Storia e Memoria

 

Viaggio nella Polonia ebraica

di Giulio Disegni

 

Un viaggio emozionante e ricco di significati, organizzato dalla Comunità ebraica di Torino, quello che un gruppo di ebrei torinesi ha compiuto dal 2 al 6 giugno in una parte assai particolare della Polonia ebraica. Katowicze, Cracovia e Auschwitz Birkenau le tappe toccate, in un crescendo di emozioni che si è percepito sin dall’ inizio del viaggio.

Un itinerario in cui ognuno riponeva le sue aspettative legate per lo più ai propri sentimenti rispetto alla Shoà e allo sterminio nazista e che si è rivelato invece una miniera di conoscenze e di mondi da scoprire, a cominciare dalla rinata vita ebraica intensa e ricca, ma sempre legata ad uno dei passati più difficili dell’intera Europa ebraica.

Già all’arrivo a Katowicze si è percepita la voglia della piccola Comunità locale di vivere la propria vita ebraica, ben consapevole dei numeri piccoli dei suoi aderenti e dei rapporti tuttora non facili con la popolazione circostante, che hanno reso impervio un cammino di ricostruzione, non disgiunto da un legame forte e inscindibile con il passato.

Appena un centinaio di ebrei, per lo più di origine galiziana e russa hanno nella Sinagoga e in un piccolo complesso comunitario il centro della loro vita. Una vita fatta di lavoro e di studio, ma anche di voglia di riscoprire e vivere le proprie tradizioni che la furia nazista ha voluto cancellare, colpendo ovunque Sinagoghe, attività commerciali, scuole, case e soprattutto vite umane, in una città che prima della Shoà era quasi totalmente ebraica.

Cracovia, la seconda tappa. Qui abbiamo incontrato sopravvissuti alla Shoah e membri della comunità ebraica locale, una comunità di circa settecento persone, che ruota intorno a sette sinagoghe, tre delle quali funzionanti e quattro conservate a museo e a due centri socialicomunitari. Il giovane rabbino di Cracovia dalle mille energie ha seguito il gruppo dei viaggiatori torinesi per tutta la permanenza a Cracovia.

Davvero emozionante la visita al museo Schindler in quella che fu la fabbrica di utensili del grande salvatore di vite umane.

Un museo straordinario, tre piani da percorrere senza un attimo di sosta, moderne tecnologie per una ricostruzione perfetta della vita ebraica in Polonia e della immane tragedia che ha colpito gli ebrei polacchi.

E poi la notte delle sinagoghe, un emozionante percorso notturno nelle bellissime sinagoghe aperte ai polacchi venuti anche da altre città per riscoprire il loro passato e per assistere a concerti, spettacoli, mostre, eventi che spiegano il passato della Polonia e la civiltà ebraica attuale.

I campi di sterminio sono stati l’ultima tappa del viaggio.

L’impatto con Auschwitz molto forte e non descrivibile, ancorché le baracche che costituiscono il campo appaiono oggi a noi, lettori di molti libri e spettatori di molti video, un “museo” a cielo aperto. La tragicità del lager e dello sterminio è sicuramente più leggibile nel campo di Birkenau nel quale lo sterminio ha avuto una dimensione incalcolabile, interrotto solo nell’ottobre 1944 da una piccola rivolta di deportati riuscita a contrastare in minima parte l’efferato disegno criminale nazista.

Giovani israeliani in viaggio con noi con la bandiera dello Stato ebraico percorrono i binari dove un vecchio treno è lì a testimonianza e memoria di quanto accaduto: rappresentano la continuità del dopo Auschwitz, mentre memoriali e lapidi costituiscono, insieme ai luoghi dove i deportati hanno vissuto in condizioni indescrivibili prima dell’atroce loro fine, testimonianze di una vita in campo solo leggermente falsata dall’immagine edulcorata di betulle, erba e qualche fiore.

Giulio Disegni

   

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