Pregiudizio

 

Una ricerca per capire l’evoluzione del pregiudizio

 di Claudio Vercelli

 

Sta oramai giungendo a termine l’ampia inchiesta su “Un’ostilità indiscriminata. Antisemitismo e anti-islamismo in Italia dopo l’11 settembre”, promossa dal Comitato Passato Presente, un organismo che raccoglie alcuni tra i maggiori istituti culturali torinesi (le Fondazioni Istituto Gobetti, Gramsci, Rosselli e Salvemini), dedicata alla natura, all’estensione e al radicamento del pregiudizio di natura razzista nella società italiana. L’obiettivo della ricerca non è stato quello di incapsulare la popolazione dentro definizioni vincolanti ma di cogliere quali siano gli atteggiamenti prevalenti, ancorché mutevoli, verso le minoranze in segmenti significativi della nostra comunità. La consapevolezza che sta alla base di questo lavoro è che la persistenza di “radicati e pervasivi atteggiamenti razzisti”, rivolti sia ad antichi target (gli ebrei) che a nuove figure (gli immigrati), non sia mai il risultato del caso e neanche il prodotto della mancanza di informazioni e consapevolezza bensì un modo diffuso di atteggiarsi nei confronti delle complesse trasformazioni della realtà quotidiana. La novità introdotta, pur con le cautele metodologiche e di merito del caso, è stata quella di comparare due mondi del pregiudizio comunemente ritenuti diversi, l’avversione nei confronti degli ebrei e quella verso i musulmani, cogliendone invece le similitudini e le inquietanti linee di continuità. Il primo e il secondo tipo di pregiudizio non sono stati equiparati, ossia messi sulla stessa linea di valore e significato, ma considerati come due modalità distinte di esprimere un’avversione strutturata, ovvero permanente. Dell’uno e dell’altro si sono quindi colti i fattori di simmetricità e di sovrapposizione, senza però stabilire immediate equivalenze. Un primo elemento che è emerso è una sorta di proprietà transitiva tra un atteggiamento razzistico e l’altro: chi nutre pensieri negativi verso gli ebrei è maggiormente propenso a trasferirli e utilizzarli contro i musulmani o altri gruppi di minoranza. Gli autori si premurano di affermare che “tali pregiudizi sono montati lentamente nel tempo, scarsamente contrastati, alimentati ad hoc da discorsi e ideologie rozze ma chiare, veicolate da media, imprenditori, politici [partiti su base etnicista, n.d.r.] ed opinionisti. Pregiudizi culturali, etnici e razziali cresciuti su uno sfondo sedimentato di autoritarismo ed etnocentrismo, per non parlare poi di forme estese di sfiducia sociale e interpersonale, che segna quelle collettività prese al cappio di una profonda incertezza e paura del futuro e degli altri. Incertezze, paure e sfiducie che trovano nel razzismo e nel pregiudizio una valvola di sfogo, soprattutto tra i ceti popolari più indifesi e colpiti dalla crisi generalizzata della politica e delle condizioni socio-economiche”. A riscontro di ciò c’è il fatto che il pregiudizio antisemitico ha ripreso vigore dopo l’11 set­tembre 2001, a seguito degli attentati terroristici negli Stati Uniti. Si è infatti riproposta, in tutto il suo “cupo splendore”, la bislacca e tragica teoria del “complotto mondiale ebraico”, che coniuga la triste continuità delle ma­nifestazioni e dei discorsi pubblici di taglio avverso agli ebrei a un nuovo, sordido nonché pervasivo intreccio tra antisionismo e antisemitismo. Al “vecchio”, durevole e inossidabile retaggio antisemita soprattutto nella destra si sta accompagnando il crescere di una peculiare avversione nei confronti di Israele intesa come “ebreo collettivo”. A tale riguardo gli autori si premurano di sottolineare che “come la vocazione antisemita della destra italiana [è] difficilmente abbandonabile [...] a sinistra si intravede un processo speculare ma di segno diverso, poiché le posizioni critiche contro Israele scivolano lentamente ma sensibilmente verso l’antisemitismo”. L’elaborazione, la discussione e l’interpretazione dei dati della ricerca è in corso di ultimazione.

Per eventuali informazioni si può inviare una mail a: vercelli@istitutosalvemini.it

 

Claudio Vercelli