’intervento era necessario visto il lancio di razzi. Ma chi ha rotto la tregua? Secondo me Israele, ha rifiutato ad Hamas di discutere di prolungarla; ad inizio di novembre ha compiuto attacchi “contro i tunnel” che hanno lasciato sei morti di Hamas. Durante la tregua con Hamas a Gaza ha continuato ad eliminare esponenti di Hamas in Cisgiordania. Non ha rispettato la sua parte dell’accordo in base al quale doveva aprire i valichi. Se concordi che è stato Israele ad aver rotto la tregua allora 1400 sono morti per un gioco politico: far fuori Hamas (e mettere al posto Dahlan), candidare Barak a ministro della difesa, dimostrare che non è possibile la pace con Hamas.

I confini di Gaza rimangono chiusi. Per mancanza di energia elettrica non si riesce a far defluire le fogne. Non si riesce a depurare l’acqua per renderla potabile. C’è denutrizione, alta mortalità. Chi deve uscire per gravi condizioni di salute viene lasciato ad aspettare in ambulanza, ho letto di soldati che intanto giocano a carte.

La pace e la convivenza da eguali è negata anche ai palestinesi della West Bank. Ai palestinesi dei territori spetta un quarto dell’acqua destinata ai coloni. Sono soggetti all’esproprio per far posto alle colonie e al muro, case palestinesi sono distrutte a Gerusalemme. Possono spostarsi su strade che sono normalmente sterrate ed essere fermati ore ai posti di blocco mentre gli israeliani hanno a disposizioni superstrade.

Le ferrovie israeliane hanno licenziato i casellanti arabo israeliani per far posto ad ebrei stabilendo il nuovo requisito dell’aver fatto il servizio militare (da cui gli arabi israeliani sono esentati). Shulamit Aloni in un altro articolo su Haaretz ha scritto che Israele è diventata una etnocrazia. Nel 1970, scrive, è stato deciso che religione e nazionalità sono una sola cosa per cui gli ebrei sono registrati come ebrei e non come israeliani nel Pubblico Registro. Che farsi riconoscere come stato ebraico, come ha fatto una legge del ’92, confligge con la Dichiarazione di Indipendenza in cui è scritto che ’ lo Stato di Israele assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti, indifferentemente dalla religione, razza e sesso.

Credo che sia necessario impegnarsi per difendere la democrazia in Israele e nei territori per israeliani, arabi israeliani e palestinesi perché l’ingiustizia sta avanzando e prendendo il sopravvento.

Ho paura di ulteriormente inimicarmi i rapporti ma ho un’urgenza di verità.

Giorgio Canarutto

 

Caro Giorgio,

sono stato molto incerto se risponderti o meno, dato che penso non riusciremo a convincerci l’uno con l’altro. In ogni caso proverò a chiarire la mia posizione. Non ho parlato di Gaza come non ho parlato degli otto anni di sofferenza della popolazione di Sderot e una ventina di kibbutzim sottoposti al lancio di missili nella indifferenza generale. Ti ricordo che Sharon, quando ha cominciato a capire sul serio che la sola soluzione possibile del conflitto è 2 stati per 2 popoli, ha ordinato e realizzato lo sgombero totale delle colonie nella striscia di Gaza. La popolazione di Sderot era felice, Israele ha cercato di persuadere i palestinesi a far funzionare le serre lasciate dai coloni (che servono ora da nascondiglio per i lanciatori di razzi). Sharon e con lui tutti noi pacifisti ci siamo illusi che questo atto potesse servire da prova generale per il ritiro dai territori e lo sgombero dei coloni in Giudea e Samaria. Invece per la felicità dei nostri ultra religiosi fanatici, al nostro ritiro da Gaza è seguito il lancio dei razzi, peggio che in passato. La nostra destra ha gongolato e noi ci siamo sentiti traditi nelle nostre speranze. Il mondo civile ha taciuto, forse anche tu.

Chi ha pagato il prezzo sono state le popolazioni dai due lati del confine. Tutto il resto è storia, personalmente penso che la reazione di Israele a Gaza è stata tragicamente sproporzionata, ma qualcosa Israele doveva cercare di fare. Lo sai che un centinaio di cittadini di Sderot qualche mese fa si sono presentati sul confine con cartelli invitanti alla pace, ma i palestinesi che avevano accettato l’iniziativa e avrebbero dovuto apparire dall’altra parte non sono venuti? Per fortuna le nostre ferrovie hanno fatto marcia indietro sui casellanti. Su tutto il resto concordo con te: le ultime elezioni ci hanno dato un governo di destra che non farà nulla per mandare avanti un vero processo di pace. Chi ha ammazzato Rabin purtroppo ha ottenuto quello che voleva.

D’altra parte quando tu scrivi che ci si deve impegnare per difendere la democrazia in Israele, mi pare giusto aggiungere “e per farla crescere e sviluppare nell’autonomia palestinese e nello pseudo- governo di Hamas a Gaza”.

Ciao

Israel De Benedetti